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Teatro della Pergola: visite-spettacolo, mostre e percorsi storici Cultura

Non si esauriscono mai le possibilità di conoscenza della città fiorentina e a farsi divulgatore di nuovi saperi è il Teatro della Pergola. Le iniziative promosse dalla Fondazione, infatti, sono molteplici e non possono che destare la curiosità di cittadini e forestieri. Si inizia venerdì 16 marzo con l’inaugurazione della mostra dedicata a Tommaso Salvini, attore e patriota dell’Ottocento (dal 17 marzo al 30 aprile). L’esposizione, promossa dalla Pergola e da Scandicci Cultura, va a chiudere le celebrazioni dei 150 anni dall’Unità d’Italia e vedrà protagonista un uomo che ha sempre tenuto insieme la sua passione politica con quella teatrale contribuendo, come molti altri artisti, a creare la figura dell’eroe artefice della nascita della nazione italiana. Il Fondo Salvini, conservato presso il Museo Biblioteca dell’Attore di Genova, consta di reperti rari quali copioni, costumi, oggetti di scena, fotografie, lettere e registrazioni della voce dell’attore. L’evento è esemplificativo del ruolo fondamentale che il teatro rivestiva nella diffusione delle idee e nella partecipazione attiva alla storia risorgimentale, tanto che, non a caso, molti testi e rappresentazioni furono censurati dagli austriaci, i quali ne avevano compreso il potere.
Luoghi nascosti, aneddoti e segreti caratterizzano i percorsi storici che partono dalla Pergola e si dipanano per le vie della città. Primo fra tutti quello nel teatro alla scoperta dei suoi spazi segreti, con due formule diverse: la visita-spettacolo “In sua movenza è fermo” (15 aprile e 6 maggio), dove le storie saranno narrate da personaggi venuti direttamente dal passato, o la visita semplice (25 marzo). In entrambi i casi sarà possibile attraversare gli anfratti di uno dei più antichi teatri italiani, fondato dall’Accademia degli Immobili nel 1656 come luogo deputato alle grandi feste di corte e al melodramma, poi al teatro di prosa. Tra gli affascinanti siti il vicolo delle Carrozze sede delle antiche botteghe dove si svolgevano i mestieri della scena, il Pozzo da dove si attingeva l’acqua per i tintori e per gli incendi, la Stanza dei Nomi con le macchine dei rumori, il lussuoso Saloncino per la musica e le cerimonie, il maestoso Palcoscenico con il Primo Camerino fatto costruire per Eleonora Duse nel 1906 e la Sala della Macchina, vero e proprio museo sotto la platea che conserva vecchi macchinari e oggetti di scena.
Gli altri due viaggi, invece, si distanziano dall’edificio teatrale e si dirigono in città: “Le strade del cibo” e “Voci perdute, sempre presenti”. Il primo non lascerà indifferenti gli amanti della buona tavola poiché accompagnerà i visitatori a scoprire i nomi che un tempo venivano dati ad alcune strade ispirandosi al cibo. Non tutti sanno, infatti, che prima, piuttosto che dedicare la via a un personaggio illustre, la si chiamava in base alle attività che vi si svolgevano, alle famiglie che vi abitavano oppure la si indentificava con una pianta o con un alimento. Nel percorso verranno viste alcune vie, e angoli (anch’essi in passato avevano un nome), collegate a ricette, storielle e poesie culinarie. L’ultimo itinerario citato, invece, si riferisce ai teatri che animavano Firenze, molti dei quali sono stati chiusi o non esistono più. La città rappresentava uno dei più importanti centri teatrali e come tale questi luoghi non erano frequentati sono dalla nobiltà, ma anche dalla borghesia e dal popolo. I teatro ora svaniti sono custodi di cronache affascinanti e attraverso la visita verrà evocata una Firenze ormai dimenticata, ma il cui spirito aleggia ancora nell’aria.

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Teatro della Pergola: visite-spettacolo, mostre e percorsi storici Spettacoli

Non si esauriscono mai le possibilità di conoscenza della città fiorentina e a farsi divulgatore di nuovi saperi è il Teatro della Pergola. Le iniziative promosse dalla Fondazione, infatti, sono molteplici e non possono che destare la curiosità di cittadini e forestieri. Si inizia venerdì 16 marzo con l’inaugurazione della mostra dedicata a Tommaso Salvini, attore e patriota dell’Ottocento (dal 17 marzo al 30 aprile). L’esposizione, promossa dalla Pergola e da Scandicci Cultura, va a chiudere le celebrazioni dei 150 anni dall’Unità d’Italia e vedrà protagonista un uomo che ha sempre tenuto insieme la sua passione politica con quella teatrale contribuendo, come molti altri artisti, a creare la figura dell’eroe artefice della nascita della nazione italiana. Il Fondo Salvini, conservato presso il Museo Biblioteca dell’Attore di Genova, consta di reperti rari quali copioni, costumi, oggetti di scena, fotografie, lettere e registrazioni della voce dell’attore. L’evento è esemplificativo del ruolo fondamentale che il teatro ha rivestito nella diffusione delle idee e nella partecipazione attiva alla storia risorgimentale, tanto che, non a caso, molti testi e rappresentazioni furono censurati dagli austriaci, i quali ne avevano compreso il potere.

Luoghi nascosti, aneddoti e segreti caratterizzano i percorsi storici che partono dalla Pergola e si dipanano per le vie della città. Primo fra tutti quello nel teatro alla scoperta dei suoi spazi segreti, con due formule diverse: la visita-spettacolo “In sua movenza è fermo” (15 aprile e 6 maggio), dove le storie saranno narrate da personaggi venuti direttamente dal passato, o la visita semplice (25 marzo). In entrambi i casi sarà possibile attraversare gli anfratti di uno dei più antichi teatri italiani, fondato dall’Accademia degli Immobili nel 1656 come luogo deputato alle grandi feste di corte e al melodramma, poi al teatro di prosa. Tra gli affascinanti siti il vicolo delle Carrozze sede delle antiche botteghe dove si svolgevano i mestieri della scena, il Pozzo da dove si attingeva l’acqua per i tintori e per gli incendi, la Stanza dei Nomi con le macchine dei rumori, il lussuoso Saloncino per la musica e le cerimonie, il maestoso Palcoscenico con il Primo Camerino fatto costruire per Eleonora Duse nel 1906 e la Sala della Macchina, vero e proprio museo sotto la platea che conserva vecchi macchinari e oggetti di scena.

Gli altri due viaggi, invece, si distanziano dall’edificio teatrale e si dirigono in città: “Le strade del cibo” e “Voci perdute, sempre presenti”. Il primo non lascerà indifferenti gli amanti della buona tavola poiché accompagnerà i visitatori a scoprire i nomi che un tempo venivano dati ad alcune strade ispirandosi al cibo. Non tutti sanno, infatti, che prima, piuttosto che dedicare la via a un personaggio illustre, la si chiamava in base alle attività che vi si svolgevano, alle famiglie che vi abitavano oppure la si indentificava con una pianta o con un alimento. Nel percorso verranno viste alcune vie, e angoli (anch’essi in passato avevano un nome), collegate a ricette, storielle e poesie culinarie. L’ultimo itinerario citato, invece, si riferisce ai teatri che animavano Firenze, molti dei quali sono stati chiusi o non esistono più. La città rappresentava uno dei più importanti centri teatrali e come tale questi luoghi non erano frequentati sono dalla nobiltà, ma anche dalla borghesia e dal popolo. I teatro ora svaniti sono custodi di cronache affascinanti e attraverso la visita verrà evocata una Firenze ormai dimenticata, ma il cui spirito aleggia ancora nell’aria.

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