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Teatro: Hamlet Travestie, il 47 non arriva in Danimarca Spettacoli

Firenze – Come fare una parodia di una grande opera drammaturgica esaltandone ancora di più la grandezza sua propria e quella del suo autore. Hamlet Travestie andato in scena al Teatro  Cantiere Florida, prima pièce della rassegna “Materia prima, visioni del teatri contemporaneo italiano” organizzata da Murmuris, avrebbe prima di tutti fatto divertire William Shakespeare. Anche lui ha messo in burla la sua arte con quel meraviglioso quadretto delle prove e della rappresentazione di “Piramo e Tisbe” nel Sogno di una notte di mezza estate.

Del teatro nel teatro la compagnia napoletana Punta Corsara /369 gradi ha dato un saggio del talento comico napoletano e della freschezza della sua lingua che suscita soprattutto il rammarico che sia stata prevista una sola rappresentazione.

La storia della famiglia Barilotto che si trova ad affrontare i problemi che affliggono la nostra epoca – i debiti, la casa, il lavoro, i figli – e soprattutto la follia improvvisa di Amleto chiuso in se stesso in totale repulsione della filosofia “siamo tutti una sola famiglia” dopo la morte in un incidente stradale del padre, uscito di strada con la sua “Duna bianca”.

Per guarirlo, a don Liborio, il colto di famiglia detto “il professore”, viene in mente una singolare terapia di omeopatia culturale. In Amleto si sta verificando una singolare identificazione con l’omonimo personaggio di Shakespeare: teme che qualcuno, in particolare lo zio, abbia ucciso il padre per impadronirsi della bancarella e della mamma. Ebbene, che gli si faccia rivivere il dramma del principe danese: ciascuno interpreterà la parte che gli compete fino a che con il trauma della morte di Liborio – Polonio e il finto matrimonio della madre con lo zio, capirà che si tratta solo di fantasmi della mente e potrà riprendere il suo posto nella famiglia. Lui vede l’ordine e lo vuole trasformare in caso, dice Liborio, noi gli daremo il caos che lui ritrasformerà in ordine.

La storia di Amleto viene rappresentata con scene, dove la bravura degli attori e la forza del dialetto napoletano formano un mix di una comicità esilarante che si è subito  trasmessa al pubblico che ha accompagnato la performance con risate e applausi . Ma la fine è tragica. Amleto Barilotto è davvero pazzo e porta la famiglia alla rovina uccidendo l’usuraio che vuole mettere tutti sul lastrico. Invitato dai finti personaggi shakespeariani ad andare in esilio in Danimarca, apprende che con il bus 47 non ci può arrivare e sulla strada del ritorno compie l’assassinio.

Hamlet Travestie  (cioè Amleto in parodia) riscrive e sviluppa in chiave napoletana l’idea di John Poole (1810), il primo a mettere in burla un’opera di Shakespeare, mantenendone però tutto il rispetto verso il grande drammaturgo,  passando per Don Fausto di Antonio Petito, nel quale il protagonista crede di essere Faust e la famiglia, per guarirlo, lo asseconda in questa scissione della personalità.

Ottimi dunque gli attori: Giuseppina Cervizzi , Christian Giroso , Vincenzo Nemolato, Carmine Paternoster Valeria Pollice, Emanuele Valenti, Gianni Vastarella. Valenti è autore della piè insieme a Vastarella e anche il regista. Ottimo ed essenziale l’uso dello spazio scenico con elementi mobili che costruiscono di volta in volta l’arredo necessario. Eccezionali il movimento e i tempi scenici dei cinque familiari di Amleto.

 

 

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