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Terme, vince il modello “turismo della salute” Turismo

Continua alle Terme toscane anche nel 2010 il trend di riduzione del numero degli arrivi di coloro che cercano la cura a fronte di un aumento dei clienti del benessere termale: i primi, rispetto all’anno precedente, calano dell’1,4 %, mentre per il benessere aumentano del 2,8 % con il risultato che in Toscana il fatturato per il totale delle prestazioni di benessere termale ammonta a circa 34,5 milioni di euro. L’occasione per fare il punto sul sistema termale toscano è stato il convegno “Terme & turismo: come cambia una grande tradizione”, svoltosi ieri mattina (giovedì 10 novembre) presso il Centro Congressi Excelsior, nel corso del quale sono stati presentati i dati del “Rapporto termale 2010” elaborato dalla Mercury di Emilio Becheri per conto di Unioncamere Toscana. Tutto di fronte all’assessore regionale Cristina Scaletti. Se molti interventi sono stati focalizzati sulla direttiva europea che liberalizzerà la possibilità dei cittadini Ue di curarsi alle Terme nei paesi esteri e che sarà in vigore dal 2013, l’intervento di Costanzo Jannotti Pecci,  presidente nazionale di Federterme,  ha contestato l’impostazione che conduce solo verso il benessere. “Si va alle Terme per curarsi” ha affermato, aggiungendo che in una fase di riconversione è necessario investire e servono certezze, concludendo con l’appello rivolto ai politici “Fate presto” mutuato dal titolo di prima pagina del “Sole 24 Ore,  “Altrimenti interi territori proseguirebbero verso un declino senza ritorno” ha concluso.  D’accordo con Jannotti Pecci, il presidente di Terme di Chianciano, Sirio Bussolotti che si è chiesto “Come si sarebbero potuti riempire i 14 mila posti letto di Chianciano, solo con la clientela del benessere?” Bussolotti ha valutato interessante il modello del termalismo tedesco denominato “turismo della salute”, onnicomprensivo rispetto  a cura, prevenzione e benessere. Se dallo studio Becheri risulta che le prestazioni benessere ammontano a 285 mila unità in tutte le Terme toscane, Bussolotti ha rimarcato che il Salone sensoriale, l’esclusiva spa di Terme di Chianciano, nel bilancio assume una primaria importanza, ma anche in questo caso i segni evidenti della crisi economica e finanziaria nazionale sono rappresentati da una flessione delle prestazioni del Centro benessere.  Bussolotti ha dichiarato “Non parlo di ricostruzione, né di rilancio, ma dico che dobbiamo lavorare ad un nuovo sviluppo”. Insomma, a suo avviso e con ampia condivisione,  “le Terme hanno ancora un avvenire”.

Altri dati importanti risultano dagli studi di Mercury che riguardano anche la Germania, la Slovenia e la Repubblica Ceca (con tendenza al recupero trainato anche in quei del benessere), risulta che il cliente delle Terme è principalmente donna e che la percentuale straniera di clienti resta sempre molto ridotta. Mentre per Confesercenti Anna Duchini ha sottolineato che per diventare una città del biosalutismo si potrebbe partire dall’apertura dei parchi termali e dalla valorizzazione di sorgenti termali oggi “accecate” Gianni Gurnari, presidente della Commissione tecnica del FEMTEC ha focalizzato la riflessione sull’interesse degli osservatori cinesi alle Terme italiane, più ricche di storia e pratica medica. Infatti, in Cina in pochi anni le Terme sono passate da 20 a 3500 e ogni anno ne nascono 30  in ogni provincia. Ma i cinesi, come nel caso delle delegazioni che hanno visitato le Terme di Chianciano nei giorni scorsi, intendono capire di più sulla storia e la cultura delle Terme italiane che affondano le loro radici a Roma e in Etruria. E anche l’assessore Scaletti nelle sue conclusioni ha affermato che nell’ambito del progetto Necstour si prospetta la possibilità di attrarre l’interesse di investitori cinesi, ribadendo che non esiste dicotomia fra benessere e prestazioni sanitarie bensì coesistenza e sinergia (com)

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