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Teatro: Natale alla Pergola con la commedia di Eduardo Spettacoli

Firenze – Il Natale al Teatro della Pergola quest’anno è la commedia di Eduardo De Filippo e le avventure nel mondo della fantasia e nella storia del più antico teatro all’italiana.

In Sala Grande, dal 27 dicembre al 5 gennaio, Geppy e Lorenzo Gleijeses, con la partecipazione di Ernesto Mahieux, interpretano un testo di Eduardo De Filippo che nel 2022 ha compiuto 100 anni: Uomo e Galantuomo. Una follia tra farsa e dramma diretta da Armando Pugliese, che evoca sapori pirandelliani narrando la storia di una compagnia di guitti scritturati per una serie di recite in uno stabilimento balneare.

La recita di Capodanno (fuori abbonamento) non inizierà alle 21, ma alle 20:30, così che chi lo vorrà potrà brindare all’arrivo del nuovo anno da Guido Guidi al Teatro.

Scritta nel 1922, Uomo e galantuomo è la commedia che segna per Eduardo De Filippo il passaggio dalla farsa al teatro di prosa. Protagonista il teatro: una compagnia di guitti scritturati per una serie di recite in uno stabilimento balneare. Proverbiale la scena delle prove di Mala Nova di Libero Bovio, in cui un suggeritore maldestro, continuamente frainteso dagli attori, ne combina di tutti i colori. Poi gli intrecci amorosi si mescolano alla finta pazzia, unica via per evitare duelli e galera.

Il meccanismo comico straordinario si fonda sulla classica commedia degli equivoci, in cui si respira, oltre che il teatro nel teatro di Pirandello, profumi di Goldoni, di Shakespeare, e anche un po’ di quel teatro dell’assurdo che va da Osborne a Beckett a Ionesco.

In scena al Teatro della Pergola dal 27 dicembre al 5 gennaio, Geppy Gleijeses (qui Gennaro De Sia), allievo di Eduardo dal quale ricevette il permesso a rappresentare le sue opere. Questa è la settima interpretazione delle opere del Maestro. Insieme a lui sul palco Lorenzo Gleijeses, allievo prediletto di Eugenio Barba, ed Ernesto Mahieux, David di Donatello per L’imbalsamatore di Matteo Garrone. E al loro fianco, Roberta Lucca, Gino Curcione, Antonella Cioli, Irene Grasso, Agostino Pannone, Gregorio Maria De Paola, Ciro Capano, Brunella De Feudis.

Armando Pugliese, tra i più grandi registi italiani, ha diretto più volte le opere di Eduardo, soprattutto successi storici che hanno visto protagonista Luca De Filippo.

Il 6 gennaio, per l’Epifania, alle ore 10:30 e 11:30, i Nuovi propongono Chi ha visto la coda del Signor Volpe? di Federica Lea Cavallaro, con Federica Lea Cavallaro, Ghennadi Gidari, Nadia Saragoni, Sebastiano Spada, Lorenzo Volpe. I costumi sono del Laboratorio d’Arte del Teatro della Pergola. Produzione Teatro della Toscana.

È un’avventura per tutti coloro che amano viaggiare nel mondo della fantasia. Attenzione, attenzione: c’è una volpe senza coda in teatro! Attraverso indizi, racconti e incontri con i personaggi del bosco, i partecipanti vengono chiamati a trovare la coda del Signor Volpe. Riusciranno nelle mille peripezie? Risolveranno gli enigmi del Tasso aiutando, così, la Signora Volpe?

Durante lo spettacolo i bambini (età consigliata 7-12 anni) devono essere accompagnati. Ciascun bambino può essere accompagnato da uno (o più) adulti. È richiesta la presenza, e il conseguente biglietto, di almeno un adulto referente ogni quattro bambini.

L’8 gennaio, alle ore 10, 11, 12, La Compagnia delle Seggiole torna con In sua movenza è fermo a guidare il pubblico nella storia del Teatro della Pergola, che abita non solo sul palcoscenico, nell’istante esatto in cui vive uno spettacolo, ma anche nei suoi spazi più “segreti” e inaccessibili: nei laboratori, nei pressi della macchina scenica, nei sotterranei e nei depositi. Là dove ancora risuonano le voci dei tanti che hanno dedicato la loro vita a questa bruciante passione. Senza apparire sulle locandine, senza lasciar traccia di sé nei libri di storia.

Si tratta dei luoghi che furono una volta sede della “Città del Teatro”: un grande opificio autosufficiente nel quale si svolgevano tutti i mestieri della scena. Nel quale si viveva, di giorno e di notte; crocevia, luogo di incontro, agorà della Firenze Granducale. Palazzo delle feste di corte, grande tempio del melodramma, luogo deputato di mille trucchi e magie, sotto l’egida benevola dell’Accademia degli Immobili, che la Pergola costruì e possedette fino al 1942, e che ha come motto “In sua movenza è fermo”.

Foto: Gleijeses, Mahieux in Uomo e Galantuomo (ph. Tommaso Le Pera)

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