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Themg Ngna’, gli amuleti dei nomadi tibetani My Stamp

Sono definiti dai tibetani come guardiani contro il male e contro il karma negativo oltre ad essere considerati portatori di buona fortuna e salute. Nell' antico regno delle nevi questo insieme di pietre (agata e corniola) Dzi Beads decorate con occhi, onde e figure sacre rappresentavano sassi caduti dal cielo. I braccialetti tutelari Theng Ngnà possiedono un importante significato culturale poiché, come i Tanka e i mandala, vengono disegnati e realizzati accompagnati dalla recitazione dei mantra. Questi occhi disegnati su ogni piccolo segmento tubolare Dzi, in numero che può variare da uno, tre, cinque fino anche a venti, compaiono in antichi testi come il Sutra buddista della " Onnipresenza" – indicati come difese contro " I cinque occhi velenosi del male". I materiali che formano i braccialetti sono: grani di Ficus Religiosa o albero della Bodhi, teschietti in osso di Yak, turchese, corallo fossile, conchiglia, lapislazzuli, ambra, pietre bianche e nere, quarzo ialino, tre metalli, giada , incensi zimpu ed altri elementi. Secondo le antiche credenze dei saggi tibetani, Lama e sciamani, la forza invisibile di un amuleto sta nello sciogliere temporalmente le nostre paure, poiché questi oggetti unici, usati dall' uomo in tutte le culture antiche, se sono legati ad un sentimento profondo, positivo ed altruista, hanno la capacità di accrescere il coraggio degli esseri umani. I braccialetti tutelari sono considerati molto efficaci dalle popolazioni nomadi nelle zone lontane dell' Himalaya.

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