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Toni e Pasqual con i bambini del Meyer Notizie dalla toscana, Sport

Nel pomeriggio di ieri, giovedì 20 dicembre, Luca Toni e Manuel Pasqual hanno fatto visita ai bambini e ai ragazzi ricoverati dell’ospedale pediatrico Meyer. E’ la sorpresa che la Società AFC Fiorentina, in accordo con la Fondazione Meyer, ha riservato ai piccoli pazienti del Pediatrico fiorentino. Insieme ai due giocatori c’era il team manager della squadra Roberto Ripa. La visita natalizia dei giocatori della Fiorentina è ormai una consuetudine per il Meyer. I due giocatori viola hanno incontrato dapprima i bambini e i genitori riuniti in Ludoteca per la festa che precede il Natale. Qui Luca Toni ha potuto vedere la ludoteca, lo spazio di gioco, la cui realizzazione, nel 2005, ha ricevuto il sostegno del Collettivo Autonomo Viola con la famosissima maglia “Toni e Furmini”. Quella iniziativa trovò il pieno accordo del bomber che allora fece visita alle storica sede del Meyer, quella di via Luca Giordano. A tanti anni di distanza, Toni è rimasto positivamente sorpreso dall’attuale sede e, ovviamente, dalla ludoteca. “Sono belle soddisfazioni – ha dichiarato il bomber della Fiorentina – per noi giocatori è un piacere autentico poter prestare l’immagine per realizzazione cose importanti. I miei complimenti vanno a quanti hanno permesso e contribuito a realizzare questa struttura pediatrica”. Un Ospedale che anche il capitano Pasqual conosce bene. “Diciamo che ho avito l’onore di provarla direttamente. Avendo due figli piccoli di tre anni e mezzo e un anno e mezzo, l’ho sperimentata come tanti papà. Devo ringraziare – ha proseguito – quanti hanno realizzato questo ospedale e tutti gli operatori che contribuiscono a rendere il Meyer un centro di eccellenza italiano e internazionale. Oggi siamo qui per portare a tutto il Meyer e soprattutto ai bambini e ai ragazzi ricoverati un sorriso, nel momento difficile che stanno vivendo”. Toni e Pasqual hanno infine compiuto una visita nei reparti, dove hanno firmato autografi, si sono fatti fotografare con i piccoli pazienti dai loro genitori e hanno offerto parole di conforto e incoraggiamento ai tanti “campioni in erba” che hanno incontrato nelle corsie del Meyer.

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