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Teatro in lutto, è morto Giorgio Albertazzi Cultura

Firenze – E’ morto l’ultimo imperatore del Teatro italiano. l’ultimo dei grandi di una stagione favolosa. E’ morto un grande fiorentino, nato a Fiesole, cresciuto a Ponte a Mensola. Ma soprattutto, è morto uno dei più grandi interpreti del teatro italiano, lo “Stradivari” degli attori (la definizione è di Gigi Proietti, che ebbe la ventura di dirigerlo nel 2001, in un “Falstaff” ) colui che ha regalato al pubblico emozioni indimenticabili: a Firenze non è possibile non ricordare, fra i tanti successi, “Memorie di Adriano”, regia di Maurizio Scaparro, quasi 30 minuti di applausi.

E’ morto Giorgio Albertazzi. Stamattina, verso le nove, come comunica la famiglia, il suo cuore ha cessato di battere nella tenuta della famiglia in Maremma. E si porta con sé anche l’ultimo sogno, un Giulietta e Romeo interpretato da vecchi attori, con Valeria Valeri. E’ quasi impossibile ricostruirne la storia artistica, perché ci troviamo già di fronte a qualcosa che appartiene al mito. Come al mito già appartengono i suoi modi di fare, di essere, di vivere: la passione per la cioccolata di Giacosa, quella totale per la Fiorentina (i tifosi ricordano ancora quando, avendo al Fiorentina conquistato il suo secondo scudetto, il Mastro, impegnato con Shakespeare si recò a ricevere gli applausi del teatro in maglia viola), quella per Firenze.

Cordoglio e riconoscimenti da tutte le parti, per questa scomparsa che si accompagna all’altra ancor fresca, di Paolo Poli. Arriva il cordoglio del presidente del Consiglio, del Presidente Mattarella, di tutta Firenze, del suo primo cittadino: “Con Giorgio Albertazzi perdiamo un grande maestro del teatro nazionale, un eccezionale interprete dei classici moderni ma anche degli autori contemporanei. È un giorno triste per la cultura italiana e per Firenze. Albertazzi era un’artista straordinario e il suo addio lascia un vuoto difficilmente colmabile”. Un ultimo messaggio vogliamo ricordarlo: è quello della società viola, di quella squadra che Albertazzi aveva cominciato ad amare da subito, quando, da ragazzino, come ricordava lui stesso, guardava giocare dalla curva Fiesole. “Albertazzi – si legge nella nota diffusa dalla società – (era) un artista a 360 gradi, attore, regista, scrittore, la sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile nel mondo della cultura italiana. La società gigliata lo ricorda commossa e invia le più sentite condoglianze alla famiglia del maestro”.

 

 

 

 

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