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Teatro Studio di Scandicci: Resistenza lungo la tramvia Spettacoli

“FermataResistenza” è l’originale titolo dato alla nuova stagione del Teatro Studio di Scandicci ideata da Giancarlo Cauteruccio, una realtà culturale che da anni impera nella provincia fiorentina per innovazione e professionalità. Collegato al centro cittadino grazie alla vicinissima “fermata” della tramvia, il teatro cerca di far fronte con “resistenza” alla crisi che ha sconvolto il nostro paese e martoriato il mondo della produzione teatrale e culturale. Proprio per dimostrare il suo pieno impegno a “resistere” il Teatro Studio propone anche per il 2013 un ricco progetto di teatro, danza, arte e formazione. Lo spettacolo che inaugura la stagione è When (in scena l’11 e il 12 gennaio), riflessione sul tempo e sulla sorveglianza, sulla libertà e sull’obbedienza, che fa parte del progetto 2011-2068 animale politico dei Motus, a cui segue la compagnia «più trasgressiva d’Italia» Ricci-Forte con il nuovo lavoro Imitationofdeath, spietata e cruda analisi del presente senza vie di fuga (18 e 19 gennaio).

Appuntamento imperdibile dal 5 al 10 febbraio con la prima nazionale di Finale di partita di Beckett per la regia di Giancarlo Cauteruccio, il quale veste anche i panni di Hamm. Una primissima edizione, in realtà, fu allestita nel 1998 quando la compagnia portò in scena il testo in dialetto calabrese (U juocu sta’ finisciennu). Stavolta nei panni del coprotagonista Clov c’è Fulvio Cauteruccio, attore viscerale e intenso. Quest’ultimo tornerà sul palco di Scandicci ad aprile con il suo spettacolo fortunatissimo Roccu u Stortu, emozionante affresco del periodo della prima guerra mondiale. In cartellone anche i Sacchi di Sabbia con due opere di Giovanni Guerrieri: la prima, Gli Ultracorpi, narra di un’invasione aliena durante la quale gli uomini vengono sostituiti da sosia perfetti, l’altra è Abramo ed Isac, rilettura del testo di Feo Belcari (autore fiorentino del Quattrocento) sulla enigmatica comunicazione tra Abramo e Dio. Entrambi gli spettacoli sono in continuo bilico tra il tragico e il comico. Sul ridere si sofferma il gruppo Teatro Sotterraneo con Homo Ridens, creazione collettiva che mette il pubblico sotto esperimento per ragionare sul riso e i suoi meccanismi, a cui segue Dizionario minimo del riso che ripercorre i secoli alla ricerca di esempi di «cose che hanno fatto ridere».

Molto articolato il progetto di danza internazionale del croato Matija Ferlin dal titolo Sad Sam (in croato “adesso io sono”, ma che in inglese significherebbe “il triste Sam”): questa prima parte Sad Sam/almost6 presenta un lavoro sull’infanzia e sulla sua fine. Altri ospiti del Teatro Studio sono: la giovane compagnia La Società dello spettacolo con Carne (da Il visibile e l’invisibile di Merleau-Ponty), incontro tra filosofia, poesia e arte; i Gogmagog diretti dal brasiliano Virginio Liberti in Non è quel che sembra, analisi sul gesto di uccidere e sulle sue motivazioni intrinseche; Marco Solari e Alessandra Vanzi (ex Gaia Scienza) presentano due assoli in successione, Quinte Armate e Valle Giulia; la formazione Club Teatro-Rem & Cap con Colpo su Colpo coinvolge il pubblico bendato in una narrazione che collega la tragedia del mito con la nostra epoca attraverso parole, suoni, rumori, stimoli olfattivi. A completare il programma la rassegna teatrale per ragazzi “La nuova grammatica della fantasia”, il ciclo di lezioni sceniche di arte moderna e contemporanea a cura di Giancarlo Cauteruccio e Sergio Risaliti e tanti altri incontri e laboratori.

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