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Torrente Chiosina, proseguono i lavori Cronaca

L'alveo del torrente Chiosina, nel Comune di Calenzano, è sotto "cura". Infatti si concluderanno a giugno i lavori messi in atto dal  Consorzio di Bonifica Area Fiorentina per il ripristino ed il rifacimento di alcuni tratti dei muri che ne delimitano il letto di scorrimento: lavori che sono stati decisi quando, nell’ambito di un sopralluogo effettuato dai tecnici del Consorzio, si è resa evidente la necessità di un intervento di ripristino di alcuni tratti delle murature crollate o danneggiate, nella tratta urbana tra Via Giusti e la via Vittorio Emanuele. Operazioni necessarie per delimitare l'alveo e consentire un corretto e sicuro deflusso delle acque.

     I lavori hanno un costo complessivo di 102.000 euro, di cui 86.000 finanziati dalla Regione e i restanti 16.000 dal Consorzio. Riguardano la ripresa di una breccia lungo il muro d’argine posto in sinistra idraulica a monte di via Giusti e la ripresa di due porzioni di murature franate in destra e sinistra idraulica a valle della stessa via Ginori.
Saranno invece realizzati ex novo un parapetto, anch’esso in muratura di pietrame, posto a monte di via delle Carpugnane, al di sopra dell’attuale muro in calcestruzzo rivestito, e due nuovi muri in pietra con funzione di parapetto posti in destra e sinistra a monte della passerella pedonale in località Fogliaia.
Tra i lavori anche il restauro dei muri mediante la costruzione di alcune porzioni di parapetto mancanti e il ripristino di porzioni in precario stato di conservazione.

Tutte le opere di manutenzione e ripristino utilizzano tecniche e tipologie di intervento a basso impatto ambientale prevedendo l'esclusivo ricorso a murature in bozze di pietrame in analogia con le strutture esistenti.
«Nel corso dei cantieri, proprio in questi giorni – spiega il commissario del Consorzio di Bonifica Area Fiorentina, Marco Bottino sono arrivate le richiesta di alcuni residenti che vorrebbero riaprire il varco esistente sull’argine e che permetteva loro di accedere all’alveo del fiume. Questo passaggio, realizzato presumibilmente subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, non è mai stato autorizzato, visto che si tratta di un varco dal quale potrebbe pericolosamente passare l’acqua in caso di piena. Da parte nostra siamo dunque obbligati a chiuderlo per garantire appunto la continuità dell’argine e il conseguente “effetto barriera” nei confronti dell’acqua. Ogni eventuale deroga a questa regola generale deve essere concessa dalla Provincia, che è l’ente predisposto a valutare situazioni di questo tipo».

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