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“Through my window” il carpe diem del fotografo coreano Ahae Cultura

La mostra italiana, curata dal figlio dell’artista Keith H. Yoo, propone 40 fotografie scelte tra gli scatti, oltre un milione e mezzo, che Ahae ha fatto negli ultimi due anni in Corea del Sud dalla piccola finestra della sua abitazione-studio.
Imprenditore, inventore, ambientalista e fotografo, il coreano Ahae nasce nel 1941 a Kyoto, in Giappone, e a 35 anni fonda la sua prima azienda in cui progetta e produce i prodotti più vari, dagli articoli per la casa a quelli per la salute, ed anche imbarcazioni e piccole navi d’altura che solcano le acque del fiume Han a Seoul e dei mari limitrofi.
Strenuo ambientalista ed imprenditore nel biologico, ha sempre posto la massima attenzione a che le sue attività imprenditoriali fossero ecocompatibili. Negli anni Settanta Ahae comicia ad appassionarsi alla fotografia, ma solamente in tempi recenti ha potuto dedicarsi esclusivamente a questa attività.
Grazie alla sua capacità di cogliere i dettagli, anche di luce e colori, il fotografo riesce a immortalare i paesaggi e la natura nel susseguirsi delle stagioni ed a cogliere momenti irripetibili facendo rivivere con le sue immagini il mondo naturale in tutta la sua bellezza e naturalezza. Perché la fotografia di Ahae ha come principi la casualità e l’assenza di premeditazione. 
Attraverso la mostra immortala il trascorrere del tempo ed i cambiamenti della natura che lo circonda, lanciando anche un messaggio incisivo sulle responsabilità che l’uomo ha nei confronti dell’ambiente e comunicandoci che il mondo è splendido ma anche in pericolo e che dobbiamo fare quanto è in nostro potere per salvaguardarlo.
Milan Knížák, ex Direttore Generale della Galleria Nazionale di Praga ha scritto: “Questa visione del mondo estremamente semplice, ma allo stesso tempo immensamente ricca, catturata attraverso un’unica finestra della casa del fotografo […], mi ha lasciato completamente esterrefatto. Possiedo una conoscenza piuttosto approfondita della fotografia contemporanea, che ha praticamente abbandonato qualsiasi osservazione del mondo per concentrarsi su “temi sociali” altamente sofisticati, […] che interpretano essenzialmente il mondo servendosi di un linguaggio semi-intellettuale […]. In mezzo a questa profusione di fotografie contraddistinte dall’assenza di gioia e talvolta persino traumatiche, il tributo reso da Ahae al mondo che si apre oltre la sua finestra è diretto e privo di complicazioni; si potrebbe definire normale.”
Eppure proprio questa normalità ha in sé grandi elementi di magia, che emergono attraverso un’attenta osservazione delle sue fotografie. E Ahae è a sua volta un attento osservatore, acuto ma semplice ed innocente come il significato del suo nome in coreano,“bambino”.
Per non modificare in nessun modo quanto appare dalla finestra del suo studio Ahae ha rinunciato anche ad usare il condizionatore nella pur torrida e afosa estate coreana, ed in inverno, con la finestra aperta, si è esposto al vento freddo e intenso. Questa mancanza di mediazioni rende ogni scatto un’esperienza unica, un’immagine quasi “biologica” degli scenari naturali.
In linea con la sua visione del mondo ed il suo impegno ambientalista, le fotografie, scattate con macchina digitale senza l’uso del flash ed apparecchi di illuminazione, non hanno subito alcun tipo di trattamento come la modifica del colore, il taglia e incolla, o la combinazione di più fotografie: unica concessione, prima della stampa finale, è stata una pulizia delle immagini con allineamento, rimozione di macchie ed una minima correzione di contrasto e luminosità. Le c-print digitali di Ahae sono prodotte da Duggal Visual Solutions. La mostra che proseguirà a Venezia ha il catalogo in italiano edito da AHAE Press Inc.

AHAE-Light_and_Clouds2.jpg

AHAE-Magpies_Chasing_Grey_Heron2.jpg

 

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