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Teatro: La signorina Else allo Spedale del Ceppo Spettacoli

Pistoia – E’ stata  “La signorina Else” di Arthur Schnitzler a inaugurare la sezione prosa di Pistoia capitale italiana della Cultura 2017. Lo spettacolo, in prima nazionale, trova una collazione speciale nel teatrino anatomico dello Spedale del Ceppo, gioiello di architettura e pittura settecentesca, riservato a un numero limitato di spettatori a sera e per questo oggetto di una lunga tenitura, fino al 2 luglio.

Artefice dell’operazione è Federico Tiezzi, che così, dopo “Il ritorno di Casanova e “Il pappagallo verde”, prosegue la sua personale ricognizione sull’opera dello scrittore austriaco, tra i principali cantori della decadenza e del crollo dell’Impero austro ungarico. Protagonisti Lucrezia Guidone (attrice scoperta da Ronconi, già con Tiezzi nel “Calderón” di Pasolini) e Martino D’Amico, coadiuvati da un ensemble di tre musicisti, Dagmar Bathmann (violoncello), Omar Cecchi (pianoforte e percussioni), Dusan Mamula (clarinetti), scene di Gregorio Zurla, costumi di Giovanna Buzzi, luci di Gianni Pollini, movimenti coreografici di Giorgio Rossi.

Costruito secondo la tecnica del monologo interiore “La signorina Else”, si sviluppa come una tragedia intima, che diventa l’immagine di un mondo giunto al dissolvimento e alla catastrofe, l’Impero asburgico simbolo di una “Austria Felix” ormai al collasso. Sono 14 i titoli nel cartellone del Pistoia Teatro Festival, fra cui quattro prime nazionali e tre regionali, creazioni e progetti nati e pensati appositamente per la rassegna, e inseriti in ambienti particolari, coi quali gli artisti sono stati chiamati a “dialogare”.

Così il Fregio robbiano dell’antico Spedale rappresenta l’ispirazione del “Vangelo secondo Judah” di Stefano Mssini, con Luigi Lo Cascio e Ugo Pagliai, musiche di Enrico Fink, che debutta diretto da Claudia Sorace in Piazza Giovanni XXIII, come attorno alle “Opere di Misericordia” narrate dal Fregio stesso ruota anche il progetto speciale di Virgilio Sieni, un vero atlante di gesti edificato da cittadini e giovani danzatori, che sigla la conclusione dei “Cantieri del Gesto”, il percorso triennale di formazione e trasmissione ideato dal coreografo fioretino. I luoghi segreti e la storia antica di Pistoia compaiono nel testo di Luca Scarlini,

“La ferita della bellezza”, con Massimo Grigò, Annibale Pavone e Maurizio Rippa per la regia di Giovanni Guerrieri, montato nella chiesa di San Michele in Cioncio, mentre Renata Palminiello affronta le pagine del romanzo “Ritratto in piedi” di Gianna Manzini. Ascanio Celestini, pilastro del teatro di narrazione, presenta lo studio per il suo nuovo spettacolo dal titolo”Che fine hanno fatto gli Indiani Pueblo?” nello spazio della Fortezza medicea di Santa Barbara, che fa pure e nuovamente da palcoscenico per gli spettacoli dei “Teatri di confine”, la rassegna organizzata insieme a Fondazione toscana spettacolo, dove troviamo il nuovo lavoro degli Omini e del Collettivo Kepler 452 mentre al Funaro Cristiana Morganti (già con Pina Bausch al Tanztheater di Wupperthal) presenta “A Fury Tale”. Completano il cartellone I sacchi di sabbia, i Sotterraneo, Straligut, Nicola Borghesi e il francese Pascal Rambert con “L’arte del teatro”, protagonista Paolo Musio. Info 0573 991609, programma completo www.pistoiateatrofestival.it

 

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