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“Suoni Riflessi”, Mario Ancillotti: “La musica si ascolta conoscendone i segreti” Cultura

Firenze – Si tratta di un appuntamento musicale fiorentino fra i più duraturi, ha una forte connotazione innovativa sia per quanto riguarda i contenuti musicali sia per la “mission”, diventa Festival con la sua XIV edizione (che si aprirà dopodomani 21 ottobre):  si tratta di “Suoni Riflessi”, la manifestazione dell’ensemble Nuovo Contrappunto diretto dal poliedrico musicista Mario Ancillotti, che da quest’anno è affiancato dal pianista Matteo Fossi nel ruolo di vicedirettore. Si tratta di uno degli appuntamenti “magici” ormai  tradizionali del panorama musicale fiorentino. Una vocazione alla divulgazione didattica e una propensione  “all’amicizia”, come sottolineato sia dalla presidente onoraria Elisabetta Meucci, sia dal Direttore della Camerata Musicale di Prato Alberto Batisti, sia da Mario Ancillotti, che ha fatto di questo appuntamento e di questa associazione un “tesoro” trasversale, come dimostrano, spiega Meucci, “quattordici anni di vita senza che venisse mai a mancare il sostegno pubblico”, in particolare della Regione che quest’anno ha inscritto l’evento nel capitolo “Festival”, oltre che del Comune di Firenze, “senza che nessun colore politico, nessun nuovo assessore ne mettesse il forse il valore”. Inoltre, l’associazione è “anche esempio di come ormai si è innovato il rapporto fra la divulgazione e la cultura – dice Meucci – con la formula che vede il sostegno al Festival affidato in parte anche a privati, una parte che si rivela sostanziale, nonostante il sostegno pubblico che pure non è mai mancato”. Insomma, una sinergia pubblico-privato che in questo caso ha fatto, fa, la differenza. Del resto, era stata la stessa vicesindaca Cristina Giachi, nel corso del suo intervento in apertura, a sottolinearne il carattere di “offerta complessa” a livello culturale.

Non solo musica, ma tutto di musica. A mettere in luce la vera e propria missione del Festival interviene Mario Ancillotti,  che esplicita il lato forse più intrigante dell’evento. Che non è “solo” quello di proporre l’ascolto di musica, buona musica, musica innovativa, come sono fuori da facili ovvietà gli ospiti, ma anche quello (forse soprattutto) di far capire allo spettatore-ascoltatore il senso, la cifra, di ciò  che si sta facendo: ascoltando? Udendo? Seguendo con l’orecchio una serie di accordi, suoni, meravigliose sinfonie, giochi armonici? … Non solo, anzi: l’accento viene spostato, deve essere spostato, secondo Ancillotti, sulla consapevolezza di ciò che si sta udendo. E’ la conoscenza, infine, la conoscenza inclusiva delle persone però, non quella esclusiva dei “tecnici” o dei “professionisti” a rendere veramente godibile, permeabile, “ascoltabile” l’opera musicale. Ed è questo, il piano didattico che si prefigge “Suoni Riflessi”, con una serie di “pre-lezioni” in cui i maestri “divulgano” le conoscenze “nascoste” dietro le note. A volte, interviene Batista, fornendo in “poche parole la chiave di lettura” che consente di “ascoltare” veramente. Se questa è l’appassionata e appassionante premessa, il programma ne è davvero la messa in atto: la nuova avventura estetica e conoscitiva infatti si avvale di aperture alla letteratura e alle scienze, oltre al  maggiore spazio agli incontri divulgativi a ingresso libero del sabato sera (ore 18), dal titolo esplicativo  ‘Svelare la musica’, con i protagonisti dei concerti delle domeniche mattina seguenti (alle 11).

Tutti i concerti e gli incontri di ‘Svelare la musica’ avranno come sede la Sala Vanni di piazza del Carmine, nell’Oltrarno di Firenze. Con l’eccezione del concerto di presentazione del 21 ottobre (ore 20, ingresso libero) presso il Centro Studi Musica ed Arte di Firenze, nel corso del quale sarà illustrato il programma di Suoni Riflessi 2016 e Mario Ancillotti e il pianista Pier Narciso Masi presenteranno i due brani principali del loro recente cd per Rainbow Amadeus: le trascrizioni per flauto e pianoforte delle Sei epigrafi antiche di Claude Debussy e la Sonata in sol maggiore op. 13 di Edvard Grieg.

Il primo concerto del festival in Sala Vanni, l’unico non preceduto dall’incontro divulgativo del sabato sera, si terrà domenica 23 ottobre e si intitola Mozart inedito – i concerti doppi, perché svelerà una composizione incompiuta e rimasta inedita di Mozart. È una sinfonia concertante per tre archi e orchestra del 1779 di cui resta solo un ampio frammento del primo movimento e che è stata ricostruita per Suoni Riflessi da Yuval Gotlibovich. L’esecuzione in anteprima di questa ricostruzione è un evento internazionale, anche perché l’importante casa editrice Boileau Music si è mossa per averne l’esclusiva. Il completamento di Gotlibovich viene qui proposto assieme agli altri due concerti doppi (flauto e arpa; violino e viola) dalla Camerata Strumentale di Prato, con Luisa Prandina all’arpa, Grazia Raimondi al violino, Alice Gabbiani al violoncello, Mario Ancillotti al flauto, Yuval Gotlibovich alla viola.

pubblico

 

Gli appuntamenti della seconda settimana di Suoni Riflessi, sabato 29 e domenica 30 ottobre, saranno dedicati al musicista forse più “trasversale” che abbiamo in Italia: Giovanni Sollima, personaggio in grado di passare dalla classica a virtuosistiche invenzioni ispirate alla musica popolare o etnica, ma anche al pop e rock, in una sintesi vitalissima e spettacolare. Così, per merito della collaborazione con la rassegna concertistica “Note al Museo” dell’Opera di Santa Maria del Fiore, artisticamente diretta da Francesco Ermini Polacci, l’intero fine settimana sarà all’insegna del funambolico violoncellista e versatile compositore siciliano, di cui saranno presentati aspetti diversi ma ugualmente accattivanti. Il 28 ottobre infatti, alle ore 21 al Museo dell’Opera del Duomo, Sollima assieme ai Solisti Filarmonici Italiani si esibirà in un programma incentrato su capolavori barocchi ma che prevede anche l’esecuzione di un celeberrimo brano dello stesso Sollima quale Violoncelles vibrez! (del 1993). Il 29 ottobre, alle 18 presso la Sala Vanni, nell’ambito degli incontri di “Svelare la musica”, Giovanni Sollima interverrà in un appuntamento (a ingresso libero) tutto dedicato alla sua musica, con esempi delle sue composizioni eseguiti dagli interpreti del concerto del 30 mattina: il soprano Silvia Tocchini, Mario Ancillotti al flauto e Matteo Fossi al pianoforte e dallo stesso Sollima al violoncello; e con momenti di dialogo con il pubblico.

Il 30 ottobre mattina alle 11 si terrà il concerto vero e proprio, durante il quale saranno eseguite musiche di Ravel, di Giovanni Sollima, del padre Eliodoro Sollima e di Shostakovich. Il terzo concerto, che verrà introdotto dal rettore dell’Università di Firenze Luigi Dei, è una sorta di esplorazione, in calendario il 6 novembre, degli “Arcani” che caratterizzano alcune fra le pagine più significative e illuminanti della storia della musica. Basti pensare all’Arte della Fuga, che si arresta per la morte di J.S. Bach, laddove l’autore enuncia il tema di fuga sulle note B.A.C.H (in notazione tedesca si bemolle, la, do, si naturale). Questo appuntamento, realizzato in collaborazione con il Conservatorio di Musica della Svizzera Italiana, sarà diretto da Mario Ancillotti e avrà come voce solista Ayumi Togo. Tra le musiche eseguite, pagine di Bach ma anche di Dallapiccola e Donatoni. Il giorno precedente incontro aperto introduttivo al concerto con Mario Ancillotti e Ayumi Togo. Il 13 novembre, nel quarto concerto, intitolato “Metamorfosi”, saranno approfonditi autori di oggi e del passato prossimo che subiscono il fascino della musica del passato più remoto, e sentono la necessità di attingere da esso linfa vitale per le loro composizioni. In programma brani in cui il confine fra antico e moderno è quasi inavvertibile di Dowland, Britten, Gallo, Strawinsky, Bach/Kurtag, Frescobaldi/Kurtag, Schnittke. E, per finire, la rarissima esecuzione della Grande Fuga op. 134 di Beethoven (che riecheggia in Schnittke) nelle sua prima versione originale per pianoforte a quattro mani (1826), di cui si erano perse le tracce fino al 2005, quando fu acquistato il manoscritto all’asta da Sotheby’s per 1,95 milioni di dollari. A scandire i brani musicali, passi letterari di Ovidio col mito di Eco e Narciso delle sue Metamorfosi e di Michelangelo dalle Rime. Il sabato 12 novembre, gli interpreti del concerto terranno un appuntamento a ingresso libero di “Svelare la musica” sul tema “Metamorfosi – il fascino dell’antico” che introduce il concerto della mattina dopo.

L’ultimo concerto, il 20 novembre, sarà “Per Ilaria”. Era il progetto più scanzonato e divertente, con l’accostamento della pergolesiana Serva Padrona – intermezzo buffo del 1733 (che suscitò nel 1752 la «querelle des bouffons», in cui la Francia si divise sul valore e sul futuro della musica e che annoverò J.J Rousseau fra i fautori del teatro musicale italiano) ed una nuova creazione con intenti spassosi del compositore residente di Nuovo Contrappunto, Andrea Portera: Risus abundat per 2 voci, mimo e 5 strumenti, composta proprio per questa edizione di Suoni Riflessi e quindi alla sua prima esecuzione assoluta. Adesso, come dice Ancillotti, «è un omaggio alla persona più cara e allegra che ci seguiva da sempre ed è mancata troppo presto. Non una commemorazione, ma una maniera appropriata per ricordarla nella sua coinvolgente essenza». Sabato 19 novembre Portera, nell’ultimo appuntamento di “Svelare la musica”, spiegherà al pubblico i segreti di Risus abundat insieme agli interpreti del concerto della domenica successiva.

Biglietto intero 12 euro, ridotto 8 euro. Chi ha la card di Rete Toscana Classica ha diritto alla riduzione.

Info: http://www.suoniriflessi.it/

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