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Theresa May a Firenze, contestazioni e cartelli: “Europe is my home” Breaking news, Cronaca

Firenze – Dario Nardella, il sindaco di Firenze, ha donato a una Theresa May apparsa quanto mai sollecita nel rassicurare gli italiani e gli altri europei che vivoino nel Regno Unito, il fiorino d’argento, in ricordo di quando a dettare la moneta circolante in Europa era Firenze, mentre un centinaio di attivisti gridano  “giù le mani dai nostri diritti.” Sono gli inglesi che vivono in città e in altre parti della Toscana, i più infuriati contestatori della premier inglese., per l’avvallo sempre dichiarato del governo May al “leave” ovvero alla decisione, presa dal 52% dei cittadini britannici dietro referendum, di lasciare, appunto, l’Europa. Una “fuga” che tuttavia, oggi a Firenze, la premier ha tentato di ridimensionare, dichiarando che  “ in nessun modo” il Regno Unito intende abbandonare la sua alleanza con i Paesi del continente e il suo impegno comune per “la democrazia, i diritti umani, la difesa” e contro minacce internazionali fra le quali ha citato anche il programma nucleare della Corea del Nord. “Noi non voltiamo le spalle all’Europa, né smettiamo di essere membri orgogliosi” del continente europeo, ha rimarcato, pur rivendicando come una scelta democratica e di “sovranità” quella fatta con il referendum dell’anno scorso in favore della Brexit.  Il successo dell’Ue – ha evidenziato – è ”profondamente” nell’interesse nazionale del Regno Unito. “La Gran Bretagna resta un fiero membro della famiglia di nazioni europee”. Theresa May ha tenuto il suo discorso nellaula magna dell’ex caserma dei Carabinieri Goffredo Mameli, a pochi passi dalla stazione di Santa Maria Novella, a Firenze. 

Insomma se i cartelli degli attiivsti recitano “Europe is myy home”, la prima ministra punta tutto su una modalità distensiva della Brexit.  In particolare per l’Italia suona note gradite quando ricorda l’emergenza migranti e il ruolo del nostro Paese, in prima fila, e la collaborazione attiva della Gran Bretagna.

Foto: Luca Grillandini

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