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Toscana a Sinistra, Fattori: “Una Toscana più verde e attenta al sociale” Politica

Firenze – Chiude questa strana campagna elettorale, convulsa e condizionata dalla pandemia, Toscana a Sinistra in piazza Poggi, con canti e musica, inteventi dei candidati e discorso finale del candidato presidente Tommaso Fattori. Piazza piena, banchini, i candidati di questa piazza stanno insieme a tutta la gente intervenuta con semplicità, parlando della necessità di dare una svolta a sinistra “vera” dell’amministraizone regionale. Perché ciò che manca, dopo quasi 70 anni di amministrazione di centrosinistra, è un sistema più inclusivo, più verde, che guardi al pubblico come valore e non come oggetto di privatizzazione e di esternalizzazioni. E’ questa la piazza dei partiti della sinistra a sinistra del Pd, dei sindacati di base, dei movimenti, delle associazini, di quelli che a fronte dei numeri e dei successi sciorinati dal centrosinistra e dei desiderata sulla sicurezza, sulla necessità del ruolo maggiore dei privati e sulle restrizioni securitarie della destra, oppone il numero enormemente accresciuto degli invisibili, la perdita di dignità del lavoro e il progressivo impoverimento della società, le politiche aggressive sull’uso del territorio e la necessità di riforme radicali e sostenibili in tema di economia, welfare, società tout court.

Una prima osservazione è l’età media, che si aggira dai 30 ai 60 anni, con uno scarto verso il basso per quanto riguarda Potere al Popolo, presente in lista con la propria candidata Francesca Conti. La seconda è l’atmosfera pacata, da festa popolare, con piazza Poggi piena e sinceramente partecipe della corsa elettorale. Gli interventi dei candidati che si susseguono sul palco hanno parole d’ordine che richiamano la battaglia ingaggiata contro le disuguaglianze sociali, la necessità di incrementare i servizi pubblici e la “buona occupazione”.

Della necessità di cambiare accentuando la linea della sinistra annacquata dal Pd parla senza mezzi termini il candidato alla presidenza Tommaso Fattori.

“In un contesto segnato dall’emergenza – dice Fattori – bisogna riappropriarsi di alcune linee guida fondamentali. Si parte da una dimensione sociale, col rafforzamento della sanità pubblica e la previsione di un piano speciale di case popolari per dare un tetto a chiunque ne ha bisogno. Per quanto riguarda la dimensione economico-produttiva, è necessario puntare su investimenti pubblici per la creazione di lavoro stabile, sulla conversione ecologica delle produzioni e sulla ricostruzione di settori produttivi strategici”. Attenzione particolare all’agricoltura, vero brand toscano, il più possibile priva di pesticidi”. Sulla questione economica legata alla sostenibilità Fattori ribadisce la necessità di strutturare “una vera economia circolare, che dia un taglio deciso all’incenerimento nelle forme vecchie e nuove come la gassificazione, che veda contemporaneamente la nascita di una filiera per il recupero di materia dai rifiuti”.Infine, particolare accento all’istruzione pubblica e alla necessità che i soldi della comunità vadano interamente a sostenerne la significatività anche in termini di eccellenza.

Infine, circa le grandi opere, Fattori non nasconde la decisione di non procedere sulla strada delle grandi infrastrutture come aeroporto o Tav, in favore del “finanziamento  di opere utili e diffuse”. Infine, la decisione di porre l’accento sull’unità territoriale, ovvero sulla necessità di costruire “un piano speciale per le isole, la costa, le aree montane e le periferie. vogliamo una Toscana unica, dall’Appennino al mare, senza territori di serie A e di serie B”. Un progetto preciso, che vede anche il rilancio di due nomi prestigiosi a livello internazionale come eventuali assessori nella giunta Fattori in caso di vittoria: Anna Marson all’assessorato all’urbanistica, Tomaso Montanari alla cultura. Infine, sul tema dello sviluppo, Fattori sottolinea ancora: “Si tratta di investire su un nuovo turismo ambientale, lento e diffuso, che abbia tanti centri di gravità: piccoli musei, scavi archeologici, pievi, borghi isolati, destinazioni minori ricche di storia, per non dire delle nostre riserve e parchi, dei boschi, dei cammini marini e montani, dei sentieri e degli itinerari cicloturistici”.

 

 

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