energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Tav: Idra, Imposimato proporrà denuncia contro ministro Lupi Cronaca

Firenze – “Proporrò una denuncia contro il ministro Lupi, perché non è possibile che vi sia un’incriminazione soltanto per i funzionari”, afferma Ferdinando Imposimato – magistrato presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione – a proposito della TAV, richiamando l’articolo 323 del Codice Penale che vieta ai pubblici ufficiali di ottenere indebiti vantaggi avvalendosi della propria attività. Imposimato ha partecipato telefonicamente alla conferenza stampa indetta dall’Associazione Idra stamani al Caffè Le Giubbe Rosse.  Le infiltrazioni criminali – di ‘ndrangheta in Val di Susa e di Camorra in Toscana – sono parte di un esteso sistema truffaldino che coinvolge le istituzioni, i soggetti pubblici e privati con imputazioni  che vanno dalla costituzione di fondi neri alle frodi, al falso in atti pubblici, al taroccamento dei materiali, all’attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti, fino chiaramente all’associazione per delinquere.

Anche la Commissione Europea – nella sua recente relazione sulla lotta alla corruzione – ha indagato sulla vicenda e osservato che “per gli italiani la corruzione è un fenomeno diffuso negli appalti pubblici gestiti dalle autorità nazionali (70% contro il 56% della media UE) e negli appalti gestiti dagli enti locali (69% contro il 60% della media UE). (…) il rischio di corruzione e infiltrazioni criminali è particolarmente elevato.” Sulla TAV, afferma: “L’alta Velocità è tra le opere infrastrutturali più costose e criticate per gli elevati costi unitari rispetto a opere simili.” (3/02/2014, COM (2014) 38 def.)

I costi sono lievitati del 600%, e questa lievitazione, come spiega il magistrato, ha il solo scopo di favorire finanziamenti illeciti, “è un’opera che non ha niente a che fare con l’alta velocità”. Intanto i lavori procedono con lentezza. Dopo il fallimento di Coopsette (l’azienda vincitrice dell’appalto originario di 700 milioni) e l’acquisizione delle quote da parte di Condotte, bisogna ancora stabilire chi pagherà la nuova fresa e chi smantellerà quella vecchia, ritenuta non conforme per scavare il sotto attraversamento: non c’è stata una nuova gara d’appalto, afferma il presidente di Idra Girolamo dell’Olio, ma Coopsette ha mantenuto una piccola parte delle quote. Inoltre le coperture delle gallerie sono state realizzate con materiali non adatti a fronteggiare un incendio.

“Le relazioni non restino nei cassetti”, è l’appello di Dell’Olio, “l’autorità anti corruzione esprima un parere esplicito e pubblico sulla improprietà totale già dell’architettura finanziaria del general contractor”. La paura è che le sentenze arrivino troppo tardi e che scatti la prescrizione “con un danno per tutta la collettività”. Intanto è in corso un’istruttoria da parte dell’Autorità Anti Corruzione avviata in seguito a un esposto fatto proprio da Idra: un segnale importante per l’associazione che si è già costituita parte civile nel procedimento penale per i danni ambientali dell’Appennino Tosco – Emiliano. Da questi presupposti prende forma l’invito di Dall’Olio a informarsi e a diffondere informazioni anche in Toscana, dove c’è il rischio che la vicenda passi sotto silenzio: “In Val di Susa c’è un esercito in armi”.

Print Friendly, PDF & Email

Translate »