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Tessile, la protesta marcia a Firenze nel giorno di Pitti Breaking news, Cronaca

Firenze – Sono in piazza dell’Unità, a Firenze, e sono tanti. Arrivano da tutte le parti d’Italia, come dichiara rivolto alla piazza Angelo Colombini, segretario generale della Femca Cisl, che dice: “Siamo molte migliaia”. Non si sono fatti fermare da vento e neve, da condizioni oggi proibitive sulle strade. Perché da dieci mesi attendono il rinnovo del contratto e la pazienza sta per toccare il fondo.

L’appuntamento fiorentino di oggi non è una casualità, fanno sapere le tre sigle sindacali di settore, vale a dire Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, ma è una marcia voluta proprio in concomitanza con Pitti Uomo, l’eccellenza della moda, il mondo più legato a un settore, quello del tessile abbigliamento, che si fa forte di 420mila addetti in 47mila imprese. O del calzaturiero, 80mila addetti in 5.800 imprese.

tessile uno

 

Il concentramento stamattina, sotto un cielo grigio che a tratti diventava sferzante di pioggia, era in piazza Cavalleggeri. Da lì, il corteo si è spostato in piazza dell’Unità, dovre si sta tenendo il comizio finale. Presenti i tre segretari generali, Emilio Miceli (Filctem Cgil), Angelo Colombini (Femca Cisl), Paolo Pirani (Uiltec Uil).

 

 

 

tessile treCosì, mentre negli stabilimenti gli operai incrociano le braccia per lo sciopero di otto ore indetto dalle parti sindacali, in questa piazza trapela non solo la rabbia, ma anche l’ansai dei lavoratori. Mesi di trattative che non sono valse a smuovere, come dicono i rappresentanti sindacali, la controparte Smi (Sistema Moda Italia) da una posizione che dai lavoratori è giudicata inaccettabile: il modello salariale secondo cui, spiegano gli esponenti dei sindacati, “eventuali aumenti retributivi verrebbero misurati ex post alla durata triennale del contratto”.

 

Modello giudicato improponibile: “Il modello che ostinatamente Smi-Confindustria ci ripropone non è il nostro modello, non siamo disposti a prendere in prestito modelli salariali da nessuno. La nostra storia contrattuale è una storia importante ed ha una tradizione di relazioni industriali che va rispettata, non tradita”. Situazione simile per il comparto calzaturiero: il Consiglio generale di Assocalzaturifici-Confindustria, si spiega, “ proprio a ridosso dell’incontro con i sindacati ha rilanciato richieste normative – in particolare sulla flessibilità contrattuale e sulle festività di sabato e domenica – che il sindacato ha respinto al mittente, ritenendo che non vi siano più le condizioni per proseguire il confronto”. Ed è innegabile che è tutto il sistema moda italiano ad essere in questo momento in fermento.

 

scioperotessili

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