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Texprint di nuovo in piazza, ignorati 200 giorni di sciopero, solidarietà da GKN Breaking news, Cronaca

Prato – Presidio degli operai della Texprint, che continuano la loro lotta in una città e davanti a istituzioni locali che sembrano ormai assuefatti alla loro presenza. Eppure, dal 18 gennaio gli operai della Texprint di Prato sono in sciopero. Dall’11 febbraio sono in presidio permanente, notte e giorno, davanti ai cancelli della fabbrica. Hanno denunciato condizioni intollerabili di sfruttamento: turni di dodici ore al giorno per sette giorni la settimana, paghe misere, negazione della sicurezza. Oggi, dopo 200 giorni di sciopero, di nuovo in piazza, davanti al Comune.  Con loro, una delegazione degli operai della GKN.

Nessun risultato, per ora, come spiega Sarah Caudiero, Sicobas, dopo una lotta protratta da così tanti mesi. “In 200 giorni, abbiamo subito multe, blitz della polizia, conclusione di indagini. Ancora, dopo sei mesi, non abbiamo visto le istituzioni mettersi dalla arte dei lavoratori, di chi sta denunciando un sistema che tutti conoscono. I lavoratori stanno chiedendo il minimo: lavorare 40 ore alla settimana, avere le ferie pagate, i giorni di malattia. Non basta chiedere ia lavoratori di denunciare, o chiedere più controlli, bisogna anche stare dalla parte di chi queste cose le fa”.

Per la GKN parla Dario Salvetti, del Collettivo di Fabbrica. “Siamo qui per dare solidarietà a un caso molto simile al nostro – dice il delegato della Fiom – ma siamo qua anche per porre una domanda imbarazzante: perché questa differenza di trattamento? Qualcuno risponda a questa domanda. Noi abbiamo ricevuto la solidarietà totale da parte delle istituzioni, da parte delle altre categorie di lavoratori, mentre questo non sta avvenendo con la vertenza Texprint. La Texprint è una vertenza semplicissima: i lavoratori dicono di lavorare 12 ore per 7 giorni. La cosa è semplice: o è vero o non è vero. Se non è vero, siamo evidentemente di fronte al più grande caso di mitomania della storia, in quanto gli operai stanno resistendo da 200 giorni in sciopero. E’ evidente che ciò che dicono è vero, e in un Paese normale, questo caso si chiude in 5 minuti, arriva l’Ispettorato del lavoro e controlla la violazione del contratto nazionale e le leggi sulla sicurezza sul lavoro. Invece questo non avviene – dice Salvetti – a quanto ho capito non c’è stato controllo, l’ispezione non è terminata. Perché succede ciò? I casi sono due: o ci sono ragioni politiche, e questo sarebbe gravissimo, o più banalmente l’Ispettorato del lavoro non ha personale. Se è vera quest’ultima ipotesi, e non c’è personale per chiudere un vicenda semplice come questa, mi chiedo come l’Ispettorato possa intervenire in un distretto enorme come quello di Prato, dove tutti sanno che esistono problematiche enormi di sicurezza e di infiltrazioni malavitose. Quindi, quello che ci stanno dicendo i lavoratori Texprint e i rappresentanti del Sicobas, è che siamo tutti in pericolo. In pratica, siamo privi dell’Ispettorato del Lavoro, se questa è la situazione. Come iscritti Fiom Cgil, crediamo che il fatto di portare solidarietà a una vertenza organizzata da un’altra organizzazione sindacale, non solo sia doveroso, ma ancora di più lo sia in quanto tanto più ci dividono le bandiere e le pratiche politiche sindacali, tanto più le condizioni di classe ci devono unire in maniera ancora più solida”.

“Riteniamo che ci siano due pesi e due misure – sottolinea Lorenzo Alba di Potere al Popolo, che sin dall’inizio sostiene la lotta degli operai, Texprint e GKN – in particolare da parte delle istituzioni e del sindaco Biffoni, oltre che della Regione Toscana. Nel caso della Texprint, la Regione latita e il sindaco Biffoni si rifiuta di dare appoggio alla vertenza. Ovvio chiedersi il motivo. Forse c’entra il fatto che gli operai GKN votano, mentre quelli della Texprint, per la maggior parte extracomunitari, no? E’ tuttavia evidente che, di fronte a uno sciopero di 200 giorni, a una inchiesta sulla proprietà, a un’ispezione paradossalmente non ancora terminata dell’Ispettore del lavoro, bisogna che lo Stato intervenga per ripristinare la legalità, ovvero il rispetto del contratto nazionale dentro la Texprint, oppure si prenda la responsabilità di affermare semplicemente che quello che denunciano i lavoratori è falso, nonostante 200 giorni di sciopero”. E il tentativo, ricordiamo, di “declassare” la vertenza a un semplice problema di ordine pubblico.

Al presidio erano presenti anche Dmitrij Palagi, del gruppo consiliare fiorentino Sinistra Progetto Comune, Campi a Sinistra, nonché Daniele Lorini,  PRC, candidato alle amministrative di Sesto contro il sindaco uscente Lorenzo Falchi. “Le istituzioni non possono usare due pesi e due misure – commenta Palagi –  si verifichi la denuncia che da quasi 200 giorni portano avanti persone di cui le amministrazioni sembrano voler ignorare persino l’esistenza. La GKN è venuta a Prato anche prima della chiusura dello stabilimento: un momento importante di solidarietà di classe”.

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