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Tanti visitatori durante la Fiera Antiquaria di Arezzo per “Le attese” di Vitelia Zacchini Francalanci Arezzo, My Stamp

AREZZO – Le festività natalizie e la prima Fiera Antiquaria del 2017 hanno portato tanti aretini e turisti a visitare “Le attese”, mostra personale di pittura di Vitelia Zacchini Francalanci a cura di Marco Botti, ospitata fin dal 23 dicembre 2016 nell’Atrio d’Onore della Provincia di Arezzo.

L’esposizione a ingresso libero e gratuito, patrocinata dalla Provincia di Arezzo, si concluderà sabato 7 gennaio 2017 (orario di apertura: tutti i giorni dalle ore 11 alle 13 e dalle ore 14 alle 18).

LA MOSTRA:

Attesa, un sostantivo che include il desiderio e l’ansia, la speranza e la paura, la scelta e l’indecisione. Charles-Louis de Montesquieu diceva che l’attesa è una catena che unisce tutti i nostri piaceri, Michelangelo Buonarroti sosteneva invece che è il futuro che si presenta a mani vuote. Per Cesare Pavese aspettare è ancora un’occupazione. È non aspettare niente che è terribile. Le attese dell’artista toscana Vitelia Zacchini immagine-vitelia-zacchini-francalanci-1Francalanci vanno a sfiorare un po’ tutti questi significati. Lei stessa afferma che la vita è tutta un’attesa e proprio da questo incipit prende vita una mostra antologica che copre un lungo arco temporale.

Sono sessant’anni di arte con la A maiuscola, che dalla prima fase di ricerca personale e dal periodo di formazione accademica arrivano ai nostri giorni, sempre e indiscutibilmente nel segno del colore. È proprio la resa cromatica a rendere il linguaggio della pittrice amiatina peculiare, pur affrontando nel tempo temi e soggetti eterogenei che dal paesaggio vanno alla natura morta, dal nudo al ritratto, fino alle dolcissime maternità.

Nei suoi quadri l’artista privilegia il lato emotivo della realtà rispetto a ciò che è percepibile oggettivamente, com’è tipico anche della pittura espressionista. Intrappolare la Zacchini Francalanci in una precisa corrente, tuttavia, sarebbe limitante e non renderebbe giustizia al suo articolato percorso artistico e alla sua esigenza continua di cercare, fin dagli esordi, una cifra stilistica che la distinguesse.

L’arte ha sempre rappresentato un’oasi felice per l’autrice casteldelpianese, un mezzo per evadere dal quotidiano. Nelle tele di questa artista un po’ sognatrice dialogano il cuore e la ragione, il sentimento nella scelta delle tonalità accese e la sapienza nell’accostarle tra loro con assoluto equilibrio, con l’occhio sempre attento a mantenere un forte rigore compositivo.

Nelle opere in mostra, a volte bucoliche altre volte più malinconico-realistiche, c’è tutto il vissuto di Vitelia Zacchini Francalanci e la sua voglia di indagare l ’interiorità profonda dell’animo umano. Ecco allora che non è più fondamentale che i protagonisti delle attese siano tre donne in spiaggia o dei fanciulli in un prato, una ragazza alla finestra o un’anziana al tavolino, madri e padri con i loro figli nel tepore del nido familiare o una mucca al pascolo. Ciò che conta è la sensibilità con cui la pittrice ce li presenta tutti, filtrandoli con un linguaggio distintivo che – dote rara – sa toccare con puntualità le nostre corde più intime.

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