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Tommaso Grassi, Sel: “Primarie parlamentari? Indispensabili” Politica

Cominciamo dai paradossi locali: nonostante a volte persino il sindaco Renzi si sia "confuso" dicendo su schermi nazionali che Sel è nella maggioranza, come ben sanno i fiorentini, Sel, a Palazzo Vecchio, siede sui banchi dell'opposizione. E si prepara non solo alla nuova battaglia scatenata dal "ritorno" del sindaco alla gestione cittadina ma anche all'organizzazione delle primarie. Quelle che Bersani, grande alleato nazionale se le cose non cambiano, saldo vincitore delle primarie del centrosinistra, ha lanciato per il 29 e 30 dicembre. Una data, spiega Tommaso Grassi, consigliere comunale del Sel, quasi obbligata se si vogliono veramente fare: infatti, se si vuole rientrare nel voto politico di febbraio, entro il 13 gennaio è necessario avere completato e presentato liste e firme. E dunque, nello stesso giorno del Pd sono fissate le primarie, anzi, con termine grillino, le "parlamentarie" anche per Sinistra Ecologia e Libertà.

E dunque, "parlamentarie". Approntare le liste dei candidati, sceglierli, proporli, farli votare, tutto entro il 29 e 30 dicembre, praticamente dopodomani. A che punto siete?
Le primarie per approntare le liste dei candidati al Parlamento, col Porcellum ancora in vita, sono indispensabili. E' ovvio che si sperava di avere più tempo, anche se, ribadisco, meglio farle così di corsa che non farle. Per quanto ci riguarda, dobbiamo decidere le modalità, le regole, anche se è naturale che guarderemo alle primarie appena trascorse. Ci saranno meno seggi, il riferimento sarà a tutti quelli che hanno votato alle primarie scorse, più gli iscritti, è ovvio. Non credo saranno aperte, magari ricorreremo alle "giustificazioni", ma tutto ciò è ancora da decidere. Inoltre, esiste il principio generale della deroga, che verrà usata, almeno questa sembra l'intenzione, il meno possibile.
Lo scopo delle primarie è infatti avvicinare la gente alla politica, allargare la partecipazione, fare uscire i candidati non dal chiuso delle stanze dei partiti, ma tramite la partecipazione del popolo".

Se non ci vuole dire nomi, almeno la composizione …
Ciò che vogliamo è costruire liste che rappresentino il mondo reale, dunque esponenti della società civile, attenzione al genere, al ricambio generazionale, al mondo del lavoro, al sociale.

Fra i nomi usciti, si possono fare ipotesi più o meno credibili: ad esempio, molto credibile sembrerebbe la candidatura, sebbene ancora non ufficiale, di Maurizio De Santis o quella di  Alessandra Petraglia, mentre altri dovrebbero fare i conti con la "legge della deroga" …
Per quanto mi riguarda, tutti nomi menzionati in questi giorni sono validi come quelli di tanti iscritti di Sel.

Ma non le sembra che queste cose le dicano (e le abbiano già dette) un po' tutti?
"Sì, ma noi sottoponiamo le candidature della gente all'approvazione della gente. Dunque, mi sembra che qualcosa a questa girata cambi, non le pare?!…. e nonostante il porcellum vigente".

Partendo dal giorno dopo l'esito delle primarie che hanno visto Renzi attestarsi a Firenze con una percentuale di preferenze del 52%, viene inevitabile chiedere, anche se di sfuggita, quale analisi ha elaborato il Sel fiorentino e toscano del successo del rivale. Sì, perchè la lotta contro il sindaco da parte di Sel è stata dura e senza esclusione di colpi. 
"Non è pacifico che Renzi si sia attestato su una vittoria – commenta Grassi – intanto, a livello nazionale correva per vincere e dunque non ha vinto, esattamente come lui stesso ha dichiarato, raggiungendo il 39%. Per quanto riguarda il successo in Toscana, sappiamo tutti che la nostra Regione è da oltre un ventennio sotto un sistema che spesso ha mostrato un volto "arrogante" e logiche molto di "potere". Dunque, il voto confluito su Renzi può rappresentare un campanello d'allarme per un partito pur maggioritario che dovrebbe capire che non è più tempo di starsene sugli allori. D'altro canto, nostro compito è anche quello di far capire al 52% che ha votato il sindaco, o perlomeno a quella parte di questa quota che è di sinistra, oltre ai voti del centrodestra simpatizzante renziano, il vero volto del sistema attuale di governo della città".

Dunque, pare di capire, continua l'opposizione di Sel alla giunta a maggioranza Pd di Firenze.
Naturalmente, visto che la nostra è un'opposizione politica, nel merito delle decisioni, non contro la persona. Un esempio di quel che significa? Parcheggi dell'Oltrarno, quelli sotto il livello del suolo. Due sere fa c'è stata una bellissima assemblea del popolo dell'Oltrano, partecipata e viva, in cui oltre cento persone hanno espresso la loro opposizone al progetto. Un percorso che era stato prospettato come di partecipazione reale della gente alle scelte dell'amministrazione, non fosse che sulla stampa locale, quasi simultaneamente, il sindaco diceva sostanzialmente che l'amministrazione andava avanti per la sua strada. Con parole oltrettutto piuttosto pesanti nei confronti dei cittadini  partecipanti. Interessante esempio di sistema partecipativo alle decisioni amministrative cittadine. Per conto nostro da combattere in via di principio al di là che chi lo propone e attua sia Renzi o qualsivoglia altro esponente politico. E non è altro che un esempio, il più fresco, di una serie di "mosse" che riteniamo di non condividere. Anzi, di avversare con forza, come la privatizzazione del Tpl, le scelte sulle grandi opere, ecc.

Ma non è forse un problema che in sostanza, sebbene con sfumature diverse,  troverete anche a livello nazionale, viste le ultime dichiarazioni di Bersani?
Il lavoro a livello nazionale si concentrerà sicuramente nel tentativo di irrobustire quel "profumo di sinistra" che Vendola ha richiesto al segretario del Pd. Andiamo con ordine: gli obiettivi del Sel per il Paese sono senz'altro quelli di "tenere la barra a sinistra" sulle politiche (a partire dalle priorità su scuola pubblica, diritti, ricerca e formazione, sanità …), quello di non deludere un elettorato che ha votato convinto di poter contare su cambiamenti reali e non solo di forma, quello di convincere la parte  della sinistra che se ne è stata fuori da questa grande festa della democrazia  a dare una mano. Cosa vuol dire in concreto? Il centrosinistra a grandi linee viene percepito, da sinistra, come un gruppo di apparato attorno a Bersani, un gruppo di renziani che intrattengono liasòns col centro, mentre il voto di protesta è quello della sinistra reale. In realtà, la partecipazione della sinistra che vorrei chiamare in movimento, la cosidetta "sinistra diffusa", i movimenti  politici che si stanno muovendo su quel terreno, consentirebbe di cambiare concretamente le politiche che incidono poi sulla vita delle persone: ad esempio, imporre nuovi punti di vista per gli amministratori su inceneritori e grandi opere. Incidere insomma proprio su quell'atteggiamento e modo di fare che ha consentito, a Firenze, l'amministrazione attuale della città.

E l'alleanza con l'Udc prefigurata da Bersani, ve la farete andare giù?
La ritengo una follia. Premetto che siamo ben lontani, come Sel, dal posizionarci sulla politica fatta col bilancino, facendo il conto con i pallottolieri per vedere quanto conviene e quanto no l'alleanza con una piuttosto che con  un'altra parte politica. Noi siamo questo, queste sono le nostre proposte. Chiarito il punto, possiamo anche fare altre considerazioni. Alleanza con l'Udc? Ma quanto serve? Con l'attuale legge elettorale, visto che siamo ancora nel recinto del Porcellum, l'alleanza con Casini non ci consentirebbe, ad esempio, la certezza della maggioranza al Senato. Dovremmo cercarci alleati. Ma, dato il Porcellum mai spento, le formazioni partitiche in Senato potrebbero essere tre: Pd, M5Stelle e Pdl. Con quali esiti? …
Ma bypassiamo questo punto. Immaginiamoci nell'alleanza con l'Udc. Pensiamo a un'intesa Sel-Udc- Pd. Cosa succederebbe se toccassimo provvedimenti sulla famiglia? E sui diritti civili? E sulle scuole, dal momento che noi siamo per togliere soldi pubblici alle private per potere investire sull'educazione pubblica? E sul fatto che è un nostro chiaro obiettivo far pagare l'Imu alla chiesa? E sulle grandi opere? …
Inoltre, mi lasci fare una riflessione su Monti. Le faccio solo notare il paradosso per cui attualmente il Pd è l'unico grosso partito che sostiene Monti, che rischia di diventare a breve il candidato dei moderati. Quando parlo di "profumo di sinistra" intendo: a che punto arriva l'impegno di Bersani per  Monti? Davvero considera l'art. 18 capitolo chiuso? La legge Fornero sul lavoro cosa fatta? …".

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