energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Tennis A1 femminile: Prato passeggia (4-0) contro il Nomentano Sport

Prato –  Il quinto turno casalingo del T. C. Prato nel Campionato nazionale ​femminile ​di Serie A 1 di tennis è cominciato con un pesce…di novembre ritardato di un giorno. Alle dieci stamattina non c’era al Circolo anima viva, tanto da far temere un errore clamoroso nel calendario: campi vuoti e nessuna giocatrice in riscaldamento. Poi in segreteria l’informazione che l’incontro era stato rinviato alle​ undici e trenta su richiesta del Nomentano. E’ successo che il dottor Cottarelli ha comunicato al Circolo romano una estensione della spending review e la necessità di tagli alle trasferte della squadra, che è giunta infatti a Prato in treno stamattina stessa, rinunciando al pernottamento, evidentemente prendendo anche un Intercity dato che a Prato gli alta velocità non fermano. Ma non si deve addebitare alla eventuale levataccia la sconfitta per cappotto del Nomentano, perché Prato era sulla carta largamente favorita a organici completi, e figuriamoci ridotti. La gara era da vincere in vista del match clou di domenica prossima a Cagliari che deciderà il primato del girone. E così è stato e trionfalmente, perché Nomentano non ha portato a casa né punti in palio né set, e tutti gli incontri sono stati vinti dalle pratesi piuttosto nettamente.

Dunque il rinvio non è stato dovuto, come qualcuno ha insinuato, alla necessità di far arrivare un po’ di tepore quando invece alle dieci c’erano a mala pena otto gradi. Prato ha schierato solo tre giocatrici dovendo rinunciare alle indisponibili Trevisan e Dentoni; ha anche lasciato a casa Peoni eroina di due  ​domeniche fa, e ha fatto scaldare ma poi non giocare la baby Lisa Piccinetti. Nomentano ha portato essa pure tre giocatrici che però sono le migliori di cui dispone, per quanto l’organico sia folto di giovani promesse.

Nel primo dei due primi match contemporanei la locale Lukrezia Stefanini era opposta alla nomentanese Katy Agnelli. Prima dell’incontro nessuno fra lo scarso pubblico sapeva nulla di questa giocatrice dal cognome augusto (ovviamente nessuna parentela, o così credo), che per la qualità e la fattura del suo tennis sembrava di un’altra epoca: sin dai primi game gioco esclusivamente di rimessa, palle raccolte un millimetro prima del secondo rimbalzo, rovescio bimane a cucchiaio, ritmo volutamente rallentato, saggi pallonetti quando in difficoltà nell’angolo, servizio appoggiato, zero vincenti ma anche zero e dico zero gratuiti.  Qualcuno commentava vedendo ​dei ​lineamenti non più giovanili., che la giocatrice, dai vaghi colori olivastri sudamericani,  potesse avere un trentacinque anni portati del resto benissimo.

Una controllatina su Internet rivelava che, oibò, la signora Agnelli è del 1968 di nascita e ha dunque 46 anni suonati! Da questo momento si sono sprecate le battute che la Agnelli sembrava la mamma della Stefanini solo sedicenne. Quanto all’incontro si prevedeva  ​che ​ non vi fosse partita tra le due anche perché la Stefanini vale ormai un buon ranking WTA sul 1000 e anche oltre; sennonché c’era il pericolo che la Stefanini si disorientasse e anche magari si disunisse  nella ricerca sistematica del vincente.

E infatti pur imponendo la sua supremazia la giovane pratese ha condito la sua prestazione anche di ​occasionali ​erroracci e di fuori giri. Alla fine doppio 6/2 con una nota calorosa di merito per la Agnelli  che dimostra  a tutti cosa sia e possa essere  – e dove possa arrivare – la passione per il tennis. Sul centrale intanto Kucova per Prato contro Giorgia Marchetti per Nomentano. La bionda sergentessa slovacca cercava di far ballare la romana e il match  ​sprizzava faville. Ma dopo vari e duri scambi il punto lo intascava quasi sempre la pratese. La quale lasciati solo due giochi per strada nel primo set, nel secondo set non ne ​concedeva all’avversaria nemmeno uno.

Veder perdere così malamente Giorgia Marchetti  ​(6/2 6/0) ​fa comunque dispiacere. Da quindicenne (la Marchetti ha ora 19 anni) la biondissima, occhiglauca giocatrice, che ha anche la classica statura alta che a molte nostre manca,  aveva fatto gridare alla campionessa annunciata, e in effetti  ​Giorgia ​ sa fare molte e magiche cose con la racchetta, a cominciare da un servizio di specie oracolare, con lentissima preparazione rituale del lancio e una sosta estatica a guardare la palla alta che ricade prima dell’impatto. Purtroppo Giorgia non è mai esplosa e finita la carriera junior per ora staziona ​e vivacchia ​nel WTA. Forse ha poca pazienza in campo e poc​a​ voglia di soffrire; è anche delusa perché le cose non sono andate per il verso giusto, e con frase fatta ha perso fiducia.

Le numero uno contro nel terzo match erano Camerin (come ovvio) e Carolina Pillot per il Nomentano. Anche qui dieci anni di anagrafe di differenza e un ottocento posti avanti nel WTA a favore di Camerin, quindi sulla carta incontro facile e fuori discussione. La simpaticissima romana ha invece complicato la vita alla più quotata avversaria, apparsa nelle prime fasi sotto tono e nervosa e fallosa, andando a condurre 4-2 nel primo, e soprattut​to  facendo lei la partita e comandando il gioco. Fuoco di paglia, perché la Camerin è tornata in carreggiata e ha messo in fila quattro giochi aggiudicandosi il set per 6/4; 6/2 il secondo, senza storia, contro una Pillot che aveva dato ormai tutto e in vistoso calo fisico. ​    ​

Il doppio, giocato quando ormai scendeva il crepuscolo sul centrale, sembrava giocato svogliatamente e per formalità dalle due coppie (Stefanini-Camerin e Pillot-Marchetti). Pillot si stropicciava ripetutamente la coscia destra come avvertendo un incipiente stiramento, e Marchetti era fuo​ri partita sbagliando anche l’elementare ferma sulle gambe. Il tempo di vedere due deliziosi pallonetti liftati della Pillot sulla Stefanini, ma anche una serie di erroracci della Marchetti, che la coppia del Nomentano diceva basta e il doppio si concludeva sul 4-2 Prato per ritiro delle avversarie.

Foto: Lucrezia Stefanini

Print Friendly, PDF & Email

Translate »