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Torna a splendere la “Crocifissione” di Donatello Cultura

Firenze – La “Crocifissione”  di Donatello, un rilievo bronzeo intarsiato d’oro e d’argento, opera della maturità e realizzata secondo la tecnica dei bronzi veneto-saraceni torna a un rinnovato splendore nella sala del Bargello dedicata all’artista, tra Il San Giorgio e il David,  grazie all’intervento di restauro promosso dall’Associazione Friends of Florence e al contributo di 20 mila euro di Janet e Jim Dicke II. Un’opera unica realizzata tra il 1453 e il 1454 che fa di Donatello uno sperimentatore, la tecnica infatti  non verrà  più utilizzata e che contraddice, in un certo qual senso,quei  principi proclamati con la statuaria che invocano una sistemazione razionale del mondo.  Il restauro realizzato da Ludovica Nicolai è durato sei mesi e si è svolto sotto gli occhi dei visitatori del museo che hanno avuto così la possibilità irripetibile, di osservare da vicino le varie fasi del restauro del bassorilievo che si presentava  ricoperto da una patinatura scura che aveva nascosto completamente le parti ageminate d’argento e aveva perso l’aspetto policromo originale facendo perdere la visione dei livelli di profondità del modellato e la visione prospettica della scena.

L’intervento che si svolto sotto la direzione di Beatrice Paolozzi Strozzi , già direttrice del Museo Nazionale del Bargello è il secondo progetto realizzato nell’ambito della prima edizione del “Premio Friends of Florence Salone dell’Arte e del Restauro di Firenze” e  quest’anno per la seconda edizione del premio, il prossimo 15 novembre, sarà reso noto il nuovo progetto vincitore. “ Janet e Jim Dicke II sono due grandi amici della Fondazione e dell’arte fiorentina – ha detto la contessa Simonetta Brandolini d’Adda Presidente della Fondazione non profit Friends of Florence – e siamo felici che abbiano colto l’opportunità del Premio scegliendo di sostenere il restauro della Crocifissione di Donatello. Siamo contenti di essere riusciti a finanziare un altro progetto candidato al Premio 2012 e di aver contribuito a restituire a Firenze e al pubblico del mondo la Crocifissione di Donatello in tutta la sua straordinaria bellezza”.  “ A un solo anno dal finanziamento del restauro della bellissima Madonna con Bambino e Angeli di Dello Delli – ha detto la direttrice del Bargello Ilaria Ciseri- la Fondazione Friends of Florence torna a offrire al Bargello un eccezionale recupero e ci mostra una volta in più il genio insuperabile di Donatello”. “Questo straordinario rilievo, intarsiato d’oro e d’argento secondo la tecnica dei bronzi veneto-saraceni- ha detto Beatrice Paolozzi Strozzi – costituisce un unicum nella produzione del maestro e dimostra, una volta di più lo sperimentalismo che caratterizza tutta l’opera di Donatello, fino agli anni estremi della vecchiaia. Le ageminature d’oro e d’argento che il restauro ci restituisce fulgide e ben conservate, esaltano la complessità della composizione drammatica e densa di personaggi, rendendo al contempo prezioso  e unico nel suo genere questo oggetto di devozione privata, destinato alla famiglia Martelli che aveva protetto l’artista fin dalla prima giovinezza”.

“ All’origine di tutto questo c’è la premiazione di un buon progetto e la virtuosa sinergia tra pubblico e privato – ha precisato il Soprintendente Cristina Acidini – di cui il Bargello ha beneficiato. Lavorare con  Friends of Florence significa lavorare con alleati al fianco che condividono il progetto in tutte le sue fasi e questa speciale sintonia è un dono in più. Mi commuove osservare questa parete con Il San Giorgio, La Crocifissione, lo stemma dei Martelli, il David quale nume tutelare, è veramente qualcosa di speciale e meglio di così non poteva essere.  La mano di Donatello ha dimostrato il genius loci. Il maestro attempato ha un’impennata di sperimentalismo, ci immaginiamo che si innamori di questa tecnica, la applica e passa ad altro. So cosa ricorderò – continua Cristina Acidini – quella scala obliqua, spregiudicata, saldata da due lame d’argento, su cui uno sgherro sta a ribadire l’ultimo chiodo sull’ ultimo piede del ladrone. E’ l’invenzione straordinaria del maestro ed inventore del Rinascimento fiorentino”.

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