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Suona l’allarme per l’Opificio delle Pietre Dure Società


L’Opificio delle Pietre dure richia di sparire per sempre a causa del blocco delle assunzioni del turn-over e dell’affievolirsi dell’interesse dei privati. Per cercare di ostacolare questa spirale di lento soffocamento di una delle istituzioni formative più illustri della città, il presidente della commissione cultura Leonardo Bieber propone una mozione rivolta al governo per istituire una deroga al blocco delle assunzioni e lancia un appello ai privati affinchè contribuiscano alla salvaguardia e alla tutela dell’Opificio. La proposta del presidente Bieber avviene in seguito al sopralluogo effettuato ieri 13 ottobre dalla commissione cultura del comune di Firenze al Museo dell’Opificio delle Pietre Dure in via degli Alfani. Oltre ai consiglieri membri della commissione erano presenti Cristina Acidini sovrintendente al Polo Museale e Clarice Innocenti direttrice del Laboratorio di Restauro degli Arazzi. Durante la visita è stato affrontato il problema della mancanza di personale, una situazione allarmante che – a causa del blocco delle assunzioni nel pubblico impiego che si protrae ormai da vari anni – rischia seriamente di far scomparire per sempre, al momento in cui andranno in pensione gli attuali dipendenti, una patrimonio di conoscenze e di professionalità molto specifiche acquisite nel corso di tutti questi anni. Ad aggravare ulteriormente tale situazione, l’impossibilità di assumere personale a tempo determinato – formatosi proprio grazie alla Scuola di Alta Formazione interna all’Opificio – per singoli progetti di restauro, a causa della mancanza di fondi pubblici e del venir meno dell’impegno dei privati. 

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