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Terme di Montecatini, Carrara (FI): “Un piano serio per il Parco termale” Politica

Montecatini – Quando si nomina Montecatini terme, inevitabilmente la mente corre alla sorgente termale, alle cure, al relax ed alla salute. Perché a questo servono le terme, ormai certificate anche dal sistema sanitario come parte importante per la buona salute. Montecatini ha vissuto, di fatto, lo splendore del termalismo, in un periodo florido, nel quale esistevano le convenzioni con il SSN e gli alberghi della città erano sempre pieni di gruppi provenienti da ogni parte d’Italia, e dall’estero, proprio per fare le cosiddette “ cure” annuali.

Poi, inevitabile con la crisi economica e la retromarcia sulle convenzioni, il calo di presenze e la dura prova di resistenza di tutte le categorie che ruotano attorno all’acqua termale. Non è da oggi che si parla di crisi del termalismo, non solo a Montecatini, ma anche in altre parti d’Italia, ma qui di diverso abbiamo la mancanza di un “Centro” delle acque, una piscina pubblica che possa offrire ristoro a corpo e mente, in ogni giorno dell’anno, ed è proprio su questo che si è basata la conferenza stampa indetta dal candidato di Forza Italia alla Camera, Maurizio Carrara, e dal coordinamento provinciale e comunale.

Che le Terme di Montecatini patiscano ormai da tempo di un deficit d diversi milioni di euro, è cosa ben risaputa, i bilanci parlano chiaro. Che, alla fine, nonostante i vari proclami e le promesse dell’Amministrazione, per la seconda volta guidata dal Sindaco Bellandi, abbia prima assicurato la volontà di andare a braccetto con le intenzioni della Regione Toscana, ma che di recente abbia distaccato con passi laterali l’assessore Fratoni, uscendo sulla stampa con l’idea di una “mozione” per privatizzare, e quindi vendere le proprie quote, offre a tutti un segnale ben chiaro: c’è un cambio di visione, e ci sta pure, ma ciò denota anche contraddizione, distacco e retromarcia su quanto da sempre asserito. Eppure stanno entrambi dalla spessa parte politica.

Come è possibile? E quindi, da giorni si parla di fare un bando pubblico, diretto ad investitori privati che, partecipando, possono portare linfa vitale per il rilancio termale e della città. “ La soluzione è condivisibile, ma la domanda è chiara: che criteri si intendono adottare per attrarre investimenti?” Così Carrara interviene, dopo i saluti e le brevi riflessioni del coordinatore Boni e della Coordinatrice Rastelli, e punta il dito proprio sui limiti che un bando potrebbe avere, contenendo poca attrattività, limiti e steccati, e quindi nuovamente fallimentare come azione. “ Io sono a disposizione come imprenditore, con l’esperienza che ho maturato nella mia vita lavorativa, per un progetto che sia serio e davvero attrattivo, senza troppi lacci e lacciuoli, unica uscita, unica soluzione per poter ridare vera vita a questa città, ai cittadini ed agli imprenditori”

Il capitale sociale era originariamente suddiviso in parti uguali tra Regione Toscana e Comune di Montecatini Terme– afferma il responsabile regionale di FI per il termalismo-  ma nel corso degli anni sono stati effettuati dai soci aumenti di capitale finalizzati ad investimenti nella società, in misura non proporzionale così che gli assetti societari sono mutati con l’attribuzione attuale alla Regione del 67% ed al Comune del 33 % del capitale sociale.” Quindi, non sono quote uguali, il Comune è in minoranza, ad oggi detiene solo il 33% del Capitale sociale. Chi è che vende le quote? Il Comune, la Regione, o entrambi? Perché la musica cambia.

“Per avere davvero attrattività – dice lo stesso Pacini – intanto occorre che anche la Regione si metta nell’idea di cedere le quote. successivamente, con un bando appropriato, occorre cercare investitori per creare un vero e proprio “Parco termale”, con accesso gratuito ai cittadini residenti ed agli ospiti degli hotel, ed a pagamento per tutti gli altri. Ovvio che, attraverso il progetto ideato, privilegiando decoro ed abbellimento, oltre che la realizzazione di aree ludiche dedicate al relax quali ad esempio la lettura, la somministrazione-ristorazione, tutto l’indotto beneficerebbe di una maggiore viralità economica, oltre a prevedere il recupero degli immobili termali presenti al mercatino( aerea Grocco ) per incastonarvi adeguate strutture di vendita di vicinato tipiche della nostra tradizione storico culturale salvo altre opere necessarie allo scopo. Tutto ciò migliorerà, di fatto, la condizione socio economica, oggi disastrata per molti.”

Maurizio Carrara non la manda a dire, è molto chiaro nella posizioni che intende assumerne nei confronti della questione “ rilancio termale”, la vera ed unica risorsa della città di Montecatini terme, ed è quella di mettersi in primis a disposizione, personalmente come interlocutore nel mondo della imprenditoria, anche estera, di cui fa parte, “ ma con un piano di rilancio serio, che possa davvero creare interesse e che rimetta in moto un economia morta! La Toscana rappresenta di per sé una grande appetibilità per gli investimenti, ed anche le Terme sono un patrimonio che dall’estero chiunque ammira. Mi piacerebbe essere sicuro e tranquillo del bando che uscirà, ma non lo sono affatto, vista la incapacità e la miopia di chi amministra, e quindi mi auguro di poter essere colui che farà la differenza. Perché solo chi naviga nel mare dell’economia imprenditoriale può capire come muoversi al meglio, e cosa davvero è importante fare. E sopratutto tengo a dire due cose, a tutti quanti, mettendoci la faccia. La prima è questa:  nè il progetto che ho in mente, nè altre idee che valuterò se necessario, si baseranno sull’inserimento di nuove tasse aggiuntive o su penalizzazioni per chi vive la città, in ogni ambito. La seconda è quella che riguarda l’eventuale spezzettamento delle terme. Io credo solo nella unitarietà del comparto termale, sotto una unica linea, e non su ciò che potrebbe venir definito, con altre e più teste, perché sarebbe un grave errore.”

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