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Tornabuoni Arte: Plessi, la natura in videoarte Cultura

Firenze – Tornabuoni Arte apre la stagione autunnale con uno dei maestri italiani della videoarte, Fabrizio Plessi.

La mostra, dal titolo “PLESSI. Emozioni Digitali”, nella galleria sul Lungarno Benvenuto Cellini 3, durerà fino al 18 novembre, mentre l’installazione realizzata da Plessi per la facciata di Palazzo Bartolini Salimbeni, frutto della collaborazione tra la Collezione Roberto Casamonti e le Gallerie degli Uffizi sarà visibile fino al 30 marzo 2023.

Un grande progetto quello presentato da Tornabuoni Arte. In galleria sono esposte circa trenta lavori realizzati dall’artista nel corso del tempo; un percorso espositivo che inizia dagli anni Settanta per arrivare ai video più recenti.

I progetti degli anni ’70 comprendono dei disegni su carta con scritte e disegni dettagliati, presentati insieme ad alcune opere della serie “Cariatidi”, dei primi anni del 2000, lavori dove sono raffigurate una sorta di strutture monolitiche, all’interno delle quali sono contenuti elementi naturali come la paglia, i sassi, trochi di legno, etc.  Infine le opere più recenti riguardano i video dove scorrono immagini con elementi primordiali come l’acqua, il fuoco, i fulmini, la terra.
Plessi è stato fra i primi italiani a sperimentare la tecnologia digitale e applicarla all’arte. Definito “l’aborigeno del digitale”, Plessi ha unito la natura in un linguaggio digitale, permeando ogni immagine in movimento di una realtà, estrapolata dal contesto naturale divenendo solo una visione artistica di grande impatto emozionale.

Una sezione particolare riguarda gli NFTs che Fabrizio Plessi ha elaborato introducendo il tema dell’oro, con lingotti d’oro che da solidi diventano liquidi e viceversa.

L’installazione posizionata sulla facciata del Palazzo Bartolini Salimbeni, realizzata da Plessi inaugura un nuovo progetto che avrà cadenza biennale e coinvolgerà artisti di livello internazionale ai quali sarà commissionato un lavoro site specific per le quattro nicchie del piano nobile dove, nel Cinquecento erano posizionate le statue con le quattro stagioni, ora disperse. Nei quattro video-installazione di Plessi ritorna il tema della natura con acqua, fuoco e lampi, creando un confronto fra l’antico palazzo di Baccio d’Agnolo e i linguaggi artistici contemporanei. Inoltre, su invito, l’artista donerà il proprio ritratto alle Gallerie degli Uffizi, e sarà inserito nella Galleria degli autoritratti.

Il progetto di Palazzo Bartolini Salimbeni – sottolinea Roberto Casamonti – è per me molto significativo, in quanto evidenzia ulteriormente le motivazioni che mi hanno spinto a realizzare la mia stessa Collezione e successivamente ad aprirla al pubblico: l’idea cioè di condividere l’arte, di riportare nelle strade e nelle piazze un rinnovato senso estetico, una nuova vitalità offerta al nostro sguardo in grado di rigenerare l’attitudine conoscitiva”.

Fabrizio Plessi è nato a Reggio Emilia nel 1940. Vive e lavora tra Venezia e Palma di Maiorca. Ha partecipato ad importanti rassegne come Documenta di Kassel, e a quattordici edizioni della Biennale d’Arte di Venezia. Ha esposto in prestigiosi sedi internazionali tra le quali il Guggenheim di New York, le Scuderie del Quirinale di Roma, il Museo Pushkin di Mosca. Al Passo del Brennero nel 2013 è stato inaugurato il Plessi Museum, progettato dall’artista come un’opera di architettura, scultura e design.

In foto:

Fabrizio Plessi, Acqua che sale #T116, 2021, programma digitale e sonoro, cm 163×163 Courtesy Tornabuoni Arte

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