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“The Sessions”, il sesso e la disabilità Cinema

1988. Lo scrittore e giornalista Mark O'Brien vive con l'aiuto di un polmone d'acciaio a causa di una poliomielite paralizzante. Desideroso di esplorare i desideri sessuali che prova, decide di farsi seguire da una terapista specializzata, ma il rapporto con il sesso è difficile e rischiano di sorgere delle complicazioni.

“Il sesso è una questione seria”, queste sono le parole di Mark O'Brien, interpretato da John Hawkes. La sessualità per lui non solo è una questione fisica, ma anche un'esperienza che gli manca e che gli impedisce di sentirsi pienamente uomo. Non una questione di virilità ma qualcosa che si insinua molto più nel profondo dell'esistenza di un essere umano. Il sesso viene visto come parte integrante di un'esperienza umana che deve essere vissuta fino in fondo, anche se si è costretti a vivere attaccati ad un polmone d'acciaio.

Tutto questo viene affrontato con un grande senso dell'umorismo, unica vera strada per affrontare in modo la malattia e la disabilità, e il grandissimo dono che aveva Mark O'Brien, lo scrittore e poeta cui è ispirata la storia della pellicola di Ben Levin. Un tema difficile da affrontare in modo spigliato ma al contempo estremamente serio come il regista riesce a fare. Il tutto funziona alla perfezione riuscendo a dosare attentamente le battute umoristiche di Mark, una vera e propria barriera che usa per affrontare il mondo estero, con i costanti timori sul doversi aprire ad un'altra persona, per la paura di essere ferito indelebilmente, che lo affliggono.

Ottime le interpretazioni del trio di protagonisti da John Hwakes nei difficili panni di un malato di poliomielite con un difficile rapporto con la sessualità derivato dalla sua malattia; forte e coraggiosa Helen Hunt, terapista e surrogato sessuale che colpisce per i suoi nudi frontali, così clinici nella loro indifferente spontaneità; e infine William H. Macy, prete cattolico dalle larghe vedute, da un lato imbarazzato dalle richieste di Mark e dall'altro comprensivo verso le sue necessità. E proprio la comprensione si pone al centro del discorso filmico. Bisogna comprendere sé stessi prima di potersi relazionare con gli altri. Amare prima sé stessi per essere amati dagli altri. Solo questa è la via, e il sesso aiuta in questo percorso. Basta quindi affrontarlo come un discorso pruriginoso e colpevolizzante ma affrontiamolo con la quieta gioia di vivere che Mark O'Brien ha avuto nei suoi confronti.

Girato senza patetismo, anzi con una forte e divertita spigliatezza, il film di Ben Levin è un viaggio all'esplorazione della sessualità e del suo significato nel rapporto con gli altri e con sé stessi. Assistendo alla storia vera di Mark O'Brien, riusciamo ad assistere ad un momento della vita di una persona imprigionata in un letto dove la scoperta e l'esplorazione di quel corpo-prigione si trasformerà in un viaggio alla scoperta della sessualità e anche dell'amore.

Regia: Ben Levin
Sceneggiatura: Ben Levin
Genere: Commedia
Nazione: USA
Durata: 95'
Interpreti: John Hawkes, Helen Hunt, William H. Macy, Moon Bloodgood
Fotografia: Geoffrey Simpson
Montaggio: Lisa Bromwell
Produttore: Much Much Films, Rhino Films
 

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