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“The Bay”, cronaca di un’epidemia Cinema

La pittoresca cittadina di mare di Claridge prospera proprio grazie all'acqua, che è sostentamento e principale fonte di ricchezza della comunità. Affacciata sulla famosa baia di Cheasapeake, luogo dove avvenne l'omonima battaglia che pose fine alla Guerra d'Indipendenza americana, la cittadina festeggia con grande spirito nazionalista la festa del 4 luglio. Ma una tragedia si profila all'orizzonte. Quando due biologi marini che nelle settimane precedenti rilevarono un livello di tossicità sconcertante nell'acqua vengono trovati morti nelle acque della baia. Il sindaco, non volendo generare panico nel giorno delle festività più importanti per il turismo della cittadina decide di far passare tutto sotto silenzio. Questa negligenza avrà delle conseguenze terrificanti quando una misterioso epidemia si propagherà decimando la popolazione di Claridge.

Il found-footage è una di quelle tecniche di ripresa che si sta trasformando sempre più celermente in un genere con momenti topici e caratteristiche ben definite. Nel corso degli anni ci sono state propinate numerose pellicole di questo genere da “Blair Witch Project” fino all'interminabile saga di “Paranormal Activity” con risultati spesso discutibili. La questione è che è estremamente difficile riuscire a proporre un prodotto appagante e allo stesso tempo vendibile al grande pubblico. Capita così che ottimi esponenti di questo genere vengano lasciati fuori dalla distribuzione, parliamo in questo caso di “Troll Hunter” del norvegese André Øvredal, probabilmente uno dei migliori esponenti del genere ad oggi – poiché creduti troppo difficili per gli spettatori italiani. Finalmente con “The Bay” di Barry Levinson anche il pubblico italiano potrà vedere un found-footage solo apparentemente horror ma che va ben oltre quello diventando specchio critico dei nostri tempi.

Utilizzando un intelligente escamotage narrativo, una giovane giornalista che in videoconferenza commenta tutto il materiale video che il governo non è riuscito a distruggere, Levinson trasforma il suo film in un mockumentary (un documentario su fatti fittizi) giocando con alcune delle fobie dell'era moderna. Quelle epidemie incontrollate e transnazionali che indifferenti colpiscono persone di ogni età e ceto sociale. Partendo da questo tema scottante nasce un vero e proprio racconto dell'orrore. Ma non è l'orrore dei film slasher con assassini mascherati pronti ad inseguire giovani disinibite, ma quello sottile e strisciante che si nasconde oltre la porta di casa. Il terrore di incontrare altre persone e temere che queste possano essere infette, la paura di esporre i nostri familiari a qualcosa di sconosciuto capace di uccidere in poche ore. Il terrore di non sapere cosa succederà.

Attraverso l'utilizzo di riprese fatte col cellulare, con la webcam del computer come pure video di sorveglianza e riprese televisive assistiamo così alla morte di una cittadina inconsapevole di ciò che le sta accadendo. La paura cresce poco alla volta con sequenze che risultano spaventose nel loro realismo, dall'ospedale stracolmo di persone abbandonato da medici e infermieri incapaci di aiutare fino ai cadaveri abbandonati sulle strade. Tra le righe di tutto ciò riusciamo a scorgere un messaggio politico non indifferente. Un J'accuse alle istituzioni troppo spesso incapaci di gestire una così terribile epidemia; organismi che non comunicano tra di loro e che finiscono per condannare alla morte un numero enorme di persone. A metà strada tra il medical thriller e il film dell'orrore “The Bay” è un ottimo esempio di come si riesca a girare un found-footage interessante e avvincente che nonostante navighi su vie già percorse riuscirà a soddisfare anche i fan più accaniti dell'orrore.

Regia: Barry Levinson
Sceneggiatura: Michael Wallach
Genere: Horror/Thriller
Nazione: USA
Durata: 84'
Interpreti: Christopher Denham, Kristen Connolly, Michael Beasley, Lauren Cohn, Jane McNeill, Alisa Harris, Anthony Reynolds, Andy Stahl
Fotografia: Josh Nussbaum
Montaggio: Aaron Yanes
Produttore: Automatik Entertainment, Hydraulx

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