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Tempo di funghi: tutte le regole per una corretta raccolta Ambiente

L’assessore regionale all’Agricoltura, Gianni Salvadori, ha ricordato ai cercatori di funghi di non sottovalutare i rischi del bosco, che spesso richiede anche una adeguata preparazione fisica. Ma, a dire il vero, sono molte le norme che il perfetto cercatore di funghi dovrebbe seguire. Sulla base della legge regionale n. 16 del 22 marzo 1999, denominata Raccolta e commercio dei funghi epigei spontanei, coloro che intendono mettere nel cesto le prelibate cappelle devono aver versato sul conto corrente postale n. 6750 946 intestato alla Regione Toscana l’importo previsto, dal 1 gennaio 2011, per l’autorizzazione alla raccolta. Per i residenti in Toscana la quota da pagare ammonta a 13 euro (autorizzazione semestrale) o 25 euro (autorizzazione annuale), mentre per i non residenti nella regione sono previste autorizzazioni giornaliere (15 euro), settimanali (40 euro) o annuali (100 euro). Sono previste, però, anche agevolazioni per i residenti dei comuni montani e di Castiglione di Garfagnana e Palazzuolo sul Senio, che hanno attivato con la Regione delle speciali convenzioni. Non è prevista, ovviamente, alcuna autorizzazione per chi effettua la ricerca in un bosco di sua proprietà, o nell’area geografica del comune di residenza. La normativa regionale, poi, fissa in 3kg il quantitativo massimo di funghi che si possono raccogliere in una giornata (salvo casi, eccezionalmente fortunati, di singoli esemplari di peso superiore), mentre per i residenti dei comuni montani il limite viene elevato a 10kg. I funghi non potranno essere raccolti se con cappella di diametro inferiore ai 4cm per i porcini ed ai 2cm per i dormienti ed i prugnoli. Sono, infine, vietate le buste di plastica per il trasporto dei funghi raccolti. 

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