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Tagli pensioni, Acli: “Si parte da 1200 euro netti, non si può parlare di abbienti” Breaking news, Cronaca, Società

Arezzo – “Quando approvarono  il  taglio degli adeguamenti  delle pensioni , di fronte alle comprensibili  proteste, fu detto che di questi tagli di modesta entità  non si sarebbe accorto nemmeno    Arpagone  l’avaro di Molière “   osservano i  dirigenti   della  FAP –Acli  (Federazione Anziani e Pensionati) Toscana ,  che rilevano poi  “ l’avaro di Molière  possedeva molti beni  al sole  e  inoltre non aveva da pagare la  Tari,  le addizionali, il bollo auto, ,  le bollette di  gas  acqua e  luce(con il canone tv))  per le quali,  anche se  risparmi il più possibile  hai costi fissi abbastanza pesanti “.

Così  viene commentata   dai dirigenti della FAP  –  riuniti ieri ad  Arezzo  per un  incontro regionale delle ACLI –  l’applicazione  del decreto  che ha fissato  in   1500 euro lordi ovvero 1200 netti, il limite che  contraddistingue il  pensionato   “ricco”  da  assoggettare al taglio .

“L’adeguamento  al costo della vita  -sottolinea Luigi Fanciulli  Segretario regionale della  FAP Acli Toscana  – non è un aumento della pensione ma la possibilità di  tamponare un po’ (solo parzialmente appunto)  la perdita del potere d’acquisto perché  anche  in epoca di recessione  prezzi e tariffe continuano ad aumentare.   E comunque, non è giusto far pagare ai  pensionati  il costo della manovra economica”.

Il  Vice  Segretario Regionale  Sergio  Parrini aggiunge che  “in ogni caso si doveva almeno fissare l’asticella più in alto, perché con  1500 euro lordi   non si può  certo parlare di una pensione agiata.  Rileva anche che “si dice che le tasse non aumentano, ma  anche questo taglio è  come una tassa e per di più  pagata da una sola categoria sociale e da pensionati che non sono certo abbienti”.

 

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