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Via Tasi e Imu, ingiustizia riparata, furbetti felici Opinion leader

Firenze –  Tasi e Imu, poiché la discussione è aperta voglio aggiungere due riflessioni: abolizione della Tasi porterà un vantaggio per le case che pagavano di più e questo ovviamente non è giusto per ville e castelli (che peraltro basterebbe escludere dal beneficio come fece,se ricordo bene, la legge che abolì l’Ici) ma è assai giusto (anzi sana un’ingiustizia endemica) per gli abitanti dei centri come Firenze e dintorni e delle città capoluogo, che pagano di più solo perché hanno rendite catastali più alte.

Dicono i soliti esponenti di una classe politica falsamente egualitarista che addirittura sarebbe giusto commisurare la Tasi al prezzo di mercato,attraverso le rendite catastali perché chi ha maggiore valore patrimoniale deve pagare di più. Bravi, bravissimi!! Bel ragionamento ! Chi si è dissanguato tutta la vita per comprare un appartamento spendendo 2-300mila euro dovrebbe pagare di più rispetto a coloro che in altre zone d’Italia e della stessa Toscana,(non parlo dei piccoli e disagiati Comuni di montagna o di zone marginali ma di quasi tutti i centri urbani fuori dall’hinterland metropolitano e dalle città capoluogo) con una cifra assai inferiore, si sono fatti una villetta? Bell’egualitarismo!!

Ecco perché l’abolizione della Tasi potrebbe sanare questo maggior aggravio dei più svantaggiati ovvero degli abitanti con prezzi delle abitazioni più alti.. Una riprova del mio ragionamento? Domandate a chi possiede una villetta in provincia di circa 200mq quanto paga di Tasi e confrontatela con chi possiede un appartamento di 100 mq nell’hinterland fiorentino. Provare per credere.

Ed ecco perché invece di discussioni sull’incidenza relativa del vantaggi fiscale che ricordano vetuste analisi marxiste, inviterei a riflettere sulla mia precedente constatazione…. che nessuno fa perché si considera –tanto per dirla anch’io in termini marxiani- la prima casa come valore di scambio mentre è solamente valore d’uso.

Quindi l’abolizione della Tasi è un atto di giustizia, addirittura riparatore verso i più tartassati. Purtroppo c’ è un rovescio della medaglia: se ne avvantaggeranno anche i moltissimi furbi che hanno travestito la casa vacanze da prima casa prendendoci la residenza. Questi sghignazzeranno alla faccia dei poveri fessi che pagano l’Imu- salatissima- sulla seconda casa.

Eppure il rimedio ci sarebbe e duplice: uno diretto con più efficaci controlli. E uno indiretto: ad esempio come fanno queste persone a mantenere il medico nel Comune dove effettivamente dimorano se hanno la residenza altrove? Indovinala grillo…certo che aver distinto tra residenza e domicilio è stata una bella “invenzione”, al pari di quella che consente ai coniugi non separati di avere due residenze diverse..

  da Gabriele Parenti  dirigente area welfare Acli Toscana

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