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Supercars all’incanto, mito, magia e soldi a Firenze Cronaca

Firenze – Nel 1926 il pilota Giorgio Ambrosini fonda a Torino, a poca distanza dalla FIAT, un’azienda destinata a fare storia e che si occupa di sviluppare modifiche meccaniche per alti rendimenti su auto di serie. Si chiamerà SIATA, acronimo di Società Italiana Trasformazioni Applicazioni Automobilistiche e sarà merito suo se molte auto che faranno tappa nella sua sede riusciranno ad imporsi nelle più importanti competizioni dell’epoca, Mille Miglia, Targa Florio, Le Mans.

Nel 1952, Renato Ambrosini, figlio del fondatore,  grazie ai contatti con  Ernie McAfee, importatore di auto italiane e John Perona, appassionato di automobili, sbarcherà nel mercato oltreoceano dove i modelli SIATA avranno un grande successo. Oggi, le vetture SIATA, ricercatissime dai collezionisti che sono disposti a pagare cifre da capogiro, come quella venduta negli USA per 250 mila dollari, sono molto difficili da reperire nel mercato delle supercars e quindi è facile immaginare che sia già molta attenzione per l’esemplare che andrà in asta il prossimo 26 settembre a Firenze. L’appuntamento è per le 12.00  all’Hotel Il Mulino in Via Villamagna, è qui che avrà luogo  l’esclusiva asta di “Classic cars and Automobilia”, organizzata da Pananti in collaborazione con Banca Leonardo, l’esposizione è in programma per il 24 e 25 dalle 10 alle 19,  la prima per la casa d’aste fiorentina diretta da Filippo Pananti, con sede in Via Maggio, 28. L’esemplare, stimato 220 mila euro, è una Daina Grand Sport del 1951 nella versione spider, uscita dagli stabilimenti Farina, una vettura gemella che ha corso la Mille Miglia del 1953 e trascorso buona parte della vita e carriera sportiva negli USA, dove è stata recuperata e restaurata.

Un appuntamento di grande richiamo, quello fiorentino,  dove andranno all’incanto una quarantina di auto d’epoca e numerosi memorabilia legati al mondo delle auto d’epoca  e delle corse, di  particolare curiosità. Obiettivo puntato su Firenze, dopo l’asta record  di Sotheby’s che si è svolta lo scorso 15 agosto a Monterey in California dove tra le auto che hanno raggiunti i prezzi più alti figurano quattro Ferrari, di cui una 250 LM del 1964 battuta a 17,6 milioni di dollari e che complessivamente ha totalizzato 67 milioni di dollari. Un tipo di collezionismo che sembra in crescita anche in Italia, dove ci sarebbe un giro di appassionati di 200 mila persone con affari per centinaia di migliaia di euro. Stati Uniti e Inghilterra sono i paesi in cui è più forte questo tipo di collezionismo, seguiti da Germania, Olanda, Lussemburgo, Belgio e Italia anche se, come spiega Alessandro Bruni, consulente ed esperto per la Casa d’Aste Pananti “Si affacciano i cinesi che puntano per ora solo alle auto del cavallino rampante e alle Rolls Royce. Ma stanno arrivando anche cecoslovacchi e rumeni, neofiti del collezionismo e innamorati delle auto italiane”. Un collezionismo particolarmente articolato, c’è chi acquista per investimento, chi è appassionato della meccanica e dell’ingegneria, chi è affascinato dall’estetica, chi colleziona solo Ferrari anni ’50 o anni ’80, chi privilegia le auto sportive o quelle usate nel cinema, o le sportive costruite tra il 1947 e il 1957. Il catalogo Pananti offre possibilità per ognuna di queste declinazioni, varie Ferrari anni ’80 con stima tra i 50 e i 100 mila euro, una Chrysler 72 che ha partecipato alla Mille Miglia del 1928, una Alfa Romeo 1900 CSS del 1957 del pilota Giovanni Lurani Cernuschi, una Daytona nera usata in Miami Vice e un’intera collezione di Fiat Topolino di vari colori e serie. Basta solo scegliere.

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