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Tassazioni sulla casa, quanto pagheranno i toscani? Economia

Tassazione della casa, il caos potrebbe trovare una soluzione domani, quando il decreto Imu-Bankitalia arriverà in Senato e dovrebbe essere presentato un emendamento dal governo per alzare le aliquote massime della Tasi come richiesto dai Comuni, che utilizzerebbero il maggior gettito per tutelare le fasce deboli e diminuire la pressione per i proprietari di case di minor valore. Si pensa anche a un decreto ad hoc, ma la soluzione parrebbe impraticabile per l'allungamento dei tempi. Intanto, la scadenza del 16 gennaio per il pagamento della  prima rata dell'imposta  appare sempre più non credibile e si pensa a uno slittamento a giugno.

Mentre il governo centrale pensa a come mettere ordine (e soprattutto ancora deve decidere sul “quantum”), vediamo di capire cosa e quanto i cittadini toscani dovranno pagare da qui a giugno, e soprattutto la ragione di queste imposte, in particolare della Tasi, avvalendoci dello studio compiuto dall'Irpet.

Cos'è la Tasi – La Tasi è un'imposta che fa parte della Iuc (Imposta Unica Comunale) il cui ruolo è quello di finanziare i servizi indivisibili come l’illuminazione pubblica, la polizia municipale, l’arredo urbano e la manutenzione dei giardini pubblici. Si tratta di un tributo esclusivamente comunale, che graverà su tutte le tipologie immobiliari. La Iuc, è bene ricordarlo, comprende anche un'altra voce, oltre all'Imu e alla Tasi, vale a dire la Tari, la tassa sui rifiuti. Per quanto riguarda chi è tenuto al pagamento, l'Imu si paga solo sulle abitazioni diverse da quella principale o su queste solo se di lusso, e viene pagata dal proprietario; la Tasi viene pagata in parte dal proprietario in parte dall'inquilino; la Tari viene pagata dall'inquilino.

Riassumendo, nel 2014  sul patrimonio diverso dall’abitazione principale si pagherà sia l’Imu, secondo
criteri e quindi importi molto simili al passato, sia (lasciando da parte la tassa sui rifiuti,  che risponde a logiche in parte diverse) la Tasi con aliquota base pari allo 0,1%. Invece, sull’abitazione principale non di lusso non peserà più l’Imu ma la sola Tasi, con valori compresi tra 0,1% e 0,25%, inferiore dunque rispetto all'Imu. Nel caso in cui l'abitazione sia occupata da un soggetto diverso dal proprietario, anche l'occupante, dal momento che usufruisce dei servizi, sarà tenuto a pagare una quota, definita dal Comune (che tuttavia dovrà essere compresa fra il 10% e il 30%) dell’imposta calcolata ad aliquota standard, mentre la restante parte del gettito (90% – 70%) sarà corrisposta dal titolare. Inoltre, è necessario sottolineare che le detrazioni Tasi sull'abitazione principale saranno decise a livello locale, vale a dire dai singoli comuni.
Infine occorre ricordare che per la Tasi, a differenza dell’Imu, le detrazioni sull’abitazione principale non saranno più definite a livello centrale ma dai singoli Comuni col trasferimento ai Comuni da parte governativa di 500 milioni di euro da destinare alle agevolazioni sulla prima casa. Saranno infatti i Comuni stessi  a definirne le modalità di assegnazione considerando anche le proprie necessità di bilancio. Da annotare che l'Anci si è subito dichiarata contraria alla Iuc che in realtà comporterebbe ulteriori perdite di risorse per gli enti territoriali a scapito dei servizi e degli interventi a tutela delle fasce più deboli. Tant'è vero che domani a Roma si dovrà tenere conto (le trattative sono in corso) della richiesta dell'Anci di innalzare il “tetto” dell'aliquota Tasi, almeno fino al 3 per mille (attualmente sarebbe al 2,5).

A quanto ammonterà il gettito in Toscana – Secondo le proiezioni dell'Irpet (che ha utilizzato la banca dati del catasto edilizio urbano per la Toscana operando, pertanto, sulle singole unità immobiliari ), nell’ipotesi di applicazione sia  delle aliquote standard che delle aliquote massime consentite per la Tasi, le entrate complessive, nel caso aliquote standard, risultano pari a 1,6 miliardi di euro, mentre se si considerano “tutti gli spazi di manovrabilità concessi per la Tasi, il gettito risulta di poco superiore a 1,8 miliardi”. L'Irpet ricorda che “il gettito Imu 2012 in Toscana è stato pari a 1,7 miliardi, l’8% del gettito del Paese”.

Gettito per tipologia di immobile  –  Analizzando il gettito per singole tipologie di immobile, per le prime case
il gettito 2014 potrà variare da un minimo di 75 milioni fino ad un massimo di 240 milioni di euro, contro i 325 del 2012”, secondo le stime Irpet. Per le abitazioni diverse da quella principale, è atteso un incremento   rispetto al gettito Imu pari a circa 45 milioni di euro, che potrebbe arrivare a 85 se tutti i comuni applicassero le aliquote più alte. Per quanto riguarda gli altri immobili, produttivi e non, l’aumento potrebbe essere compreso tra 35 e 65 milioni di euro.

Carico fiscale sulle famiglie –  Per quanto riguarda il  prelievo sull’abitazione principale, secondo le proiezioni Irpet, “varierà tra i 50 euro medi per famiglia ad aliquota standard e i 150 ad aliquota massima, contro i 197 euro del 2012”. Una riduzione di gettito  “che verrà compensata dal prelievo aggiuntivo diffuso su tutte le altre tipologie di patrimonio (seconde case, uso produttivo, ecc.). Inoltre a partire dal 2014 si amplierà la platea dei contribuenti, che andrà a comprendere assieme ai proprietari anche gli inquilini. Naturalmente, come già sottolineato, il carico fiscale sulle famiglie dipenderà anche
dalle scelte dei Comuni in merito alle agevolazioni sulla prima casa”.

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