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Texprint, lavoratori rilasciati, l’azienda: “Non sfruttiamo nessuno” Breaking news, Cronaca

Firenze – Sono stati rilasciati stamattina, mentre si teneva un presidio sotto il Tribunale di Prato, annunciato ieri, i 4 partecipanti al presidio in piazza del Comune della città laniera, in seguito allo sgombero muscolare degli operai della Texprint che stavano attuando uno sciopero della fame per protestare contro le condizioni di lavoro nella fabbrica. Per martedì 6 settembre in tanto SiCobas, che da tempo sta seguendo la vicenda, ha annunciato una manifestazione nella stessa piazza del Comune, in concomitanza con l’anniversario della Liberazione di Prato.

Intanto, la Texprint, con un comunicato, fa sapere che non accetta l’immagine che a suo dire il sindacato SiCobas ha costruito a suo danno. “Texprint ribadisce che nella propria realtà aziendale nessun lavoratore è stato mai sfruttato né costretto a turni di lavoro in violazione delle norme vigenti e degli accordi aziendali – si legge in una nota – Quanto sta andando in scena nelle aule giudiziarie in queste ore conferma che Si Cobas, fin dall’inizio, ha agito unicamente con metodi illegali e violenti, inaccettabili in uno stato civile e democratico come il nostro. Come già rappresentato, da otto mesi gli oltre 60 dipendenti e il management della Texprint stanno subendo violenze (fisiche e morali), insulti, attacchi di ogni genere e gravissime calunnie (come la vicenda del lancio di acido, rivelatasi del tutto falsa). Sin da subito, il gruppo di facinorosi guidati dai due rappresentanti di Si Cobas, aveva cercato di costringere l’azienda ad accettare richieste economiche spropositate – chiedendo, come dimostra un file audio depositato in Procura, il pagamento di circa 600mila euro (40 mila euro per ciascun ex dipendente), ovvero la riassunzione in società di due soggetti non più dipendenti da anni e l’applicazione di sanzioni ad un dipendente a loro poco gradito. Se Si Cobas avesse utilizzato modalità lecite e legali, questa, come tante altre vertenze, si sarebbe già conclusa nelle sedi competenti. Non è commettendo reati che si tutelano i lavoratori e a dirlo è la storia democratica del sindacato”.

Intanto, da fonti vicine al Comune trapela che “Texprint risulta in regola per l’ispettorato del lavoro, le è stato revocato l’interdittivo antimafia e la Procura ha archiviato i procedimenti di sfruttamento relativi all’art.22 del testo unico dell’immigrazione”. Inoltre, la posizione del Comune fin dal sorgere della vicenda Texiprint, dicono dall’amministrazione, “è stata  collaborativa perchè il contrasto allo sfruttamento lavorativo e all’illegalità è un obiettivo indiscutibile dell’amministrazione. Il Comune di Prato, fra i pochi in Italia, ha uno sportello anti- sfruttamento attraverso il quale si sostengono e si aiutano i lavoratori a tutelare i propri diritti”.

Le notizie che trapelano da fonti vicine all’amministrazione vengono respinte in toto dai SiCobas, in particolare quella che il procedimento dell’Ispettorato del Lavoro sarebbe giunto a definitiva soluzione, non riscontrando irregolarità. “Per quanto riguarda questi punti – fanno sapere da SiCobas – ci sentiamo di smentire del tutto quella che si configura come una fake news.  L’unico documento pervenutoci è il verbale della prima ispezione, in cui si dice che al primo accesso conoscitivo non è risultato che un lavoratore al nero e irregolarità per quanto riguardo un impianto di video sorveglianza dei lavoratori, siamo ancora in attesa della conclusione degli accertamenti. Per quanto riguarda il procedimento in Procura, noi come denuncianti non abbiamo mai ricevuto, come previsto dalla legge, notizia di archiviazione”. Alla redazione è giunto il verbale del primo accesso dell’Ispettorato del lavoro, “avvenuto quando già era partito lo stato di agitazione”.

Sulla questione, prende posizione anche il Pd di Prato, con il suo segretario provinciale Gabriele Bosi. “Lo sfruttamento lavorativo è un tema da anni al centro del lavoro di questa Amministrazione comunale, che se ne è sempre occupata insieme ai principali attori di questo distretto. Dispiace che qualcuno provi a negare questa realtà e a strumentalizzare l’argomento per dividere e non per unire – Bosi – il Comune di Prato lo affronta con serietà, cioè con gli strumenti che ha a disposizione e in base alle proprie competenze: penso all’istituzione dello sportello anti-sfruttamento, a cui recentemente si sono rivolti anche i lavoratori della Texprint, ai controlli nelle aziende a cui partecipa con la Polizia municipale, alla redazione del protocollo di azione condiviso con le categorie economiche e sociali insieme alla Prefettura. Penso, infine, alla presenza in tutti i tavoli di crisi sul nostro territorio, compreso quello della Texprint. Questi sono fatti concreti e chi li nega o non è informato oppure cerca una polemica fine a se stessa. Se si pensa che si possa fare ancora di più, in base alle competenze del Comune, si facciano proposte concrete su cui confrontarsi in modo davvero costruttivo”.

“La verità è che molte delle azioni necessarie per combattere in modo ancora più profondo e strutturale lo sfruttamento sui luoghi di lavoro”, continua Bosi, “in tutto il paese e non solo a Prato, sono di competenza nazionale e sono ormai chiare e declinate in proposte concrete grazie anche al lavoro di concertazione fatto da tempo dalle istituzioni con le categorie economiche e sociali del nostro distretto. Lavorare insieme per sostenere la loro attuazione mi sembra più utile che esporre gli stessi lavoratori che si vorrebbero difendere a multe e sanzioni”.
“Anche come Partito democratico pratese abbiamo affrontato questi temi, a partire dalla Segreteria provinciale, e siamo sempre disponibili a continuare l’approfondimento e il confronto –  conclude Bosi – insieme alla nostra Amministrazione continueremo a occuparci della tutela dei lavoratori e della qualità del lavoro del nostro distretto, così come tutti coloro che in questo territorio lavorano per risolvere i problemi e non per alimentare polemiche inutili e divisioni”.
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