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Ente “Terre regionali toscane”…………. Ambiente

Legambiente Toscana si è dichiarata soddisfatta per la decisione della Regione che nel Consiglio di lunedì 17 dicembre ha approvato la legge di istituzione di “Terre Regionali Toscane” senza sottrarre la gestione della Tenuta di San Rossore all’Ente Parco Regionale San Rossore Migliarino Massaciuccoli. La Commissione Agricoltura aveva modificato l’originario testo di legge recependo le indicazioni maturate nei Consigli comunali aperti di Vecchiano e Pisa del 3 e 6 dicembre, a conclusione di una discussione pubblica che nelle scorse settimane ha coinvolto associazioni ambientaliste e animaliste, personalità del mondo politico e della cultura. Legambiente chiede "che l'approccio seguito nei confronti dei territori del Parco regionale sia seguito anche nei confronti dei numerosi demani regionali ed enti locali che aderiranno a Terre Regionali Toscane, e che ospitano nodi della Rete Natura 2000 (SIC e ZPS), Parchi Nazionali, Riserve Naturali statali e regionali e altre aree protette, e per i quali le attività di conservazione attiva della natura, analogamente a San Rossore e alla Maremma, costituiscono già un elemento importante di green economy e di un’immagine internazionale della Toscana che non possiamo certo permetterci di deturpare".

Le dichiarazioni
"Auspichiamo vivamente – continua Fausto Ferruzza, presidente di Legambiente Toscana – che l’approccio equilibrato realizzato per San Rossore, che recupera e rilancia verso obiettivi nuovi il rapporto fra la Regione, gli Enti da essa controllati, le amministrazioni locali e la società civile, sia recuperato anche negli altri territori in cui si troverà ad agire "Terre Regionali Toscane", a partire dall’Azienda Agricola di Alberese, dove è prioritario salvaguardare i rapporti, le relazioni e le sinergie con il Parco della Maremma".
"La ragionevolezza ha prevalso, confermando il ruolo del Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli come ente a tutela del territorio, ma evidenziando anche la necessità di riordino verso nuove sfide improntate alla tutela della natura e allo sviluppo di una economia verde. – dichiarano Matteo Tollini e Carlo Galletti, della nostra Commissione Regionale Parchi e Biodiversità – Il rinvio a forme di accordo che consentano l’utilizzo di alcune parti del territorio del Parco per sviluppare attività compatibili siamo certi che eviterà un approccio economicistico verso i beni comuni presenti nel territorio".

 

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