energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Tartassati, ma consapevoli: la svolta italiana parte da qui Opinion leader

Il libro è andato in libreria il 5 aprile dell’anno scorso, cioè mesi prima dell’emergenza “spread”, dell’arrivo del governo di Mario Monti e del decreto “Salva Italia” che contiene una delle stangate fiscali più forti che siano mai cadute, tutte insieme, sulle spalle dei contribuenti. Così, quando l’autore scrive che “considerata l’elevata pressione fiscale personale è improponibile pensare di incrementare ulteriormente il prelievo, cioè aumentare i giorni di lavoro per pagare le tasse ed  è evidente allora che bisogna ridurre i giorni che sarebbero necessari per finanziare la spesa”,  non c’era ancora il clima di emergenza che ha fatto entrare in campo i tecnici. Dunque il calcolo che vede la “liberazione fiscale” per un impiegato la prima settimana di giugno e quella per un operaio alla fine di maggio, dovrà essere rivisto. Così come probabilmente si alzerà ancora la stima di quanta fetta del reddito di ciascuno va allo Stato. Le statistiche ufficiali dicevano il 43,2%, ma l’autore la pone al 51%. Ne parleremo  a Quarrata.
Proprio nel momento in cui tutti noi cittadini dobbiamo vuotare le tasche per racimolare gli ultimi centesimi per non fare la fine dei  greci impoveriti dall’oggi al domani, il messaggio di Bortolussi è di ancora maggiore attualità. Far sì che il contribuente sia consapevole delle tasse che paga e adotti un comportamento civico virtuoso che è quello riassunto nel motto “vedo, pago, voto”. E cioè prendo atto di quello che devo pagare;  faccio il mio dovere;  pretendo che anche gli altri lo facciano, e poi con il voto premio l’amministratore che ha lavorato in modo equo e trasparente o punisco “il prestigiatore” che riesce a farmi dimenticare cosa e quanto pago, imponendomi addirittura tasse sulle tasse.
Bortolussi dimostra che le “tasse occulte”, quelle che si pagano senza averne la consapevolezza, sono molte di più di quanto noi pensiamo. Si pagano imposte la cui base imponibile è formata da altri tributi. Per esempio, nella bolletta della luce l’Iva è calcolata anche sulle accise e le relative addizionali. Ma siamo mazziati anche perché le tasse si pagano in cambio di servizi e, se questi sono scadenti come accade frequentemente, siamo costretti a ricorrere al privato, cosa che è appunto un’ulteriore tassazione occulta. Perché non bisogna perdere mai di vista il fatto che la maggior parte dei tributi sono chiesti in cambio di servizi ed è l’ora che tutti noi reclamiamo una classe di amministratori pulita e competente.
Per ripristinare questo circolo virtuoso c’è una medicina, che è quella che è stata individuata e messa a punto, ma che nessun governo è finora riuscito a portare i fondo con coerenza e lealtà: il federalismo fiscale. Fra l’altro la situazione di passaggio che si vive attualmente aggrava il problema, dal momento che chi tiene in mano la borsa è lo Stato e chi spende sono gli enti decentrati. Ne deriva una generale deresponsabilizzazione che è poi all’origine del maxi debito pubblico italiano  che ci ha portato sull’orlo del baratro.
Un’ultima notazione. L’attenzione viene focalizzata sull’evasione fiscale che è una parte del problema, non il problema. Perché finora – e speriamo che Monti inverta la tendenza – i soldi recuperati sono stati utilizzati per sostenere una spesa inefficiente e sprecona e non sono invece andati a ridurre la pressione sui cittadini onesti. Come avrebbe dovuto.

 

Print Friendly, PDF & Email

Translate »