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Taxi, è ancora guerra nonostante “l’elettrico” Cronaca

Firenze  – Le parole di Marzio De Vita, presidente di Confartigianato Taxi, sono molto chiare sullo stato dei rapporti fra conducenti di auto bianche e Comune. “Abbiamo ricevuto le proposte del comune di Firenze, ma si tratta ancora di un documento unilaterale che dimostra chiaramente la volontà dell’amministrazione a non trattare su niente” è il commento che il presidente di Confartigianato Taxi diffonde circa il documento inviato dall’assessore Bettarini con cui il Comune di Firenze intende intervenire sul servizio taxi che richiama le auto elettriche.

“Ancora una volta, il Comune di Firenze prima si mostra aperto ad una trattativa, ma poi presenta una soluzione più d’effetto che di sostanza, ignorando completamente ogni nostra proposta – continua De Vita – Ci è stato infatti presentato un documento in dodici punti, di cui alcuni molto vaghi e indeterminati, dalla fattibilità tecnico-legale poco realistica, che, sicuramente, non miglioreranno il servizio, né ora, né in futuro. Insomma, un bellissimo spot pubblicitario, ad uso e consumo politico, non certo dell’utenza”.

Non è la svolta “green” come la definisce De Vita, a dispiacere alla categoria. “Non riusciamo a capire come il Comune possa prevederla nei termini proposti, visto che non c’è nessun supporto normativo alla sua realizzazione – dice De Vita – Inoltre, si continua a proporre un aumento strutturale delle licenze che non tiene assolutamente conto degli scenari di mobilità e di servizio che si verranno a creare con l’ultimazione della rete della Tramvia” continua De Vita.

 Sulla geolocalizzazione, poi, è del tutto no. “Per quanto riguarda la geolocalizzazione, non possiamo che ribadire la nostra ferma opposizione. Si tratta di un progetto che non ha nessun supporto legale e che si prefigura come una violazione della privacy nostra e dei nostri utenti, oltre che un costo inutile, tanto per noi che per l’amministrazione. Noi tassisti non dobbiamo e non possiamo organizzare i nostri percorsi, visto che ci rivolgiamo in maniera indifferenziata all’utenza. Siamo obbligati ad andare dove ci chiede il cliente: cosa può farsene il comune di questo dato?” prosegue De Vita.

Per il resto, conclude De Vita, non c’è proprio niente rispetto a quanto “non ci spetti comunque di diritto (come i controlli anti abusivismo e l’adeguamento tariffario) e a provvedimenti troppo generici ed evasivi, come quelli sulla semplificazione e sulla creazione di un tavolo di lavoro con la direzione mobilità. Oggi, per la seconda volta in una settimana ci riuniremo in un’assemblea generale con le altre rappresentanze e con i corpi sociali, ma dubito che davanti ad un documento di questo genere si possa pensare ad un nostro cambiamento di rotta. O il Comune ci ascolta, oppure la trattativa prenderà una strada che certamente non siamo stati noi a volere imboccare”. Vale a dire, muro contro muro.

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