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‘Suoni riflessi’ fra note e immagini, classica e jazz, romanticismo, spiritualità in musica e magia della voce Firenze, My Stamp

Più ricco e composito il programma del festival dell’ensemble Nuovo Contrappunto diretto da Mario Ancillotti, a Firenze in Sala Vanni dal 22 ottobre al 19 novembre: dall’apertura nel segno mistico dell’Offerta musicale di Bach e del Purgatorio e Paradiso di Dante interpretati da Sandro Lombardi, al concerto finale sul “Sacro ieri e oggi” del coro Galilei della Normale di Pisa con una 1^ esecuzione di Antonio Anichini. Il 29 ottobre viaggio guidato dal Rettore dell’Università di Firenze Luigi Dei nei segreti della voce. Nei tre nuovi eventi serali dei giovedì 2, 9 e 16 novembre un creativo confronto tra musica e immagini: Matteo Fossi nella Kreisleriana insieme a Matteo Marsan e alle immagini di pittori romantici; Antonino Siringo con docenti e allievi del debuttante corso di jazz della Scuola di Fiesole a improvvisare su immagini scelte dal pubblico, Tristaino e Blas Roca Rey con l’epistolario dei fratelli Van Gogh, musiche varie e proiezioni di luci e colori di Vincent. La grande musica da camera romantica nel concerto del 12 novembre di Pier Narciso Masi con Fossi, Gabbiani e Bonacchelli, a cui è abbinata la mostra fotografica “Sguardi inconsueti su Michelangelo” di Aurelio Amendola. Quattro le prove aperte a tu per tu coi protagonisti dei concerti di Svelare la musica (ingresso libero): 4, 11, 16 e 18 novembre.

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Musica, voce cantata e recitata, poesia, immagini artistiche, improvvisazioni e interazioni con il pubblico. Suoni riflessi, giunto alla 15^ edizione, arricchisce e diversifica il proprio emozionante e originale percorso di ricerca nel repertorio della musica classica, in costante dialogo con gli altri ambiti culturali e musicali, rivolgendosi con particolare attenzione alle arti visive e al jazz, ma anche all’espressione della spiritualità in musica e alle forme del romanticismo.

Il festival dell’ensemble Nuovo Contrappunto fondato e diretto da Mario Ancillotti, ora coadiuvato da Matteo Fossi quale vicedirettore, aggiunge ai cinque eventi concertistici (e non solo) delle domeniche mattina dal 22 ottobre al 19 novembre alle ore 11 – come di consueto articolati non quali semplici liste di brani per celebrare gli esecutori, ma secondo percorsi capaci di far apprezzare meglio e divertendosi anche le musiche più complesse – altri tre spettacoli serali, «più intimi e preziosi», sul tema “Musiche e immagini”, nei giovedì 2, 9 e 16 novembre (ore 21). Aumentano anche gli incontri introduttivi a ingresso libero di Svelare la musica con i protagonisti dei concerti: ben 4, tre sabati sera alle 18 (4, 11 e 18 novembre) e un giovedì sera alle 19,30 (16 novembre), per chi vuole scoprire alcuni retroscena e curiosità delle musiche eseguite o assaporare l’atmosfera del backstage. Ancora collaborazioni con importanti istituzioni culturali fiorentine, quali la Scuola di Musica di Fiesole e la compagnia Lombardi-Tiezzi, e fuori dal territorio, come il Coro Galilei della Normale di Pisa e il Conservatorio di Lugano. Tutti gli appuntamenti di Suoni riflessi 2017 si svolgeranno alla Sala Vanni di Firenze di piazza del Carmine (ingresso dal n. 19).

Nello spettacolo di apertura del 22 ottobre (ore 11), “Armonie delle sfere celesti”, a cura di Mario Ancillotti, verrà proposto un «accostamento arduo e celeste, di mistica astrattezza» fra i versi del Purgatorio e del Paradiso della Divina Commedia di Dante Alighieri interpretati da Sandro Lombardi e le «trame rarefatte» dell’Offerta Musicale di Johann Sebastian Bach eseguite dai musicisti di Nuovo Contrappunto (Mario Ancillotti coordinatore e flauto, Mario Dani oboe, Pino Tedeschi violino, Edoardo Rosadini viola, Alice Gabbiani violoncello, Francesco Tomei contrabbasso, Gabriele Micheli clavicembalo). Un concerto con reading in cui «l’opera somma nella quale Bach esprime in maniera mirabile la ricerca verso l’armonia perfetta e il sublime distacco dalle cose terrene», spiega Mario Ancillotti, sarà fatta dialogare con la «suprema ispirazione teologica dei brani del Paradiso dantesco». Senza rinunciare a un parallelo fra «l’umanità dolorosa della Sonata in trio, unico brano dell’Offerta musicale in cui le umane passioni ancora informano e dirigono l’ispirazione, e i canti XVII e XVIII del Purgatorio in cui si chiede la rivelazione della natura dell’amore come attributo di tutti gli esseri, motore dell’animo umano».

Il secondo appuntamento, domenica 29 ottobre (alle 11), sarà con “Mistero e magia della voce” di Luigi Dei: il rettore dell’Università di Firenze ci condurrà in un «viaggio nei segreti biologici ed emotivi della voce umana» attraverso arie e canzoni di Giovanni Battista Pergolesi (Salve Regina, Largo), Georg Friedrich Händel (Rinaldo, Lascia ch’io pianga), Wolfgang Amadeus Mozart (Le nozze di Figaro, Dove sono i bei momenti), Gioachino Rossini (Guglielmo Tell, Selva opaca), Giuseppe Verdi (Macbeth, La luce langue), Camille Saint-Saëns (Samson et Dalila, Mon coeur s’ouvre a ta voix), Louis Armstrong (What a wonderful world), Bruce Springsteen (You are missing), Luciano Berio (Sequenza III per voce) e Franz Schubert (An die Musik D547) eseguite dal soprano Silvia Tocchini, dalla vocalist Donata Menci, dal controtenore Marco Pupo eda Massimo Salotti al clavicembalo e pianoforte. «La voce è il paradigma di ogni musica: prima di ogni strumento c’è lei come archetipo di ogni espressione musicale – sottolinea Mario Ancillotti -. E quella femminile è la più piena di sensibilità emotiva. Indagare su di essa nelle più diverse forme è ciò che Luigi Dei ci regala con questo programma che spazia da Händel a Berio e da Schubert a Springsteen. Non solo melodramma, ma tutte le coniugazioni della voce femminile. Da quella che la prassi barocca affidava ai controtenori e che riescono a commuovere ancora dopo 250 anni per il “mistero” insondabile che emana, a quella trasfigurata e stravolta della Sequenza di Berio, passando per il rock e il lied».

Il terzo evento in programma, il 2 novembre alle 21, è “Kreisleriana”, primo spettacolo del ciclo dei giovedì sera sulla musica legata alle immagini, in cui le note delle otto fantasie per pianoforte op. 16 (i Kreisleriana appunto) di Robert Schumann, eseguite da Matteo Fossi nella versione originale «senza compromessi» del 1838,  alcuni testi tratti da Kreisleriana di E. T. A. Hoffmann (il modello letterario a cui si ispirò Schumann) più alcuni frammenti dell’epistolario di Robert e Clara Schumann recitati da Matteo Marsan e le proiezioni di quadri di pittori quali Friedrich, Delacroix e Turner si uniranno per ricreare il romantico e «denso miscuglio di narrativa fantastica e saggistica filosofico-musicale espresso da Johannes Kreisler», il compositore bizzarro e inquietante immaginario uscito dalla penna di Hoffmann. Come dice Matteo Fossi, «c’è tutto Robert Schumann, nei Kreisleriana: c’è il profondo legame tra musica e letteratura, c’è una scrittura pianistica talmente moderna da sembrare qua e là “contemporanea”, c’è una poetica romantica che comprende eccessi e paradossi, talvolta di impossibile soluzione, almeno da un punto di vista tecnico. Tutti aspetti tipicamente schumanniani, questi; ma nell’op. 16 furono talmente portati all’estremo che nessuno, all’epoca, capì quest’opera meravigliosa». Non la capì Chopin, il dedicatario, e neppure Liszt. Non la capì neanche Clara, «l’amata Clara, che nelle sue lettere non fa che lodare le Kinderszenen, scritte e spedite da Robert in un unico invio coi Kreisleriana». Uno spettacolo con al centro dunque «la solitudine dell’artista in un mondo che non può capirlo, il contrasto tra ideale e reale: due temi portanti del Romanticismo, certo, ma in fondo – conclude Fossi – ancora così attuali…».

Seguiranno due spettacoli centrati sul jazz. Domenica 5 novembre, con il titolo “Jazz/classica senza confini”, si terrà un concerto dei fiati del Conservatorio di Lugano e del violoncellista Giacomo Cardelli diretti da Mario Ancillotti dedicato alle «incredibili “invasioni di campo”» o influenze del jazz sulla cosiddetta musica colta. Il primo brano in programma, di Charles Ives (Stati Uniti 1874-1954), è il meno catalogabile come jazz: lo scherzo per orchestra da camera del 1906 “Over the pavements”, in cui Ives descrive ciò che ascoltava nelle pause del suo lavoro quando si affacciava alla finestra; «rumori di strada, ritmi dei passi della gente, delle auto, sovrapposti e intrecciati, musichette popolari, jazz, e quant’altro». E’ musica sperimentale, «inaudita, considerando che siamo nel 1906, facendo un paragone con ciò che si creava in Europa», osserva Mario Ancillotti. Poi verrà proposta la musica del balletto La création du monde (1922-1923) del compositore francese Darius Milhaud (1892-1974): «una partitura che alterna momenti di intensa espressività a trascinanti accensioni in cui riaffiorano tutti gli stilemi jazzistici: lo struggimento del sassofono, echi di blues, impulsi ritmici incontenibili, stridore di clarinetti, pulsazioni di pianoforte e percussioni». Poi la Jazz Suite n° 1 (1934) di Dmitri Shostakovich, «preoccupato che questa nuova forma musicale contaminasse in modo negativo le musiche popolari autoctone senza che l’ambiente ne avesse acquisito una reale cultura». Infine il Concerto per violoncello e orchestra di fiati del leggendario pianista  Friedrich Gulda (Austria 1930-2000), che fu anche compositore, e soprannominato «pianista terrorista» per la sua «pratica, non ortodossa, di unire jazz e forme classiche». Il concerto sarà preceduto, sabato 4 novembre alle 18, dal primo incontro a ingresso libero del ciclo Svelare la musica, a tu per tu con i protagonisti dello spettacolo.

Invece giovedì 9 novembre (alle 21), secondo appuntamento di “Musiche e immagini”, sarà la volta di “Improvvisazioni”: un recital in cui affermati musicisti quali il pianista Antonino Siringo YekNur, primo docente del neonato “Corso di tecniche di improvvisazione ed introduzione al jazz” della Scuola di Musica di Fiesole, e gli altri docenti del corso, da Nico Gori (clarinetto) ad Andrea Tofanelli (tromba), Piero Borri (batteria) e Ares Tavolazzi (basso), si alterneranno sul palcoscenico agli allievi, creando a partire da immagini scelte dal pubblico e offerte alla fantasia improvvisatrice dei musicisti. Un concerto basato sulla premessa, come dice Antonino Siringo, che «la musica è quel linguaggio che può fare a meno di tutto e, paradossalmente, forse a causa di questo, può rivelarsi la compagna ideale di qualsiasi cosa. Accoglie e trasforma ogni sostanza, rendendola diversa da come potrebbe apparire, riformandola, attribuendo all’oggetto un valore “altro” che prima non aveva».

Domenica 12 novembre, sempre alle 11, il concerto “Testimonianza” propone un programma dedicato al Romanticismo con musiche di Franz Schubert, Ludwig van Beethoven e Johannes Brahms che segnerà, più che un passaggio del testimone della grande musica da camera, una sua condivisione da parte del grande pianista Pier Narciso Masi con la generazione più giovane dei solisti di Nuovo Contrappunto: il pianista Matteo Fossi, la violoncellista Alice Gabbiani e il clarinettista Marcello Bonacchelli. Verranno eseguiti tre brani famosi: di Brahms il Trio in la min. per clarinetto, violoncello e pianoforte op. 114; di Schubert la Fantasia in fa min. per pianoforte a 4 mani op. 103, D 940; di Beethoven la Sonata per pianoforte n. 23 in fa min. op. 57 “Appassionata”. Al concerto del 12 è affiancata la mostra “Sguardi inconsueti su Michelangelo” del fotografo d’arte pistoiese, Aurelio Amendola, «capace di osservare al di là delle immagini inflazionate, che spesso rendono l’opera mera icona», come scrive Marco Marlazzi. Sabato 11 novembre alle 18 si terrà un altro incontro a ingresso libero di Svelare la musica, coi protagonisti del giorno dopo.

Il terzo e ultimo appuntamento di “Musiche e immagini”, giovedì 16 novembre alle 21, è “Van Gogh, lettere a Theo”, dove i riflettori saranno puntati sui fratelli Theo e Vincent van Gogh e il loro drammatico epistolario. Le luci e i colori del geniale pittore olandese, nelle proiezioni a cura di Andrea Farolfi, accompagneranno le parole tratte dall’epistolario, adattate e recitate da Blas Roca Rey, e le musiche ed estratti scelti ed eseguiti dal flautista Luciano Tristaino: di Satie, Donjon, Debussy, Glass, Telemann, Hoffmeister, Scelsi, Fedele, Beethoven, Bizet, Ravel, Piazzolla, Muczynski, Bach. «Un mondo fantastico, tenero e disperato affiora dalle tante lettere che Vincent scrisse all’adorato fratello Theo, gallerista, che si occupò di lui tutta la vita – ricorda Blas Roca Rey -. Un’energia vitale pazzesca, quasi indomabile. La consapevolezza, a volte straziante, di essere diverso dagli altri. In tutto. Nel vivere, nei rapporti umani ma soprattutto nell’arte». In questo spettacolo, dice Luciano Tristaino, «la parola non spiega fatti, ma evoca il mondo in cui matura l’arte di uno dei più grandi pittori degli ultimi 150 anni, nello stesso tempo in cui la musica non adorna il racconto, ma lo esprime attraverso incisi, brani interi, evocazioni mai sfacciate: un viaggio nel personaggio Van Gogh attraverso l’universo dell’ascolto, sia esso parola o musica, un “dietro le quinte” della sua folle creazione visiva». Il 16 novembre alle 19,30, prima dello spettacolo, si terrà un appuntamento di Svelare la musica con Blas Roca Rey e Luciano Tristaino (ingresso libero).

A chiudere il cerchio di Suoni riflessi 2017, il 19 novembre mattina, sarà “Sacro ieri e oggi”, un concerto dalla forte impronta spirituale del Coro Vincenzo Galilei della Scuola Normale di Pisa diretto da Gabriele Micheli, con Katharina Montevecchi soprano, Mya Fracassini mezzosoprano, Matteo Michi tenore, Giorgio Marcello basso, Pietro Consoloni clavicembalo, e dell’ensemble Nuovo Contrappunto. «In un percorso di serena rivelazione trascendente», afferma Mario Ancillotti, saranno interpretate musiche di Monteverdi e Bach che incorniceranno una composizione di Antonio Anichini alla prima esecuzione. Dopo l’introduzione di Gregorio Moppi, il concerto si aprirà con un omaggio a Claudio Monteverdi, di cui ricorre il 450° anniversario della nascita, attraverso alcuni brani tratti da tre raccolte di musica sacra: Primo libro de’ Motetti in lode d’Iddio, Selva morale e spirituale, Messa a quattro voci et salmi. Seguirà l’esecuzione in anteprima della Cantata II per soli, coro e ensemble strumentale di Antonio Anichini, composizione creata appositamente per Suoni riflessi 2017 che, come chiarisce l’autore, «narra della storia di ogni anima incarnata, del suo percorso alla scoperta di se stessa e della ricerca del proprio profondo proposito esistenziale» ed è «più spirituale che ecclesiale, non potendo identificarsi con nessuna specifica confessione religiosa». Infine, sarà eseguita la Cantata BWV 36 Schwingt freudig euch empor (ältere Fassung) di Johann Sebastian Bach, nata come cantata profana nel 1725 e poi modificata in cantata sacra in due versioni diverse, la prima delle quali sarà quella eseguita in questa occasione.

Suoni riflessi 2017 è organizzato dall’ensemble Nuovo Contrappunto con il sostegno di Comune di Firenze, Regione Toscana, Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, Savino Del Bene, 2Next, Amici di Suoni Riflessi e in collaborazione con Federalberghi, Giunti Editore, Rete Toscana Classica.

Biglietto intero 12 euro, ridotto 8 euro. Chi ha la card di Rete Toscana Classica ha diritto alla riduzione.

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