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Temporale di pioggia e di fuochi per lo Scoppio del Carro a Firenze Cronaca

Nonostante i due cortei storici dello Scoppio del Carro fossero partiti con un tiepido sole, alla fine la pioggia ha avuto il sopravvento. Un violento temporale si è scatenato poco dopo l’ingresso del Cardinale in Battistero e dopo pochi minuti il sorteggio del Calcio Storico, prima partita il 16 giugno tra Bianchi e Verdi e seconda tra Rossi e Azzurri il 17, con finale il 24. Temporale che non ha impedito a migliaia di turisti e fiorentini di radunarsi in piazza del Duomo per il tradizionale scoppio del carro.

Erano 12 anni che la cerimonia non avveniva sotto la pioggia, ma la Colombina, e l’apparato pirotecnico, hanno fatto il loro dovere fino alla fine. Il Cardinale Giuseppe Betori ha poi sfidato la pioggia compiendo tutto il giro della piazza, senza ombrello, per benedire, con la nuova acqua lustrale della Veglia Pasquale, tutti i fedeli che gremivano le transenne da ambo i lati, e il Brindellone.

In piazza, con il Cardinale Giuseppe Betori e il Vescovo Ausiliare Claudio Maniago, che poi hanno celebrato in cattedrale la Messa pasquale, il Sindaco Matteo Renzi, il presidente del Consiglio Comunale Eugenio Giani, il vice sindaco Dario Nardella, gli assessori Massimo Mattei e Stefania Saccardi, e tanti consiglieri, a partire da Michele Pierguidi, presidente del Calcio Storico.

La fitta pioggia, che ha fatto sparire in pochissimi secondi tutti i 250 figuranti del Corteo della Repubblica, che si sono rifugiati all’interno della Cattedrale, ha poi messo a dura prova la resistenza del pubblico presente, che ad un certo punto, impressionando anche i responsabili della Questura, che non riuscivano a capire perché la folla rumoreggiasse, si sono messi a urlare, fischiare e protestare come meglio potevano, contro il Sindaco Renzi, affinché facesse incominciare lo spettacolo pirotecnico, alla fine durato circa 10 minuti.

Durante l’Omelia il Cardinale Betori ha messo in rilievo come “La risurrezione di Cristo è il centro della fede e il fondamento della speranza cristiana. Se la morte è stata vinta, questo significa che non ci può essere male nella vita degli uomini che possa prendere definitivamente il predominio su di noi.   Come risuona consolante questa parola in questo tempo di ansia e di oscurità che stiamo vivendo. Lo percepiamo evidente sul piano delle vicende economiche, ma siamo anche consapevoli che il disagio ha radici ben più profonde. È una società e un mondo tutto che si sta sfaldando nei suoi fondamenti. Troppe angosce ci assalgono: le minacce alla vita umana ancor prima del suo sorgere e nei suoi momenti più deboli; le numerose violazioni dei diritti umani, non ultime le persecuzioni contro i credenti; i focolai di guerra mai del tutto domati in varie parti del mondo; le ancora numerose popolazioni schiave della fame e della sete; un ambiente sconvolto dall’uomo che lo sfrutta senza rispettarlo; l’impudente uso delle ricchezze e l’irresponsabile gestione delle finanze; lo scollamento dei legami sociali, con il venir meno dell’attenzione verso il prossimo, in particolare i più deboli e i più poveri; la crisi del lavoro che tormenta soprattutto i giovani; la fragilità della famiglia e gli attacchi ideologici alla sua identità; gli interrogativi posti dalle manipolazioni sull’uomo e sul mondo che le nuove tecnologie sembrano permettere. Potremmo continuare ancora per molto e ispessire ulteriormente la coltre di nubi che grava la mente e il cuore degli uomini e delle donne del nostro tempo. La risposta che gli uomini hanno tentato di darsi in una prospettiva senza Dio ha preso il nome di progresso – ha precisato Betori – ma esso è stato troppo spesso portatore di involuzioni e contraddizioni, nuove schiavitù e nuove sperequazioni per poter affidare ad esso e al suo mito le nostre vite.  L’annuncio della Pasqua – ha concluso l’Arcivescovo – appare come una pretesa irragionevole per menti puramente umane – la pretesa che la morte possa essere vinta! – ma è anche al tempo stesso l’unica parola che può colmare l’attesa profonda del nostro cuore, essendo tutte le altre risposte – quelle che non riescono a liberarci dalla morte – destinate alla fine alla delusione che accompagna ciò che non ci basta. A tutti oggi la Chiesa, sul fondamento della testimonianza degli apostoli, rinnova l’invito a dare compimento alle attese del cuore facendole illuminare dal dono di una rivelazione che la fede squarcia di fronte ai nostri occhi”.

Da registrare anche il suggestivo corteo notturno del Sabato Santo, che, per volontà del Cardinale Betori, ha ripristinato l’usanza dell’accensione del Sacro Fuoco della Veglia Pasquale al Sabato Santo con le scaglie del Santo Sepolcro, che da sempre si usano per lo Scoppio del Carro. Molti i turisti, ma soprattutto i fedeli, che hanno gremito il sagrato della Cattedrale per assistere ai primi riti della veglia, con il fuoco che, alimentato dal forte vento, e da due bottiglie di alcol, hanno reso ancora più suggestivo il vortice delle lingue di fuoco, che hanno rischiato di mandare a fuoco lo stesso porporato e molti seminaristi, sacerdoti del Capitolo, e le autorità presenti in prima fila.

Alla fine della lunga mattinata pasquale il Sindaco ha espresso in ogni modo la sua felicità ai giornalisti per la diretta televisiva di Italia 7 che anche tramite il loro canale sulla piattaforma Sky ha permesso, grazie al satellite, di far vedere in tutta Italia questo suggestivo rito religioso e non folkloristico, come ha voluto sottolineare con forma quest’anno il Cardinale.

Foto di Franco Mariani

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