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Tagli alle spese per associazioni e fondazioni, via libera in consiglio comunale Politica

Firenze – Passa la delibera n.79, una delle “più importanti” secondo molti consiglieri comunali di opposizione e maggioranza, che la giunta è venuta a proporre in consiglio comunale. La delibera è illustrata brevemente dall’assessore Gianassi, e si presenta come una vero e proprio “obbligo” di iniziare un percorso virtuoso sin dal 2016 per tutti quei soggetti partecipati dal comune di Firenze. Dunque, fondazioni, associazioni e soggetti culturali ed economici.

Si tratta di una scelta dell’amministrazione – spiega l’assessore Gianassi – quella di chiedere anche ai soggetti che godono dei contributi comunali di rispettare quei limiti che lo stesso Comune si è dato circa il contingentamento delle spese”. Fra le voci soggette ai “tagli”, come da indirizzo, ci sono ad esempio l’acquisto e manutenzione o noleggio di auto o acquisto di buoni taxi, richieste di studi e consulenze, missioni, trasferte, formazioni professionali, sponsorizzazioni e in generale spese di rappresentanza.

Il principio? “Introdurre una buona prassi di comportamento”, che, d’altro canto, è proprio ciò che è dettato (con tanto di previsioni percentuali) dal decreto legge del 2010.

Passo significativo, dunque, da parte dei soggetti che collaborano con l’amministrazione sarà la dimostrazione di avere la medesima capacità di azione di contingentamento delle spese dell’amministrazione comunale attraverso gli organi di controllo, che dovrà essere asseverata sulla base dei modelli dati. Infine, per quanto riguarda l’azione “coercitiva”, il contributo non verrà erogato se l’ente non dimostra la sua osservanza agli indirizzi comunali, e, se il contributo è già stato erogato, dovrà essere restituito nel bilancio successivo. Ed ecco quantificati i tagli di alcune delle voci: -20% sulle spese di acquisto manutenzione e noleggio di auto o acquisto di buoni taxi, -25% studi e consulenze, -50 % rappresentanza, -100% sponsorizzazioni. L’azione di risparmio prende come riferimento il 2015.

Tutto tranquillo? Per niente. La bagarre scoppia su un ordine del giorno presentato dal capogruppo Frs Tommaso Grassi, che in buona sostanza chiede che, ogni anno, siano fatti pervenire ai consiglieri i documenti per essere messi in grado di verificare se davvero l’ente, società, soggetto che gode di contributi da parte comunale si attiene agli indirizzi della delibera appena approvata. Risponde l’assessore Giorgetti, che motiva il voto contrario della maggioranza col fatto che, all’art.4 della delibera stessa, si prescrive che sia l’0rgano di controllo dell’istituzione a mettere in atto appunto … il controllo.

Grassi ribatte che si tratterebbe di controllo interno, vale a dire, meno “pervasivo” di quanto potrebbero fare i consiglieri. Francesco Torselli, Fratelli d’Italia, interviene: lo ritenevamo scontato, dice, tanto da non proporre noi stessi questo odg, e se il Pd non lo voterà, possiamo dire che ci siamo sbagliati. Il pd non lo vota. Si passa ad altro.

 

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