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Tempesta Maggio, nessuna bonaccia in arrivo Cronaca

''Mi rendo conto che ci sono gravi deficienze dallo staff dirigenziale, e poi altre, giù giù, fino all'ultimo degli uscieri. E' certo che lo staff ha responsabilità diverse da un usciere: di questo sono ben consapevole ed al riguardo potrete già sapere qualcosa lunedì alla riunione''.
Insomma, tutti colpevoli, nessun si salva: è questo, secondo quanto emerso stamattina, il quadro che Francesco Bianchi, commissario del Maggio, ha riassunto rispondendo agli esponenti dei sindacati nel corso dell'audizione della commissione congiunta del consiglio comunale di Firenze. All'audizione hano partecipato oltre ai consiglieri e all'assessore fiorentino alla cultura Sergio Givone, anche rappresentati dei sindacati, con esponenti di Cgil, Cisl, Uil e Fials (orchestrali). I rappresentanti dei sindacati gli avevano chiesto di spazzare via la dirigenza, principale imputata insieme alle precedenti gestioni, secondo il loro punto di vista, della disastrosa situazione del Maggio. Bianchi ha anche aggiunto, nel corso del suo intervento, che ''presto sarà nominato il nuovo direttore artistico'', da svariati mesi vacante.

Nel corso dei lavori, il commissario Bianchi non ha perso occasione per attaccare anche le sigle sindacali e senza mezzi termini:  ''La situazione è così grave ed il teatro del Maggio è così disorganizzato anche perché voi ve ne sareste dovuti occupare ed invece non l'avete mai fatto''. Inoltre, riferendosi alla precedente conferenza stampa sulla situazione di crisi del Maggio, tenuta a marzo, ha tenuto a precisare:''Avevo parlato di liquidazione dell'ente, riferendomi ovviamente a quella coatta: cercheremo di evitarla a tutti i costi, ma se vi dicessi che non è una possibilità, vi nasconderei la realtà ed io non ho alcun interesse a nascondervela''. Ma il 30 aprile, a suo tempo indicato come data ultima per bloccare, con l'accordo su  una piattaforma condivisa di ristrutturazione con i sindacati, la chiusura del teatro, il commissario ha spiegato di ''voler dire che i tempi a disposizione per mettere sul binario giusto la fondazione sono molto brevi: non ci sono spazi per fare melina e non affrontare una discussione serrata subito''.

Ma cosa sarebbe necessario fare per salvare il teatro? "Bisogna comprendere che
salvare il teatro significa anche operare in modo da non farlo declassare'' dice Bianchi. Vale a dire? ''Se noi lo salvassimo con un declassamento non avremmo salvato un bel nulla. Ma io penso che si possa mettere strutturalmente i conti in ordine e quindi – ha spiegato – fare una programmazione efficace, mettendo in condizione questa macchina di produrre flusso di cassa, convincere così creditori e banche che siamo su un binario virtuoso e dunque torniamo a essere efficienti''.

Situazione finanziaria. Dal punto di vista dei contributi statali spiega il commissario, ''è improbabile che con un nuovo governo possano aumentare; più probabile, vista la situazione generale, che diminuiscano''. Sui conti, il punto si fa dolente: situazione debitoria spaventosa, con ''35 milioni di euro'' di buco risultanti al dicembre 2012. E poi la conferma più dolorosa e contestata: Bianchi ha ribadito la necessità di ricavare ''4 milioni di tagli dal costo del personale'' ed ha aggiunto, quanto alle riduzioni del cartellone, effettuate per un importo pari a circa 2 milioni, che ''se avessi avuto più tempo a disposizione, sotto questo profilo avrei tagliato ancora di più''. Riguardo ai numeri il commissario ha detto che, sul totale dei 35 milioni, ''i debiti con le banche ammontano a circa 13,8 milioni, 4,3 per i fornitori, 3 sono quelli delle pendenze tributarie, 5,8 per debiti previdenziali, 2,3 verso artisti e altri debiti assortiti per oltre 6 milioni''. Senza dimenticare le cause di lavoro in corso, che sono 56.
E, informa Bianchi, "ho convocato i sindacati alle nove di lunedì in una riunione ristretta, solo i vertici: in questa sede annuncerò i tagli che ho in mente. La situazione è drammatica. I lavoratori del teatro saranno i primi a sapere quali saranno le misure. E' una questione di rispetto''.

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