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Teatro di Cestello: stagione 2012-2013 Spettacoli

Il Teatro di Cestello ha presentato la nuova stagione teatrale 2012-2013 sulla terrazza della Biblioteca delle Oblate, una location con la cupola del Brunelleschi ben in vista che non può non riportare alla mente la tradizione fiorentina, di cui da sempre il Cestello è promotore. Presente alla conferenza stampa il neo-assessore alla cultura Sergio Givone, il quale ha sottolineato che la realtà teatrale di una città si compone dei diversi teatri cittadini, ognuno dei quali, come le biblioteche, acquista ruolo e senso proprio nel confronto continuo con gli altri. E contro una politica che si oppone al valore della cultura, Givone sostiene a pieno la «funzione irriducibile» del teatro. 

Accanto agli spettacoli di tradizione, la stagione di quest’anno si arricchisce di una rassegna di monologhi e di teatro di narrazione dedicata all’attore Franco di Francescantonio dal nome "Assoli". Sette testi, uno al mese, che vedranno al centro esponenti del teatro fiorentino e non solo. Non potevano mancare i due massimi rappresentanti del teatro di narrazione in Italia Marco Baliani e Laura Curino, rispettivamente con gli spettacoli Kohlhaas (tratto dal racconto di Heinrich von Kleist), storia dell’ingiustizia subita da un mercante di cavalli nel 1500, e Passione, in cui l’attrice dichiara come e perché ha scelto questo tipo di teatro. La rassegna vedrà poi interpreti quali: Silvia Frasson con la storia di Brendulo, ovvero il Che Guevara delle colline, in cui la conoscenza si rivela come unica forma di riscatto dalla povertà e dall’emarginazione, Silvia Paoli in Bucce, riflessione e satira sull’importanza che oggi assume l’aspetto esteriore e le sue conseguenti manie, Alessandro Benvenuti con il suo Recital Irrequieto, viaggio tra i suoi ricordi attraverso le canzoni. Gli “assoli” si concluderanno con due omaggi: Elisabetta Salvatori ripercorrerà la storia del poeta Dino Campana in Viola e Gianluigi Tosto riprenderà il monologo di Marguerite Duras La malattia della morte.

La stagione 2012-2013, come ogni anno, si sofferma sul teatro di tradizione proponendo anche possibili forme di innovazione lavorando su opere fortemente radicate nella cultura fiorentina. Per cui in primo piano lo spettacolo originale C’è del buono in Stenterello di Alessandro Riccio, alla ricerca delle origini della celebre maschera fiorentina, il cantastorie Riccardo Marasco, che racconta la sua Toscana in Con Firenze nel cuore, Maria Cassi con il suo spettacolo Suoniemozioni e, soprattutto, l’inedito di Alessandro Benvenuti Uomini di zucchero, testo visionario nato anni fa per essere interpretato da Sabrina Ferilli e poi rimasto chiuso in un cassetto. Per l’occasione le scene e i costumi saranno a cura di Luca Alinari. Questa prima nazionale verrà interpretata, con la regia di Lorenzo Degl’Innocenti, dalla Compagnia stabile del Cestello il Cenacolo dei Giovani, la quale è presente in cartellone con ben tre spettacoli (oltre ai tre per ragazzi): Le allegre comari ovvero tutto il mondo è burla, riduzione dall’opera di Shakespeare e dal Falstaff di Verdi-Boito per la regia di Roberto Andrioli, Knock o il trionfo della medicina, storia di condizionamenti e truffa alla base dell’odierno marketing farmaceutico curata da Luca Cartocci e Rosario Campisi, e L’amore sui tetti, opera meno conosciuta di Augusto Novelli per la regia di Marcello Ancillotti.

Altri lavori presenti in cartellone che rivelano l’interesse del teatro ad affiancarsi anche ad altre forme spettacolari sono: Scretch di Claudio Cinelli, il quale si esibisce nel teatro di figura con pupazzi creati direttamente da lui; Incanto attorno al fuoco della cantautrice Letizia Fuochi, ibrido di canzoni e poesia; il musical Sogno di una notte di mezza estate; Tangosuite, viaggio nella storia del tango con Donatella Alamprese; l’opera Verdi ritrovato dal libretto di Philip von Reutter e tanti altri. In ultimo segnaliamo la trilogia della Compagnia L’Araba Felice che in occasione della Giornata della Memoria presenta tre tra i suoi spettacoli più riusciti, i quali sono ambientati prima, durante e dopo la II Guerra Mondiale evidenziando come la società e l’anima dei tedeschi cambiò in pochi, pochissimi anni.

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