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Teatro della Toscana: dopo il gelo sul palco spuntano cento fiori Spettacoli

Firenze – Riapre il teatro dopo 430 giorni e sarà migliore di quanto lo fosse prima della pandemia. Sono davvero autentici gli accenti di entusiasmo contenuti nei discorsi dello stato maggiore del Teatro della Toscana, dal presidente Tommaso Sacchi al direttore Marco Giorgetti, al direttore artistico Stefano Accorsi (foto) fino all’ultimo giovane della compagnia dei Nuovi che è diventata una compagnia teatrale stabile.

L’occasione era presentare gli spettacoli in cartellone nel maggio della rinascita e qualcosa della prima  stagione (speriamo) post pandemia, ma al di là del racconto delle opere in programma, il tema dell’incontro con la stampa è stato: che tipo di teatro è quello che ritorna dopo la terribile esperienza di questi mesi. La risposta è univoca: verità e impegno. Basta riempirsi la bocca con parole sul coinvolgimento dei giovani, senza mettere in atto azioni efficaci; basta chiudersi nel proprio orto. Le nuove parole d’ordine di Accorsi sono “apertura”,  “patto per portare il teatro alle nuove generazioni” e “investire sulle nostre coscienze e sulle nostre anime”.

Lui, Accorsi, ha dato l’esempio aprendo la nuova stagione, che nelle intenzioni del teatro è l’inizio di una nuova epoca, con Giocando con Orlando – Assolo il 9 maggio al Teatro Era di Pontedera e il 10 al Teatro della Pergola di Firenze, coprodotto da Teatro della Toscana e Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo. Il Direttore Artistico della Fondazione dà vita a tracce, memorie, letture dall’Orlando furioso di Ludovico Ariosto secondo il regista e drammaturgo Marco Baliani. “Quasi non mi ricordo che cosa ho detto nel primo quarto d’ora”, dice Accorsi nel raccontare l’emozione dell’esordio di Pontedera.

Lo sforzo e la visione del post pandemia sono riassumibili nel numero ripetuto da Giorgetti: 68 giovani sempre a libro paga che si sono impegnati per prepararsi al maggio della primavera del teatro. Parlano chiaro i filoni tenuti accesi: lingua Italiana, i Giovani, l’Europa, la Vecchia e Nuova drammaturgia, il Teatro civile e politico. Pilastri di un teatro d’arte orientato ai giovani nell’accezione di Jacques Copeau e Orazio Costa come combinazione di tradizione e innovazione, come ha detto Giorgetti. Un teatro che prima di tutto cerca di valorizzare i nuovi talenti. In questo modo, questo il messaggio che viene dalla Pergola “il Teatro della Toscana si impegna a restituire al Teatro il suo ruolo di fattore attivo nella società, di motore della partecipazione critica agli eventi della società stessa”.

Così, al Teatro Studio Mila Pieralli di Scandicci va in scena interno/esterno da Maurice Maeterlinck, regia di Charles Chemin, in anteprima il 15 e 16 maggio con i diplomati del Corso per Attori Orazio Costa. Un progetto destinato ad approdare agli Chantiers d’Europe del Théâtre de la Ville di Parigi.

Alla Pergola  La mafia di Luigi Sturzo, adattamento e regia di Piero Maccarinelli, in prima nazionale il 13 e 14 maggio alla Pergola (in onda in prima serata il 29 maggio – ore 21:15 – su Rai Cinque, regia televisiva di Marco Odetto): un intreccio tra mafia e politica che ha anticipato la realtà attuale di oltre un secolo, con protagonisti i giovani del “vivaio” del Teatro della Toscana e dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico” di Roma, avvio di una importante collaborazione tra le due istituzioni sul tema dei giovani e dell’avviamento e del perfezionamento al lavoro.

Ecco i risultati. Il Workcenter Grotowski con Sin Fronteras (Senza Frontiere), regia di Thomas Richards, in prima nazionale al Teatro Era il 15 maggio, il 16 maggio con Le Storie di Katie e l’anteprima di E il popolo canta, entrambi regia di Mario BiaginiLa donna volubile di Carlo Goldoni, regia di Marco Giorgetti, alla Pergola dal 19 al 23 maggio, con le attrici e gli attori de l’Oltrarno, la scuola di formazione del mestiere dell’attore diretta da Pierfrancesco FavinoPinocchio da Carlo Lorenzini, uno spettacolo di Pier Paolo Pacini, alla Pergola dall’1 al 6 giugno e al Teatro Era l’8 giugno con i diplomati del Corso per Attori ‘Orazio Costa’.

Sempre con lo sguardo all’innovazione e ai giovani sono stati avviati tanti progetti: un’opera video Rä di Martino Fuori dai teatri, le cui riprese sono previste a fine maggio con gli attori Lino Musella e Anna Bellato; collaborazioni con l’Università di Pisa; la ripresa della scuola di drammaturgia Scritture diretta da Lucia Calamaro e promossa da Fondazione Teatro della Toscana, Riccione Teatro, Teatro Stabile di Bolzano, Sardegna Teatri, Teatro Bellini di Napoli e del Centro studi del Teatro della Pergola; il docu-film sulla storia del Teatro della Pergola con Accorsi, le giovani attrici e i giovani attori de l’Oltrarno, la scuola di Pier Francesco Favino, con il soggetto di Filippo Gentili, le coreografie di Anna Redi, e la regia di Giorgio Testi, in coproduzione con Sky Arte.

Ma sono solo alcuni dei  cento fiori che spuntano dal palco dopo “il lungo congelamento” descritto da Sacchi, sui quali avremo modo di tornare. All’orizzonte si delinea già la prossima stagione, la 2021/2022: sul tema Giovani/Maestri e formazione si rafforza e struttura il rapporto con Giancarlo Sepe che apre la stagione della Pergola con The Dubliners da James Joyce e avvia la sua Officina Americanauna Facoltà della Ricerca Teatrale su testi della cultura americana.

Foto: Stefano Accorsi in  Giocando con Orlando – Assolo alla Pergola

 

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