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Tassa di soggiorno a Airbnb, Cellai (FI): “Chiediamo chiarezza” Cronaca

Firenze – A sollevare il problema è il gruppo comunale di Forza Italia per bocca del suo capogruppo, Jacopo Cellai: “Roba da matti – si legge nella nota diffusa dai forzisti –  Palazzo Vecchio e Palazzo Bastogi distano solo poche centinaia di metri, ma pare che nel mezzo ci sia un confine geografico tra due regioni dove si parlano lingue diverse: il Comune stabilisce che anche la nuova formula turistica degli Airbnb sia sottoposta alla tassa di soggiorno, e gliela applica, e a distanza di mesi spunta fuori uno studio degli uffici legali della Regione secondo cui la tassa non sarebbe legittima per queste strutture. Stiamo parlando di circa 10 milioni che gli operatori verseranno nel 2016 nelle casse comunali”.

Dunque, richiesta all’amministrazione comunale di chiarire la questione e preannuncio di interrogazione in aula al prossimo consiglio comunale di lunedì: “Chiediamo sia fatta chiarezza subito: il Comune acquisisca lo studio della Regione e si stabilisca chi dei due ha preso un granchio”.

La risposta dell’amministrazione non si fa attendere, e arriva per bocca dell’assessore al bilancio Lorenzo Perra: “Patti chiari – risponde Perra – il turismo è una risorsa e coloro che fanno reddito sul turismo a Firenze devono contribuire alla promozione dei servizi culturali e dei servizi rivolti al turismo, oltre che al rispetto della convivenza con i cittadini fiorentini e le strutture ricettive tradizionali”.

Non solo. L’assessore ricorda anche che. oltre al fatto che il regolamento in merito del Comune di Firenze è in vigore dal 2014, col principale operatore di intermediazione per la gestione di questi immobili l’amministrazione fiorentina ha sottoscritto un accordo “con il quale (l’operatore) si impegna a collaborare alla semplificazione del pagamento di tale imposta. Laddove ci siano incomprensioni – ha concluso l’assessore – è opportuno che la Regione (che da quanto a noi noto non ha prodotto alcuno studio), intervenga come sta facendo con la legge attualmente in discussione. Laddove ci fossero posizioni individuali diverse di soggetti che affittano a fini turistici case o appartamenti, il Comune di Firenze è comunque pronto a far valere le proprie ragioni e a tutelare gli interessi dei fiorentini”.

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