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Tassa di soggiorno, bocciatura solenne da Federalberghi Turismo

La tassa è quella, ma la fantasia è tanta. E, per una volta, la nota creatività italiana non gioca a favore del Bel Paese, anzi, secondo il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca l'immagine che di se' dall'Italia non è per niente positiva. Nel mirino, la tassa di soggiorno che ormai viene applicata dal 10% dei Comuni italiani, con modalità di applicazione e esenzioni da fare invidia alle fantasie più sbrigliate.  Si passa da 0,20 a 5 euro al giorno a persona,  per un introito complessivo di 150 milioni di euro, ma le modalità d'applicazione sono un concentrato di fantasia "difficile da spiegare al mondo". La Federazione degli albergatori aderente a Confcommercio, ha elaborato, in collaborazione con Mercury Srl, un'analisi capillare sull'applicazione di questa imposta che, secondo un sondaggio sviluppato ad hoc, risulterebbe odiosa al 72% degli italiani. Prendendo in considerazione solo le esenzioni previste per i minori, una famiglia con figli piccoli che volesse visitare una località d'arte, a Napoli risparmierebbe per i minori fino a 18 anni, mentre a Firenze i ragazzini pagano la tassa di soggiorno a partire dai 12 anni. A Roma e Venezia si paga dai 10 anni in su,  ma se la stessa famiglia volesse andare in una località termale a Tivoli, per esempio, l'esenzione riguarderebbe i figli fino a 2 anni, a Montecatini fino a 10 anni, a Fiuggi fino a 12 anni ed a Chianciano fino a 13 anni. Stessa situazione si prospetta per le località marine, per quelle lacuali e montane. Comune che vai, esenzione sui minori che trovi.

Fantasia libera anche sulle tariffe dell'imposta: dai dati dell'analisi emerge che a Borgia (Catanzaro) l'imposta vale 0,75 Euro per ogni stella a persona per notte fino ad un massimo di 15 notti, a Ischia da 0,90 a 3 Euro (a seconda della classificazione) a persona per notte con un massimo di 7 notti, a Manerba del Garda da 0,50 a 2 Euro (a seconda della classificazione) a persona per notte con un massimo di 21 notti, a Genova da 1 a 3 Euro (a seconda della classificazione) a persona per notte con un massimo di 8 notti, ad Ancona da 0,50 a 3 Euro (a seconda della tariffa) a persona per notte con un massimo di 15 notti, a Torino da 1,30 a 4,90 Euro (a seconda della classificazione) a persona per notte con un massimo di 4 notti, a Milano da 1 a 5 Euro (a seconda della classificazione) a persona per notte senza limite di pernottamenti e a Modena, con il disatroso terremoto, si passa da 0,50 a 4 Euro (a seconda della classificazione) a persona per notte senza limite di pernottamenti.

Attualmente, la Regione con il più alto numero di Comuni tassati è la Toscana con ben 82 Comuni, seguita dal Piemonte con 68, Valle d'Aosta con 40,  Lombardia con 37, Veneto con 20, Campania con 16, Puglia con 13 e Sicilia e la Calabria alla pari con 10. Gli albergatori propongono l'abolizione dell'imposta, mentre le funzioni svolte dagli enti locali in campo turistico "dovrebbero essere finanziate mediante compartecipazione degli stessi al gettito Iva di tutte le attività produttive, non solo terziarie, che traggono beneficio dall'economia turistica".

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