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Tenta il suicidio durante il Consiglio Comunale Cronaca

«Non mi toccate altrimenti mi butto giù, lo giuro, oggi la faccio finita». In Consiglio Comunale irrompe il grido di disperazione di un ex lavoratore interinale della Sas servizi alle strade, azienda partecipata al 100% dal Comune di Firenze. L'uomo  vive da 16 mesi il calvario della disoccupazione. Verso le 16.30 di oggi, mentre nella Sala dei Duecento è in corso la consueta assemblea del lunedì del consiglio comunale, l'uomo, fino a quel momento seduto in mezzo al pubblico insieme a un ex collega , nello spazio transennato riservato ai cittadini, all’improvviso si alza, comincia gridare. Velocissimo si arrampica e raggiunge il davanzale di uno dei grossi finestroni che si affacciano su Piazza della Signoria.

E’ un attimo. L'uomo è in piedi, davanti alla finestra aperta, e minaccia di lanciarsi nel vuoto. «Sono 16 mesi che ci prendono per il culo – urla disperato mentre 5 poliziotti municipali tentano di bloccarlo, mentre alcuni consiglieri, Eros Cruccolini in prima linea, si avvicinano per convincerlo a calmarsi – Domani mattina mi tolgono la casa, sono sotto di 6 mila euro, non mi dite di calmarmi, chi ci torna stasera dalla  mi moglie? ». L'amico  intanto riprende tutto. «Questo andrà in televisione – grida – A questo punto l’unica è farci sentire dalla stampa». Storie fin troppo comuni (purtroppo) di disperazione. Disperazione che può condurre a programmare gesti estremi, eclatanti, pur di farsi sentire. I due perdono il lavoro nel dicembre 2010 per scadenza dei termini contrattuali, vincono il ricorso in primo grado. Il giudice dispone il reintegro, ma l’azienda, cioè il Comune, che di quell’azienda è proprietario,  decide di presentare un contro ricorso («e qui sta l’anomalia», confessa sottovoce il capogruppo del Pd Francesco Bonifazi). Sas perde il ricorso, ma stavolta non c’è obbligo di reintegro, bisogna attendere il terzo ed ultimo grado di giudizio.

Il loro caso è stato discusso in giunta e due settimane fa il Consiglio «ha perfino approvato un atto di indirizzo per impegnare il Sindaco farsi promotore di una riassunzione da parte dell’azienda», come spiega il consigliere Torselli del Pdl. Ma la situazione è per ora rimasta immutata. «Guardate che ogni lunedì sarò qui e ve lo rifò» minaccia  l'uomo, prima di essere allontanato dalla Sala e portato in una stanza a discutere con il consigliere Cruccolini e l’assessore Mattei.

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