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Terzo settore: proposta di legge lo integra nelle politiche regionali Cronaca, Società

Firenze – La Giunta regionale ha approvato una proposta di legge regionale sul Terzo settore, “Norme di sostegno e promozione degli enti del Terzo settore toscano”.

La  nuova normativa riguarda il Terzo settore formalizzato (volontariato, promozione sociale e cooperazione sociale), ovvero oltre 6.500 enti, tra volontariato, promozione sociale e cooperazione sociale, che operano nell’ambito delle responsabilità pubbliche di natura sussidiaria, sociale, sanitaria, civile, ambientale ed economica, rappresentando l’essenza stessa della trama e ordito dei caratteri della cittadinanza.

La proposta intende promuovere e sostenere gli Enti del Terzo settore e le altre formazioni sociali, definendo le modalità del loro coinvolgimento attivo nell’esercizio delle funzioni regionali di programmazione, indirizzo e coordinamento e nella realizzazione di specifici progetti di servizio o di intervento finalizzati a soddisfare bisogni della comunità regionale.

In particolare, con questa legge – spiega una nota della Giunta – si vuole rendere sistematica, disciplinandone l’ambito di applicazione e le modalità operative, la collaborazione tra Pubbliche Amministrazioni e Enti del Terzo settore (ETS), prevedendone la regolamentazione, con specifico riferimento agli istituti della co-programmazione e della co-progettazione, già indicati dal Codice del Terzo settore come modalità da assicurare nel rapporto tra Enti pubblici e Terzo settore. L’obiettivo, è quello di sostenere le attività degli ETS, promuovendo lo sviluppo e il consolidamento della rappresentanza di settore e valorizzando il ruolo di questi soggetti come agenti attivi di sviluppo e coesione sociale delle comunità locali.

La legge consta di cinque Titoli: il primo dedicato a finalità e principi; il secondo al raccordo tra Regione ed enti del Terzo settore, tramite la Consulta regonale del Terzo settore; il terzo alle misure di sostegno e promozione del volontariato in ambito regionale, considerata l’importanza del ruolo svolto dal volontariato organizzato e dai volontari singoli nele comunità locali; il quarto disciplina i rapporti tra enti del Terzo settore e pubblica amministrazione, con gli istituti della co-programmazione e della co-progettazione; il quinto definisce, tra l’altro, la tempistica relativa all’istituzione dell’Ufficio regionale del Registro unico nazionale del Terzo settore (previsto dal Codice nazionale del Terzo settore).

“Questa è una buona legge, motivo di soddisfazione – ha detto il presidente Rossi – E’ la prima legge regionale che riconosce al vasto mondo del volontariato il diritto di partecipare alla progettazione e alla programmazione. Le istituzioni soffrono una crisi di rappresentanza, noi preferiamo una democrazia partecipata, vogliamo aprire alla partecipazione, riconoscere l’apporto che il volontariato dà alla società toscana: che non sarebbe la stessa se non avesse quelle migliaia di volontari che anche io incontro sempre in tante occasioni. La Consulta che faremo diventa punto di riferimento per le proposte che il Terzo settore vorrà fare alla giunta, e momento di confronto per gli atti che la giunta vorrà fare”.

La Toscana conta oltre 26.000 soggetti appartenenti al variegato mondo del non profit (di cui il Terzo settore formalizzato fa parte), con 430.000 volontari e oltre 60.000 addetti. Un mondo assolutamente protagonista in attività e iniziative d’interesse generale, che lavora a stretto contatto con l’ente pubblico, apportando competenze, progettualità e innovazione nella cura delle persone e dei contesti nei quali esse vivono.

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