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Tosca al Maggio Musicale Fiorentino Spettacoli

Al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino è in scena una delle opere più popolari in assoluto: Tosca di Puccini. Ottima scelta, visto il pubblico davvero numeroso e di molti giovani. L’allestimento recupera le belle scene di Francesco Zito, più volte riprese dal 2008 a questa parte: tutte nitide riproduzioni dei luoghi romani in cui è ambientata questa vicenda di violenza politica e sessuale, e religiosità ipocrita. In uno stato pontificio sospeso fra rivoluzione e restaurazione, il capo della polizia del Papa, Scarpia, manipola la passione di Floria Tosca, celebre cantante, per Cavaradossi, un pittore dalle inclinazioni sovversive. Scarpia non riesce a possedere Tosca, che lo uccide, ma spezza comunque l’amore dei due, l’uno condannato subdolamente a morte, l’altra suicida dinanzi alla morte dell’amato. La regia di Mario Pontiggia è stata discreta e puntuale (il che è senz’altro un pregio, date le mode attuali): si può solo criticare un’aggiunta alla fine del primo atto, la bandiera rivoluzionaria che entra in chiesa e viene calpestata da Scarpia (la scena è potente perché Scarpia sogna sesso e omicidio mentre si cantano lodi a Dio, non perché fa quello che è il suo mestiere). Ma questo finale, col movimento solenne della processione, è stato comunque fra i momenti più intensi e riusciti della collaborazione fra scena, regia e buca dell’orchestra. Dirigeva Daniel Oren, sempre espressivo e con attenzione ai dettagli di cui l’orchestra di Puccini è piena (anche se si potrebbe ravvivare il dialogo finale degli amanti). Infine i tre cantanti protagonisti: efficace ma non completa la prova di Piero Giuliacci (Cavaradossi), molto convincenti Alberto Mastromarino, penetrante Scarpia, e Martina Serafin, Tosca ben disegnata fra drammaticità e lirismo. Il pubblico ha decisamente apprezzato.

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