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Cosa ho imparato nel mio primo anno di etica Opinion leader

Un anno a parlare dei temi che abbiamo più sotto gli occhi. Un anno in cui puoi anche avere un' opinione differente. Un anno di film, letture e dialogo. Un anno a non fare religione. Un anno di crescita interiore. Un anno.
Un anno fa litigai con i miei genitori perchè non mi volevano far iscrivere a questo corso. Un anno fa ebbi per una volta tanto la meglio. Un anno fa sapevo solo a grandi linee cosa fosse la fecondazione assistita. Un anno fa non avevo mai parlato in classe di eutanasia, aborto o immigrazione. Un anno fa non avevo mai sentito nominare Gabriele del Grande. Un anno fa credevo in Dio né più né meno di quanto ci creda ora. Un anno fa non sapevo la differenza fra etica e morale.

Ma come siamo arrivati a fare Etica? Un anno fa è iniziato questo corso, come materia alternativa. Alternativa. Sì, ma non alternativa stile Woodstock, alternativa perché era un'alternativa a chi non voleva avvalersi dell'insegnamento della religione. Una religione, l'unica possibile. E allora facciamo gli alternativi, mi sono detta. Mettiamo una crocetta sull'altro quadratino. Un corso in dubbio fino all'ultimo: doveva essere approvato dal consiglio di classe, dovevano trovare un docente, uno spazio. Poi alla fine eccoci. Corso di Etica. Sì, ma Etica di che?  Lo chiedono tutti, i genitori, gli amici, i compagni che ti vedono sparire per un'ora la settimana a fare non si sa bene cosa. A mettersi in discussione principalmente, rispondo io, a conosce a fondo qualcosa su cui magari non ci si era mai soffermati a pensare. Cose che succedono continuamente intorno a noi e che nessuno si prende la briga di spiegarci. Una realtà con cui alla fine dobbiamo avere a che fare, che sia oggi o domani, una realtà con cui saremo chiamati a confrontarci, come cittadini di questo mondo.
Ne sono successe di cose in un anno: la primavera araba, la morte di BinLaden, l'attentato a Oslo, Wikileaks, la crisi economica, il 150esimo dell'Unità d'Italia, l'intervento dell'Onu in Libia.
Un anno in un mondo che continua a cambiare. Un anno per imparare, per formare la mia etica personale, la mia, non quella degli altri, non quella di una religione che non ho scelto. Un anno per capire com'è nata la nazione in cui vivo, per capire quanta strada deve ancora fare. Un anno denso di esperienza, di letture stimolanti. Un anno per imparare a conoscere persone mai sentite, come Olynpe de Gouges, che aveva visto più lontano dei rivoluzionari francesi con la sua Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina, in cui dichirava l'eguaglianza politica e sociale fra uomo e donna, e che fu poi ghigliottinata. Un anno di confronto, fra due generazioni anche, la nostra di studenti, che ci troviamo persi in questo mondo che non ci rispecchia e la loro di insegnanti che cercano di darci gli strumenti per capire. Capire, meravigliosa parola.
Questo è quello che mi è rimasto dopo un anno di etica, al di là di tutte le nozioni e le letture, oltre l'interesse e la voglia di continuare a confrontarsi: il capire, non fermarsi alle cose come ci vengono proposte, come ci vengono insegnate, capire. Trovare i principi dell'etica personale dentro noi stessi, attraverso l'indagine sistematica del mondo che abbiamo davanti agli occhi. Fino a capire e una volta capito poter decidere in assoluta autonomia come sia meglio agire. Perchè noi, singoli studenti di oggi, siamo a un passo dall'andare a formare la collettività del domani.
Parte con questa idea il nuovo anno di etica, anche quest'anno in pellegrinaggio per la scuola alla ricerca di un'aula, ma con la consapevolezza magari che ne vale sul serio la pena
Nella foto Gabriele Del Grande, giovane scrittore e fondatore del blog Fortress Europe http://fortresseurope.blogspot.com

Irene Petrizzo
 

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