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“Terra Nostra”, venerdì convegno a Lucca sul dissesto idrogeologico Ambiente

Si chiuderà a Lucca, venerdì prossimo, la grande campagna nazionale promossa da Sel "Terra Nostra". Campagna la cui prima fase si aprì il 23 novembre 2011 a Roma, con Nichi Vendola, e vedrà nel convegno lucchese la sua chiusura. Di cosa si parlerà? Di territorio fragile, di azioni dissennate dell'uomo, del fatto che matrigna non è la terra, ma l'uomo che non la rispetta. Il titolo del convegno ""Riassetto idrogeologico, adattamento, messa in sicurezza: L'opera pubblica più urgente per l'Italia"già la dice lunga sulla filosofia da cui è scaturita l'intera campagna.

Di fatto, siamo di fronte a un allarme gravissimo, e, quel che è peggio, sottovalutato. E' questo il messaggio che non si stanca di sottolineare il professor Mario Dini, uno dei "tecnici" relatori all'ormai prossimo convegno, che ricorda: "Non si tratta solo di un problema di inondazioni, è necessario tenere ben presente che l'80% circa del territorio italiano è composto da terreni in declivio. Il dissesto inizia a monte, ed è lì che bisogna intervenire prioritariamente".

"E' un intero sistema di presidio che è saltato – spiega Mario Lupi,  responsabile ambiente di Sinistra Ecologia e Libertà – bisogna ripristinare quel rapporto col territorio proprio di un certo tipo di agricoltura o comunque imprescindibile dall'agricoltura, creare (o ricreare) percorsi nel territorio per cui chi le segue diventerà anche custode di quel pezzetto, o di quel fiume, o di quel rivo  o dell'albero o del bosco. In questo senso tende a inserirsi la nostra iniziativa "Adottiamo un fiume"". Quanto il presidio sul territorio sia importante, lo si evince da un semplice esempio che riporta sempre Lupi. "Pensiamo alla robinia pseudo-acacia – spiega (si tratta di quell'essenza arborea spinosa, dai lunghi grappoli di fiori profumati comunissima in tutto il territorio toscano e appenninico)- venne utilizzata, dopo l'importazione dall'America, per "tenere" il terreno. Sparito il presidio dell'uomo, senza che nessuno la contenesse, è diventata infestante". E "ruba" terreno e spazio ad altre specie autoctone.

"Lo scopo dell'incontro di studio e confronto – conclude Giuseppe Brogi, coordinamento regionale Sel Toscana –  dopo i lutti, i danni, il martirio del territorio e delle popolazioni, è chiedersi in che modo ripristinare gli equilibri di territori fragili ed esposti a siccità e inondazioni, conseguenze di politiche ambientali dissennate. Qual'è l'opera pubblica più importante, fondamentale e necessaria di quella di tutelare l'ambiente e chi ci vive?"
Alla presentazione dell'evento, che si è tenuta lunedì nella sede del Consiglio regionale, erano presenti anche il consigliere regionale Mauro Romanelli e il coordinatore regionale del Sel Toscana
Maurizio De Santis (il Sel Toscana ha due coordinatori regionali, Brogi e appunto De Santis).


 

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