energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Tar stoppa zone rosse, reazione del Viminale: si va al Consiglio di Stato Breaking news, Cronaca

Firenze – Zone rosse ma anche iscrizioni anagrafiche, ministro degli interni contro giudici. La partita, attesa e arrivata puntuale, si gioca in particolare dopo le sentenze del Tar toscano che annulla l’ordinanza prefettizia istitutiva delle cosiddette “zone rosse”, ma la contestazione ha ad oggetto  anche le recenti sentenze di Prato e Bologna sulle iscrizioni anagrafiche che hanno riguardato alcuni richiedenti asilo. Si va dunque al Consiglio di Stato.

Non solo. Nell’offensiva lanciata dal ministro degli interni nei confronti della magistratura, spicca anche il ricorso all’Avvocatura di Stato, che, come spiega una nota del Viminale, dovrebbe operare una valutazione circa i magistrati che hanno emesso le sentenze “sgradite”, per valutare appunto “se avessero dovuto astenersi,  lasciando il fascicolo ad altri, per l’assunzione di posizioni in contrasto con le politiche del governo in materia di sicurezza, accoglienza e difesa dei confini”. Nel mirino, le attività “extraprofessionali” dei giudici, dalle partecipazioni a dibattiti pubblici, alle collaborazioni con libri e riviste.

Reazione dell’Anm, che ritiene inaccettabile in particolare che le censure di “autorevoli rappresentanti delle istituzioni” si muovano non sul merito delle decisioni dei giudici (la nota si riferisce al caso della giudice Luciana Breggia, che ha dichiarato inammissibile il ricorso del ministero interni contro una sentenza che aveva autorizzato l’iscrizione anagrafica nel Comune di Scandicci a un rifugiato somalo) bensì sulle loro “presunte opinioni”. Inoltre, l’Associaznale nazionale magistrati sottolinea che il post pubblicato dal ministro sulla vicenda “è stato seguito da commenti contenenti insulti e minacce, che non risultano essere stati rimossi”.

Altro caso simile, ricorda l’Anm, quello del giudice Gerardo Boragine del tribunale di Lucca. Nel caso del giudice lucchese, era stata l’assoluzione di alcune persone imputate di aver disturbato un comizio di Salvini a farlo diventare oggetto di “un post personalizzato” .  E a farlo finire  “sotto misure di protezione personale per gli insulti e le minacce scatenate conto di lui, dopo analogo post ‘personalizzato’, seguito da insulti e minacce di morte, sulla pagina facebook del ministro”. Ministro che, sottolinea l’Anm, “dovrebbe garantire anche la sicurezza dei magistrati”.

Alla decisa presa di posizione dell’Anm, segue una precisazione del ministro degli interni e vicepremier: “Non intendiamo controllare nessuno nè creare problemi alla magistratura in un momento così delicato come quello che sta vivendo il Csm. Ci chiediamo se alcune iniziative pubbliche, alcune evidenti prese di posizione di certi magistrati, siano compatibili con un’equa amministrazione della giustizia”.

Nella partita entra in attacco il sindaco Dario Nardella, secondo cui “non è una  novità che il ministro apra  l’ennesimo scontro con altre istituzioni dello Stato”.

“Ma la cosa più sorprendente  – prosegue e conclude il sindaco di Firenze – è che il ministro pretenda che i giudici si adeguino alle politiche del governo. Siamo oltre qualunque principio democratico di rispetto della separazione dei poteri. Salvini vuole sostituirsi ai magistrati, ma i magistrati fanno i magistrati e i politici fanno i politici”.

“Il ministero impugnerà la sentenza del Tar Toscana che ha bocciato l’ordinanza prefettizia sulle zone rosse? Il primo pensiero che viene in mente è lo ‘Stato libero di Bananas’, ma vogliamo credere e sperare che ancora l’Italia sia uno Stato di diritto, coi poteri separati e l’autonomia di ogni potere rispetto agli altri”, dice Vincenzo Donvito, presidente di Aduc, associazione dei consumatori che ha sostenuto il ricorso al Tar che ha portato all’annullamento dell’ordinanza.

 

 

Print Friendly, PDF & Email

Translate »