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Tagli Poste, Giurlani: “Inaccettabili: subito intervento Governo” Società

Firenze – Oreste Giurlani, presidente dell’ Uncem (Unione di comuni e enti montani) regionale ritiene inaccettabile il Piano di ristrutturazione di Poste che prevede la chiusura di 63 uffici e la riduzione di orario di altre 37 sportelli in Toscana e che “ colpisce tante aree montane, rurali, periferiche della Toscana interessando anche uffici che servono frazioni di 1.500, 2.000 abitanti”.

Nel ribadire che le nostre comunità non possono essere lasciate sole, senza presidi sul territorio, Giurlani ritiene che sia indispensabile un’azione incisiva e che essa debba venire dal Governo, perché già i precedenti piani di ristrutturazione hanno dimostrato come sia difficile procedere a “salvataggi” di singole situazioni: occorre,invece, un intervento di carattere nazionale che stabilisca parametri per un rapporto tra ufficio postale e territorio che tenga conto in modo adeguato delle esigenze sociali, quali sono stati evidenziati da numerosi Sindaci delle aree montane.

Come, ad esempio nel Comune di Barga (Lu) dove il Sindaco Bonini ha rilevato che è prevista la chiusura degli uffici a Castelvecchio Pascoli e Mologno, in un’area dove si registra “un aumento demografico un aumento delle attività produttive” o a Montemignaio (Ar) (600 abitanti, 65% ultrasessantenni) dove il Sindaco Mugnaini ha osservato che c’è già stata “una riduzione di orario nel 2012 ed ora se ne preannuncia un’altra: sono decisioni che allontanano i cittadini dal territorio”.E il Sindaco di Piteglio (Pt) Marmo ha rilevato che “l’ufficio che verrebbe chiuso è in una frazione che ne serve altre quattro” .

Il Presidente dell’Uncem, che sta tenendo incontri nelle località interessate dal piano di ristrutturazione, riferisce che ovunque ha trovato indignazione e rabbia. “Tanto più – osserva – che si tratta, in genere, di comuni rurali e che alla paventata chiusura dell’ufficio postale fa riscontro una maggiore tassazione derivante dall’introduzione dell’Imu sui terreni agricoli. Due problemi apparentemente indipendenti ma che ripropongono nel cittadino l’equazione “più tasse meno servizi” che sembra caratterizzare questo periodo di crisi economica”.

Giurlani, sottolineando che la presenza di servizi come gli uffici postali serve a scongiurare lo spopolamento dei piccoli centri montani preannuncia azioni di protesta, a cominciare da una raccolta di firme ma spiega che è stato predisposto anche un piano “subalterno” di ultima istanza ovvero ripristinare il progetto “Ecco fatto” per l’utilizzo dei giovani del servizio civile regionale come supporto per il disbrigo pratiche nei piccoli centri privi di uffici postali.

Ma questa è solo l’ultima ipotesi perché come stabilito nella riunione tra Regione, Anci e Uncem il primo passo sarà l’ incontro con il Governo (Il Ministero dell’economia detiene il 65% di Poste s.p.a.) e all’amministratore di Poste S.p.a per chiedere il ritiro del Piano, il mantenimento della servizio “universale” ragionando in termini di solidarietà sociale per mantenere su sul territorio una presenza così importante, specie per gli anziani e per le popolazioni dei piccoli centri, come l’ufficio postale .

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